Storia del cinema: dai primi film al cinema digitale

Storia del cinema: dai primi film al cinema digitale A cura di Joshua De Loa.

Protagonisti, tecniche e tecnologie che hanno fatto la storia del cinema rendendolo la forma d’arte del XX e del XXI secolo.

1Introduzione

The horse in motion (o Sallie Gardner at a Gallop) di Eadweard Muybridge. Una serie di fotografie scattate in successione, 1877
The horse in motion (o Sallie Gardner at a Gallop) di Eadweard Muybridge. Una serie di fotografie scattate in successione, 1877 — Fonte: getty-images

Il cinema è quell’insieme di arti e tecniche che permette di confezionare un film, e la cinematografia viene sin dal 1921 come la “settima arte”. Il percorso storico e tecnico che portò dai primi passi agli effetti speciali come quelli dei film Marvel fu però lungo e travagliato.

Il primo passo per l’invenzione del cinema fu l’invenzione della fotografia ad opera di Joseph Niépce (1765-1833). Il primo esperimento di fotografia in movimento fu ideato da Eadweard Muybridge (1830-1904) nel 1878: il celebre The Horse in Motion.

2Dai primi passi all’industria del cinema

2.1Edison e i fratelli Lumière

Manifesto per il cinematografo dei fratelli Lumière (Louis e Auguste): L'Arroseur arrose nel 1895, Museo della Pubblicità, Parigi
Manifesto per il cinematografo dei fratelli Lumière (Louis e Auguste): L'Arroseur arrose nel 1895, Museo della Pubblicità, Parigi — Fonte: getty-images

Nel 1891 l’inventore statunitense Thomas A. Edison (1847-1931) ideò il kinetoscopio: era una grossa scatola con un oculare su cui il cliente vi poggiava l’occhio, inseriva una moneta e girando la manovella poteva così guardare uno dei “films”. Fatto incredibile, Edison si dimenticò di depositare il brevetto per la sua invenzione.

Grazie ai consigli del padre Antoine, i fratelli Auguste (1862-1954) e Louis (1864-1948) Lumière confezionarono il primo cinematografo. Dopodiché organizzarono le prime proiezioni a pagamento a partire dal 28 dicembre 1895.

Queste proiezioni erano dieci brevi film, di cui il primo è comunemente accettato come il primo film della storia del cinema: L’uscita dalle officine Lumière. Già l’anno dopo si proiettava in altri paesi d’Europa.

2.2La nascita dell’industria tra Francia e Inghilterra

Tra fine Ottocento e inizio Novecento si affermò il cosiddetto “cinema delle attrazioni”, ossia degli spettacoli ambulanti con proiezioni combinate ad altre rappresentazioni. In questo periodo i film erano muti ma era presente l’imbonitore, il quale spiegava la storia accompagnato spesso da un pianoforte.

Nella foto, il primo direttore della fotografia francese Georges Méliès interpreta il ruolo di un mago
Nella foto, il primo direttore della fotografia francese Georges Méliès interpreta il ruolo di un mago — Fonte: getty-images

Georges Méliès (1861-1938) era un entusiasta del cinema e cominciò a lavorare in proprio. Egli fece un lavoro pionieristico, sempre legato al “cinema delle attrazioni”. Mélies fu un grande inventore di effetti speciali: la doppia esposizione, la dissolvenza, l’arresto di ripresa e sostituzione sono alcuni esempi.

Léon Gaumont (1864-1946) collaborò con la sua segretaria Alice Guy (1873-1968) che divenne dirigente della produzione. Fu la prima donna cineasta, realizzando oltre 400 film, tra cui una Passione (1906). Iniziarono così i film a tema religioso e vennero introdotti i primi scenari e le prime comparse.

Charles Pathé (1863-1957) intuì le potenzialità del cinema. Imitò i Lumière, ed ebbe talmente successo che la sua società cinematografica divenne in breve tempo un colosso pari alle compagnie americane.

Fino al 1900 i film erano sostanzialmente singole inquadrature senza stacchi. I primi che lavorarono alla messa a punto di numerose soluzioni furono gli esponenti della scuola di Brighton (1896-1914). Ai più creativi si devono i primi passi nel montaggio e nella sovraimpressione, ma anche il primo piano e la soggettiva.

2.3Gli sviluppi degli Stati Uniti

David Wark Griffith (l'uomo seduto in giacca e cravatta) e la sua troupe sul set di un film nel 1915 circa
David Wark Griffith (l'uomo seduto in giacca e cravatta) e la sua troupe sul set di un film nel 1915 circa — Fonte: getty-images

Un contributo importante per il cinema statunitense fu quello di David W. Griffith (1875-1948). Egli cominciò da autodidatta e attore per poi dirigere moltissimi film dell’epoca, circa 450. Inoltre, Griffith codificò le regole del montaggio, soprattutto il cosiddetto montaggio alternato.

Griffith si trasferì ad Hollywood, dove stavano nascendo gli studios. Nel 1915 produsse Nascita di una nazione, di ben 160 minuti, la prima opera cinematografica narrativa. Fu il film muto più redditizio della storia del cinema, tuttavia fu molto controverso perché razzista e apologetico nei confronti del KKK.

3L’esplosione del cinema narrativo

3.1Il cinema narrativo: nascita e sviluppo

Il gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene: film muto del 1920
Il gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene: film muto del 1920 — Fonte: getty-images

Nei primi anni del Novecento l’interesse per questo primo tipo di cinema calò. Nacquero così i primi circuiti di sale pensate per intrattenere la classe operaia: i film erano più semplici, con le prime didascalie e senza imbonitore. Fiorì il cinema comico.

Il cinema come racconto si impose durante la Prima guerra mondiale. Iniziò allora una separazione di generi: la commedia, l’avventura storica o di fantasia, il giallo. Negli anni Trenta venne redatto il Codice Hays, con i requisiti qualitativi minimi per accettare le pellicole per Hollywood.

Il cinema divenne presto un bacino d’investimenti, dati i guadagni. Ma bisognava rispondere alle attese del pubblico. Nacquero i primi divi. La fama veniva alimentata dalla radio e dai giornali.

Il cinema europeo era d’avanguardia. Bisogna citare il surrealismo di Salvador Dalì (1904-1989) e Luis Buñuel (1900-1983), le sperimentazioni di Dziga Vertov (1896-1954) e Sergej M. Ėjzenštejn (1898-1948), lo stile francese di René Clair (1898-1981). In Germania ci fu una vera esplosione tra Espressionismo, Kammerspiel e Nuova Oggettività: con Friedrich W. Murnau (1888-1931), Fritz Lang (1890-1976) e Robert Wiene (1873-1938).

Negli anni Trenta in America nacque lo studio system: l’interezza della produzione è in mano loro. Dopo le commedie e i drammi romantici, con la Grande Depressione si fanno strada altri generi: come il noir e i gangster-movies, ma su tutti regna il musical con Fred Astaire (1899-1987) e Ginger Rogers (1911-1995). C’era infatti una grande novità: il sonoro.

3.2La rivoluzione del suono e dei colori

Lights of New York: il primo film interamente parlato, 1928. Da sinistra: Eugene Pallette, Mary Carr e Cullen Landis
Lights of New York: il primo film interamente parlato, 1928. Da sinistra: Eugene Pallette, Mary Carr e Cullen Landis — Fonte: getty-images

La sincronizzazione tra visivo e sonoro fu sperimentale nel primo ’900 tuttavia il pubblico non l’apprezzava. Per caso, nel 1926, quattro fratelli produssero un film di tre ore, il Don Juan, in cui compare qualche dialogo e una selezione di musica classica sincronizzata.

I quattro fratelli erano Harry (1881-1958), Albert (1883-1967), Sam (1887-1927) e Jack (1892-1978) Warner: i Warner bros. Contattarono poi un cantante, Al Jolson, per girare il film The jazz singer (1927), il quale riscosse un grande successo. Ma il primo film interamente parlato fu il loro Lights of New York (1928). Finiva un’era, nasceva un nuovo colosso: la Warner Bros. Pictures.

Negli anni successivi i sistemi audio fecero balzi in avanti: l’audio stereofonico (1931), quello magnetico (1935) e di largo uso a partire dagli anni ‘50, il Dolby System per i rumori di fondo (1975), fino al suono digitale di oggi.

Via col Vento di Victor Fleming: film del 1939. Nel cast: Clark Gable e Vivien Leigh
Via col Vento di Victor Fleming: film del 1939. Nel cast: Clark Gable e Vivien Leigh — Fonte: getty-images

Anche il colore ha avuto alti e bassi. Già a fine ’800 si coloravano direttamente le pellicole con tinture diverse. Il Kinemacolor fu utilizzato per dare l’illusione del colore, ma fu abbandonato prima del Primo conflitto mondiale. Una prima rivoluzione fu il Technicolor, visibile in Via col Vento (1939) di Victor Fleming (1889-1949).

Lo Studio system crollò per le leggi contro il monopolio statunitensi. Ma il successo era alle stelle: vennero girati in questo periodo film tra i più importanti della storia del cinema, tra cui Casablanca (1942) e Quarto Potere (1941), il capolavoro di Orson Welles (1915-1985).

La scuola italiana fu molto importante. Era caratterizzata stilisticamente dal Neorealismo. Salirono alla ribalta registi del calibro di Luchino Visconti (1906-1976), Roberto Rossellini (1906-1977) e Vittorio De Sica (1901-1974), e vennero girati capolavori quali Roma città aperta (1945) e Ladri di biciclette (1948).

4Dagli anni ’50 agli anni ’80

4.1Gli anni ’50 e ’60

Una foto dell'attore americano Marlon Brando (1924 Ð 2004) intorno al 1952
Una foto dell'attore americano Marlon Brando (1924 Ð 2004) intorno al 1952 — Fonte: getty-images

Divi come Marlon Brando (1924-2004) e James Dean (1931-1955) furono pionieri nella ricerca del realismo. All’interno del blocco comunista il cinema ribelle fu presente, ma censurato.

Con gli anni ’60 si fece strada la New Hollywood, con un vero vento di rivoluzione: film scandalosiPsycho (1960) di Alfred Hitchcock (1899-1980) Il laureato ( 1967) di Mike Nichols (1931-2014); Easy Rider, Dennis Hopper (1936-2010), 1969 — e antipatriotticiIl dottor Stranamore (1964) di Stanley Kubrick (1928-1999) — diedero spazio alle istanze dei giovani. Si abbandonarono le rigidità del Codice Hays e si criticarono il perbenismo e l’ipocrisia della società occidentale.

L’avanguardia francese guidata da Jean-Luc Godard (1930) prese il nome di Nouvelle Vague, molto discussa e apprezzata per l’approccio molto personale e per le problematiche intime. Lo stile si discosta dalla tradizione e si apre all’interpretazione non spiegando tutto. Anche in Italia lavorano i giganti: Federico Fellini (1920-1993), Michelangelo Antonioni (1912-2007), Pier Paolo Pasolini (1922-1975) e poco dopo Bernardo Bertolucci (1941-2018).

Non si possono non citare i lavori sperimentali, d’autore, e intimi di alcuni altri registi illustri del periodo, tra cui lo svedese Ingmar Bergman (1918-2007), il russo Andrej Tarkovskij (1932-1986) e i giapponesi Yasujirō Ozu (1903-1963) e Akira Kurosawa (1910-1998).

4.2Gli anni ’70 e ’80

Steven Spielberg al TCM Classic Film Festival 2022. Il 21 aprile 2022 a Hollywood
Steven Spielberg al TCM Classic Film Festival 2022. Il 21 aprile 2022 a Hollywood — Fonte: getty-images

Se Lo squalo (1975) di Steven Spielberg (1946) fu un successo per il pubblico, fu con Star wars (1977) di George Lucas (1944) che il cinema conquistò definitivamente il pubblico di massa, facendo riemergere la space opera. Emerse una nuova variegata generazione di registi: Francis Ford Coppola (1932) Woody Allen (1935), Martin Scorsese (1942) e Terrence Malick (1943).

Sulla scia di Star Wars uscirono due sequel di Spielberg: Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) e E.T. (1982), mentre con Tron (1982) si sperimentava la computer grafica. Scorsese venne osannato per Toro scatenato (1980) tra i capolavori del cinema americano. Anche i gangster-movies come Il Padrino (1972), di Coppola e Scarface (1983) di Brian De Palma (1940) si presero il loro spazio.

5Il cinema contemporaneo

L'attore americano Michael Keaton sul set di Batman, diretto da Tim Burton
L'attore americano Michael Keaton sul set di Batman, diretto da Tim Burton — Fonte: getty-images

Il Batman (1989) di Tim Burton (1958) fu il primo film a superare l’incasso di 100 milioni in 10 giorni. Tra Star Wars, Indiana Jones e Ritorno al futuro si fece strada l’idea della saga cinematografica. Negli anni ’90 questo corso continua con la nuova trilogia di Star Wars, Jurassic Park, Terminator e Matrix.

Dopo una flessione la Disney fece la storia del cinema d’animazione negli anni ’90, sia per critica che per incassi: ad esempio Aladdin (1992) e Il re leone (1994). Nel contesto della Pixar nacque il primo studio di film animati digitalmente con Toy Story (1995) di John Lasseter (1957).

L’acquisizione e la computazione tramite le nuove tecnologie degli ultimi vent’anni sollevò dei dibattiti all’interno dell’industria: sebbene la qualità dell’analogico, rispetto all’acquisizione direttamente digitale, era ancora maggiore, il digitale permetteva però l’abbattimento rilevante dei costi.

Tra gli anni ’90 e i primi 2000 si impose il cinema action e fantasy della trilogia del Signore degli Anelli (2001-2003) di Peter Jackson (1961), e la serie di film dedicati a Harry Potter (2002-2011). Ad oggi il genere dominante nelle sale è il cinecomics dell’universo Marvel, che da Iron Man (2008) di Jon Favreau (1966), ha sfornato ben ventisette titoli.