Storia del teatro: riassunto dalle origini a oggi

Di Redazione Studenti.

Riassunto della storia del teatro dalle origini ad oggi: evoluzione dal teatro greco a quello odierno. Riassunto di generi e tipologie

Storia del teatro

Storia del teatro
Storia del teatro — Fonte: getty-images

Il teatro ha origini antichissime, è una delle prime manifestazioni culturali dell'uomo.

Nelle prime civiltà, infatti, il teatro è legato ai termini di rito e mito. In Occidente la storia del teatro parte dalla Grecia: culla della nostra civiltà.

Teatro greco

Le prime testimonianze di letteratura drammatica risalgono al VI sec. a.C. Aristotele, Poetica (330 a. C.).
Il genere teatrale fiorì in Grecia fra il VI e il V secolo a. C.

Giungono fino a noi testi di tre tragediografi:

  • Eschilo
  • Sofocle
  • Euripide

Sono scritte in versi, seguono una struttura fissa, maschere e coturni, cori cantati, i soggetti sono quasi tutti mitici.

E di due commediografi:

  • Aristofane (commedia antica)
  • Menandro (commedia nuova)

L'ingresso al teatro era gratuito, gli spettacoli erano sovvenzionati dai cittadini delle classi più agiate.

Teatro romano

Le prime manifestazioni teatrali erano di carattere religioso, ma ben presto assunsero carattere profano.

Le forme originarie di commedia erano la farsa e l'atellana.

Si sviluppò in seguito una forma di teatro più stabile, su modello di quello greco, nel III secolo a. C. Gli autori più importanti di quest'epoca (III-II) sono:

  • Plauto: (commedia motoria, caricature, vis comica)
  • Terenzio: (commedia stataria, di carattere, riflessiva).
  • Fabula togata: commedia di ispirazione romana
  • Fabula palliata: commedia di ispirazione greca
  • Fabula praetexta: tragedia di ispirazione romana
  • Fabula cothurnata: tragedia di ispirazione greca.

Teatro medievale

Dopo la caduta dell'Impero (476) gli spettacoli vengono proibiti dalla Chiesa. Il teatro scompare.

Verso l'anno 1000 si sviluppa il teatro sacro, che si svolge all'interno della Chiesa, durante la Settimana Santa per rappresentare la Passione. la sacra rappresentazione e forme analoghe di teatro si hanno in Francia, Spagna e Inghilterra.

Parallelamente, nelle corti feudali, si sviluppano intrattenimenti laici e forme di teatro popolare.

Teatro nel Rinascimento

La cultura umanistica portò alla scoperta del teatro classico, con il rispetto delle tre unità.

Tornò un teatro laico e dotto. Le opere venivano rappresentate a corte prima in latino e poi in volgare.

Tra un atto e l'altro si prese l'abitudine di inserire un intermezzo musicale-allegorico di argomento mitologico (origine del melodramma e del teatro d'opera).

Nel corso del '400-'500 fioriscono molti testi teatrali su imitazione di quelli antichi, per un teatro ristretto e di corte.

Alcune opere importanti per l'epoca:

Parallelamente si sviluppa una forma di teatro popolare e laica, itinerante: la commedia dell'arte, che si basava su improvvisazione, canovacci, oralità, maschere.

In questo secolo si costruiscono i primi teatri: Teatro Olimpico di Palladio a Vicenza (1579-80)

Teatro del Seicento

Il Seicento è considerato il secolo d'oro del teatro che fiorì in tutta Europa. Ecco cosa accade nei vari paesi:

  • Francia: nasce e si consolida il teatro classico fondato sul rispetto delle regole aristoteliche. Corneille, Racine e Molière.
  • Inghilterra: fiorisce il teatro elisabettiano: Marlowe, Shakespeare.
  • Spagna: teatro profano estraneo alle regole aristoteliche. Fondato sull'affermazione di valori etici: Lope De Vega, Calderón De La Barca.

In questo secolo si costruiscono i teatri prototipo di quelli europei: il teatro della Fenice di Venezia e il teatro Farnese di Parma (1618-19).

Le dimensioni aumentano per accogliere il vasto pubblico: c'è l'orchestra, la platea, l'arco scenico unico, il palcoscenico molto vasto, con argani e quinte mobili per le nuove esigenze della spettacolarità, ci sono i palchetti per contenere più pubblico: nasce il teatro ad alveare.

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Teatro del Settecento

Nella prima metà del secolo prevale il gusto arcadico che, dal punto di vista teatrale, si concretizza con il melodramma che nasce con Pietro Metastasio.

Il clima illuministico fa sentire i suoi influssi anche sul gusto per lo spettacolo: servono maggior rigore, pulizia ed ordine.

Goldoni si fa promotore di una vera e propria rivoluzione teatrale: con la riforma del teatro sostituisce gradualmente al teatro della Commedia dell'arte un teatro di carattere, con testo scritto e personaggi ben delineati psicologicamente. Ricerca la verosimiglianza delle storie e la semplicità del linguaggio.

Alfieri è l'altra grande personalità teatrale del secolo. Spirito passionale, amante della libertà e dell'indipendenza, è un preromantico per temperamento, ma un classico per il rigore dello stile delle sue tragedie. mette in scena lo scontro fra eroe e tiranno.

Teatro dell'Ottocento

Il teatro europeo è dominato dal dramma romantico in cui si esaltano gli ideali dell'epoca, in particolare in Germania con Lessing e Schiller, con i quali temi neoclassici, mitologici e romantici si intrecciano.

In Inghilterra e in Francia si ha il dramma borghese, caratterizzato da temi domestici con poche pretese letterarie.

In Italia Manzoni, con la Lettre à Monsieur Chauvet, si fa portavoce di un teatro più moderno, che rifiuta le due unità aristoteliche di tempo e luogo, e riscopre il valore educativo del teatro.

Anche il coro trova una nuova funzione: quella di spazio per i commenti dell'autore.

Verso la fine del secolo si ha l'influsso del naturalismo e del verismo con il teatro realista di Verga.

In Germania, invece, Wagner, come reazione a tutto ciò, produce drammi mitici ed ideali.

In Russia si apre la stagione del realismo con Nikolaj Gogol e Alexander Ostrovskij e, verso la fine del secolo XIX, con Lev Tolstoj e Maksim Gor'kij. Anche Cechov può essere considerato un continuatore della tendenza naturalistica, anche se evidenzia affinità con il simbolismo.

Teatro del Novecento

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello — Fonte: getty-images

Alla fine dell'800 il mondo della cultura e il teatro vengono influenzati dai nuovi studi freudiani. Il norvegese Ibsen e lo svedese Strindberg sono considerati i fondatori del teatro contemporaneo. Trattano temi sociali, analisi e caratteri individuali con forte introspezione: il teatro del '900 muta, e ha come tema l'individuo e il suo io complesso e stratificato.

Novità novecentesca è quella dell'introduzione del regista. In Italia il realismo approda al senso del tragico di Luigi Pirandello, che ha tra i suoi temi la frammentazione della coscienza, il relativismo, la ricerca della distinzione fra verità e finzione.

Bertolt Brecht elabora una nuova teoria teatrale: rivendica il carattere di finzione del teatro, per cui lo spettatore non deve immedesimarsi nelle vicende del dramma, ma, attraverso l'estraniazione, giungere alla piena consapevolezza di essere in presenza di una rappresentazione. Questo contribuisce, secondo Brecht, a far maturare nel pubblico una coscienza critica.

In Francia negli anni '50 si impone all'attenzione un gruppo di autori che criticano ferocemente i valori borghesi: Jean-Paul Sartre, Albert Camus, Eugène Ionesco, Samuel Beckett. Forme di realismo sociale si svilupparono in modi diversi in Germania con Peter Weiss, in Inghilterra con John Osborne, in U.S.A. con Tennessee Williams e Arthur Miller.