Versione di greco maturità 2023: come tradurre Aristotele

Di Redazione Studenti.

Tutto quello che devi sapere per tradurre le versioni di greco di Aristotele: appunti per ripassare le opere, la lingua e lo stile

VERSIONE DI ARISTOTELE

Se nel 2023 la maturità si dovesse svolgere senza ulterori intoppi, gli studenti del liceo classico dovrebbero affrontare un esame di Stato tradizionale, seconda prova inclusa. Il secondo scritto, come sappiamo, sarebbe anche multidisciplinare: a gennaio il MIUR comunicherà le materie scelte per il liceo classico e per gli altri indirizzi di studio. Al classico ci saranno latino e greco, ma non sappiamo ancora di quale delle due discipline ci sarà la versione da tradurre. Per questo è meglio ripassare gli autori più papabili.  

Aristotele è uno dei filosofi greci più conosciuti e i suoi scritti vengono spesso utilizzati come fonti da cui trarre delle versioni da tradurre a scuola. Tradurre una versione di Aristotele può essere per molti una vera e propria sfida. Per affrontare la traduzione di greco, oltre a passare il tempo sfogliando il dizionario greco-italiano è utile prepararsi ripassando la vita dell'autore, su quali argomenti ha scritto e qual era il suo pensiero.

Sapere quand'è vissuto Aristotele, qual era il suo pensiero, quali sono le caratteristiche della sua prosa e le particolarità stilistiche che si possono travare nelle sue opere può aiutare molto a tradurre i brani tratti dai suoi testi.

  • Biografia
    Aristotele è stato discepolo di Platone, ma rispetto al suo maestro ha dimostrato sempre un’autonomia ideologica che fin dall’inizio lo ha portato in polemica con la filosofia del maestro. Alla morte di Platone (347), Aristotele si allontana da Atene e, dopo essere stato alla corte di Ermia, signore di Atarneo e a Mitilene, viene chiamato in Macedonia dal re Filippo con l’incarico di provvedere all’educazione del giovane Alessandro, il futuro conquistatore dell’impero persiano. Nel 335 torna ad Atene dove apre una propria scuola detta Liceo (così chiamata dal luogo in cui sorse, sacro ad Apollo Licio) e successivamente Peripato (dall’abitudine del maestro di impartire lezioni passeggiando)
  • Opere
    Il corpus delle opere Aristotele comprendeva circa 200 opere, ma le superstiti sono solo 47. Aristotele distingue tra le sue opere quelle essoteriche, destinate alla diffusione esterna, e quelle esoteriche destinate alla scuola.
    Delle opere essoteriche ne è stata tramandata in maniera quasi completa soltanto una, La costituzione degli Ateniesi; tutte le altre arrivate a noi sono opere esoteriche. Alla morte di Aristotele esse passarono in eredità al suo discepolo Teofrasto e da lui sono state tramandate. Furono edite per la prima volta dal filosofo Andronico di Rodi, che le dispose nell’ordine in cui ci sono giunte.
  • Stile
    L’indagine aristotelica abbraccia tutti gli aspetti del sapere antico: filosofia, storia politica, fisica, matematica, scienze naturali, astronomia, morale, retorica e poetica.
    Lo stile di Aristotele dagli antichi veniva considerato di altissimo livello: tale giudizio, infatti, derivava dalla lettura delle opere essoteriche, molte delle quali in forma dialogica, che, essendo destinate alla pubblicazione, avevano un alto grado di elaborazione formale. La perdita totale di questa parte della produzione aristotelica non ci permette di confermare o dare qualsiasi tipo di valutazione stilistica: l’unica rimasta, la Costituzione degli Ateniesi, appartenente all’ultimo periodo della vita del filosofo, presenta una forma espressiva lineare, scarsamente elaborata, che solo qua e là lascia intravedere i tratti caratteristici della personalità artistica del filosofo.
    Gli scritti esoterici, appunti stilati per le lezioni che Aristotele teneva ai suoi discepoli, presentano un grado di elaborazione stilistica e strutturale molto diversa: alcuni parti sembrano semplici appunti, altre vere e proprie lezioni organiche; la concentrazione dei concetti e i salti di passaggi logici presuppongono un’interazione tra allievo e maestro che certamente li rendeva immediatamente comprensibili all’interno del Liceo, ma che al lettore moderno pongono non pochi problemi di interpretazione perché ci si trova a dover intuire pensieri sottointesi.
    La lingua di Aristotele mescola l’attico letterario e l’attico volgare parlato nell’Atene del IV secolo a. c. ed è arricchita dall’introduzione di nuovi vocaboli tecnici atti a chiarire meglio il pensiero: un’anticipazione della koinè , il greco usato da tutti gli scrittori dell’età successiva.

    Lo stile nelle opere aristoteliche è caratterizzato per lo più da frasi brevi; nella costruzione del periodo predomina il modulo paratattico.
  • Caratteristiche
    Le principali caratteristiche si possono così riassumere:
    - frequente ricorso all’ellissi di interi pensieri o parti di essi, o solo del verbo esti;
    - tendenza a sostantivare con l’articolo aggettivi e pronomi neutri, ma anche participi, infiniti o intere frasi infinitive o interrogative;
    - uso dell’articolo in funzione di pronome;
    - propensione a procedere per opposizioni con frequente uso delle correlazioni;
    - uso dell’aggettivo neutro concordato con generi diversi;
    - largo impiego dell’avverbio oion nelle comparazioni o nelle esemplificazioni.
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