Steve Jobs: la vita, le invenzioni ed infine la malattia del fondatore della Apple

Steve Jobs: la vita, le invenzioni ed infine la malattia del fondatore della Apple A cura di Laura Morazzini.

Steve Jobs: vita e storia del fondatore della Apple, l'informatico statunitense che ha inventato il Macintosh, il primo pc con mouse e tastiera, l'iMac, iPod, iPhone e iPad.

1Steve Jobs e l'adozione con clausola

Steve Jobs: Macworld Conference & Expo 2003 a San Francisco
Steve Jobs: Macworld Conference & Expo 2003 a San Francisco — Fonte: getty-images

I genitori naturali di Steve Jobs sono due ragazzi appena ventenni: Joanne Schliebe è una ragazza benestante che, all’università del Wisconsin, si innamora di Abdulfattah Jandali, un assistente siriano di fede musulmana.

Joanne rimane incinta e per paura di venire diseredata dal padre prende accordi con i servizi sociali per l’adozione del nascituro, ponendo un’unica condizione: la coppia adottante deve essere laureata, ma la prima coppia candidata per l’adozione del neonato a un certo punto cambia idea e adotta una femmina.

Si fanno avanti i Jobs, Paul e Clara, un meccanico navale originario del Wisconsin e la figlia di una coppia di immigrati armeni, sposati da nove anni e con a malapena la terza media ma Joanne si rifiuta per mesi di firmare i documenti per l’adozione, cedendo alla fine solo con il raggiungimento di un compromesso: gli adottanti devono creare da subito un fondo per pagare il college al bambino una volta cresciuto.

2Un talento difficile

La famiglia Jobs si trasferisce con i figli Steve e Patty in una villetta a Mountain View, in un’area residenziale caratterizzata da abitazioni ispirate a Frank Lloyd Wright, economiche ma ultramoderne con pareti in vetro e riscaldamento a pavimento.

Questo quartiere è un gioiello architettonico ma è anche zona di tecnici e ingegneri militari, che lavorano per la Lockheed o la Westinghouse, e sempre in quest’area viene fondata la HP.

A scuola Steve si rivela molto intelligente e altrettanto indisciplinato, i genitori lo adorano ma sono consapevoli del suo carattere profondamente irrequieto: cercano quindi di mediare con gli insegnanti chiedendo di stimolarlo il più possibile per tenerlo calmo, ma il bambino combina scherzi sempre più pesanti e viene sospeso più volte.

In quarta elementare un’insegnante trova finalmente il modo di catturare la sua attenzione, facendolo lavorare di più e procurandogli manuali tecnici su elettronica e fotografia. I risultati sono tali che dalla quarta passa direttamente in prima media ma la scuola di quartiere si rivela terribile. 

Quando Steve minaccia di lasciare gli studi, i genitori decidono di lasciare la casa e aprire un mutuo per acquistarne una in un quartiere più tranquillo a South Los Altos

3In cerca della propria strada

Al liceo Homestead High continua la sua passione per l'elettronica, aiutato anche da un ex vicino di casa, ingegnere dell’HP, che lo istruisce su come usare i kit Heath e lo fa entrare nello Hewlett-Packard Explorer’s Club, un circolo di studenti che si riuniva in azienda

I componenti del club sono tutti ragazzi delle superiori e universitari e vengono costantemente incoraggiati a progettare componenti e creare; Steve partecipa in maniera discontinua alle riunioni ma approfitta della presenza in ditta per telefonare sfacciatamente al capo Bill Hewlett: questi lo trova simpatico e, nonostante la fama di arrogante e inaffidabile, gli procura un lavoro in una fabbrica di frequenzimetri nell’estate tra prima e seconda superiore. 

Steve Jobs (a sinistra) e Steve Wozniak: co-fondatori di Apple Computer. San Francisco, California 1977
Steve Jobs (a sinistra) e Steve Wozniak: co-fondatori di Apple Computer. San Francisco, California 1977 — Fonte: getty-images

All’ultimo anno di liceo diventa grande amico di Stephen Wozniak, fratello di un suo compagno di nuoto, più grande di 5 anni e già laureato oltre che figlio di uno scienziato missilistico della Lockheed. In comune hanno un amico, la passione per gli scherzi ma soprattutto quella per l’elettronica.

Ottenuto il diploma Steve pretende di andare al Reed College, un istituto privato di discipline umanistiche, ma poi molla al secondo anno e si fa assumere all’Atari come videogame designer, qui però gli danno il turno di notte per il carattere intrattabile e per la disinvolta igiene personale.

Quando si presenta l’occasione giusta, riesce a unire il desiderio di fare una viaggio in India con esigenze lavorative dell’azienda e parte per l’Europa, da dove poi va in India: vivendo dei suoi risparmi rimane qui 7 mesi per studiare le filosofie orientali e il buddismo.

4Nasce la Apple Computer

Steve Jobs alla West Coast Computer Faire. California, 1977
Steve Jobs alla West Coast Computer Faire. California, 1977 — Fonte: getty-images

Nel frattempo in California, la controcultura hippie continuava a svilupparsi mescolandosi con la diffusa conoscenza tecnologica: si cercavano nuovi stimoli e i progettisti più interessanti provengono dagli ambiti più sperimentali.

Il 5 marzo 1975 si riunisce per la prima volta l’Homebrew Computer Club per hobbisti e hackers dell’informatica e, partecipando a queste riunioni, Wozniak ha l'intuizione di creare un unico computer con monitor e tastiera integrati, rimediando componenti economiche per mantenere basso il prezzo. Nel giugno dello stesso anno il computer è pronto e funzionante.

Anch’egli parte del club, Jobs aiuta l’amico a rimediare dei chip di memoria a un buon prezzo, ma soprattutto lo convince l’amico a far fruttare i suoi progetti, per esempio vendendo circuiti stampati da lui progettati.

Lanciati in questo progetto aziendale decidono di fare sul serio, raccolgono i risparmi e fondano la Apple Computer, il 1° aprile del 1976

Il primo ordine arriva dalla Byte Shop, una catena di negozi di computer, che però ordina computer completi e non circuiti stampati, offrendo 500 dollari al pezzo

Con una commissione d’ordine per 25.000$ ma un investimento iniziale di 15.000 per i materiali, i due iniziano ad assemblare quello che sarà l’Apple I nel garage dei genitori Jobs, chiamando a raccolta amici e parenti per risparmiare sulla manodopera: ne assemblano in totale 100 e con i 50 venduti al Byte Shop ripagano i materiali acquistati. 

5Steve Jobs e l’invenzione del primo computer

Computer Apple II
Computer Apple II — Fonte: getty-images

L’aspetto del primo computer è troppo trasandato, e per l’esposizione del 1976 cercano di mettere a punto un nuovo prototipo in grado di produrre colore, l'Apple II; per avere un margine di guadagno chiedono a varie ditte di acquistarne i diritti ma nessuna accetta.

Decidono allora di muoversi in autonomia e dare una nuova veste grafica al prodotto: commissionano un involucro di plastica rigida dalle linee pulite e con un alimentatore a commutazione, ma la svolta arriva con il primo investitore importante e la stesura di un vero piano aziendale che prevede di allargare la cerchia di potenziali clienti.

Il 3 gennaio 1977 nasce la Apple Computer Co. che rileva la precedente società e la promozione viene affidata al migliore pubblicitario della zona, che fa creare al suo team il logo della mela morsicata e sceglie il motto “La semplicità è la massima raffinatezza”. L’Apple II viene presentato alla Fiera del Computere della West Coast a San Francisco nell’aprile del 1977

I due fondatori si rendono conto di essere troppo giovani per dirigere un’azienda e accettano di assumere un presidente, il manager Mike Scott. Di carattere anch'egli molto forte, riesce a contenere Jobs e le sue scenate e cede solo in alcuni casi: ad esempio quando Jobs chiede che i prodotti della Apple abbiano la garanzia di un anno invece dei soliti 90 giorni.

6La Apple di Steve Jobs

Steve Jobs e John Sculley posano con il nuovo personal computer Macintosh, New York City, 16 gennaio 1984
Steve Jobs e John Sculley posano con il nuovo personal computer Macintosh, New York City, 16 gennaio 1984 — Fonte: getty-images

Nel 1977 Chrisann Brennan, la sua ragazza storica con cui si lascia e si riprende da 5 anni, rimane incinta ma Steve ignora quasi del tutto la vicenda e lascia che madre e neonata vivano dei sussidi sociali fino alla sentenza del tribunale che lo obbliga al mantenimento.

L’azienda cresce, lui inizia a lavarsi con regolarità e a vestirsi in maniera più elegante anche se rimane una persona eccentrica e imprevedibile. La ricchezza gli permette soprattutto di investire ma continua a vivere secondo una filosofia zen. Jobs partecipa direttamente ai colloqui per le assunzioni facendo anche domande imbarazzanti e sgradevoli ai candidati.

L’Apple III nel 1980 si rivela un fiasco; il progetto del prodotto successivo viene paradossalmente battezzato LISA (come la figlia a malapena riconosciuta) ma rimane abbozzato, almeno fino a che viene assunto un nuovo programmatore, tale Bill Atkinson che progetta un nuovo modello di concetto di computer basandosi sulle suggestioni di Jobs:

  • sfondo bianco;
  • finestre che si sovrappongono;
  • mouse facile da gestire (con una pallina anziché due rotelle).
Personal computer e monitor Apple III, 1981
Personal computer e monitor Apple III, 1981 — Fonte: getty-images

Viene assunto un altro informatico che assume il controllo di un ulteriore progetto ma lo ribattezza con un nome simile alla sua mela preferita, Macintosh; ma all’interno dei vari progetti sono quotidiani gli scontri con Jobs, che pretende caratteristiche straordinarie ma non sopporta i compromessi pratici necessari per ottenerle.

Il team Mac viene portato a 20 persone e tutte lavorano su uno schermo a colori ad alta risoluzione, l’accesso alla rete ARPA e la capacità di riconoscere il linguaggio.

7Il lancio del Mac

Nel 1984 viene finalmente lanciato il Mac con una sagace campagna pubblicitaria fatta passare durante il Super Bowl e durante la presentazione ufficiale, Jobs “lascia” che il computer si presenti da sé, schiacciando un testo e facendo partire un messaggio pre-registrato e comunicato con un sintetizzatore vocale. 

Inizia una collaborazione tra la Apple e la Microsoft di Bill Gates, alla quale viene commissionato un software grafico per il Macintosh, e le divisioni progettuali Mac e Lisa vengono fuse dando la direzione a Jobs, ma quando il mercato si accorge di quanto il Mac sia lento, le vendite iniziano a calare sensibilmente

I progettisti Apple, stanchi delle intemperanze del capo, se ne vanno uno dopo l’altro e fra questi anche l’amico Steve Wozniak, inoltre il consiglio di amministrazione su indicazione del direttore rimuove Jobs dai team di sviluppo tecnico.

Jobs si dimette dalla Apple e per protesta vende tutte le azioni di sua proprietà ad eccezione di una, per garantirsi la possibilità di poter partecipare alle assemblee degli azionisti.

8Nuovi progetti per Steve Jobs

Steve Jobs nel 1984
Steve Jobs nel 1984 — Fonte: getty-images

Jobs si lancia in un nuovo progetto, creando una società per lo sviluppo di computer pensati per simulare esperimenti scientifici: la Next.

La nuova società investe molto sul design ma poco sulla funzionalità e come risultato i prodotti sono una serie di insuccessi: il nuovo computer viene commercializzato a un prezzo tre volte superiore a quanto prospettato agli istituti che avrebbero dovuto comprarlo, e i pezzi invenduti sono troppi.

Per contenere le spese viene ceduta la licenza del sistema operativo Nextstep e cessata la produzione di hardware.

La scrittrice americana Mona Simpson, sorella biologica di Steve Jobs
La scrittrice americana Mona Simpson, sorella biologica di Steve Jobs — Fonte: getty-images

L’assestamento delle finanze societarie gli permette nel 1986 di investire in una branca della Lucasfilm per sviluppare la computer graphic; puntando sull’integrazione tra hardware e software, viene sviluppato il Pixar Image Computer e un software di rendering denominato CAPS, acquistato persino dalla Disney insieme a molti computer.

Nello stesso anno sua madre muore per un tumore ai polmoni e Jobs decide di condensare le ricerche intraprese qualche anno prima dei genitori naturali, conosce così la madre biologica e scopre che sua sorella è una scrittrice.

9Il ritorno alla Apple

Steve Jobs e Laurene Powell. Mostra Pixar al Museum of Modern Art di New York City
Steve Jobs e Laurene Powell. Mostra Pixar al Museum of Modern Art di New York City — Fonte: getty-images

Nel 1989 alla Stanford Business School Jobs conosce Laurene Powell, durante un ciclo di lezioni che tiene presso questa scuola; come in altri settori della sua vita alterna passione e indifferenza: le propone due volte di sposarlo ma poi stenta persino a pronunciarsi sul progetto matrimonio, quando lei rimane incinta: le nozze hanno luogo il 18 marzo 1991 e di lì a poco nascono tre figli: Reed, Erin e Eve.

Il 20 dicembre 1996 Jobs conclude un accordo commerciale con la sua precedente azienda e vende il sistema operativo Next all'Apple, rientrando come consulente part time per la progettazione software e dedicando meno tempo alla Pixar (con sollievo da parte dei suoi dipendenti).

In realtà è presto chiaro che il suo ruolo è quello dell’amministratore delegato con ampi poteri, infatti accetta l’offerta ponendo come condizione le dimissioni del consiglio d’amministrazione ad eccezione di due membri.

A sorpresa, dopo anni di battaglie legali per furto intellettuale, sigla un accordo anche con la Microsoft che si impegna a sviluppare software per il Mac e a investire nella Apple per permetterle di ripartire, da parte sua la Apple non avrebbe continuato con le cause e avrebbe fatto cadere ogni accusa.

10L’immagine è tutto

Apple Computers CEO Steve Jobs
Apple Computers CEO Steve Jobs — Fonte: getty-images

Jobs rientra con nuove competenze manageriali ma anche con il consueto atteggiamento oscillante tra arroganza e genio. Diventa CEO della Apple, stabilisce di non vendere più licenze a terzi decidendo per l’esclusiva, e di eliminare il 70% dei prodotti Apple compresi stampanti e server; arriva a licenziare più di 3.000 persone, annullando anni di progettazione ma focalizzando la mission dell’azienda e mettendone in salvo il bilancio.

La nuova filosofia della Apple diventa la totale identificazione tra il prodotto e i valori del cliente: la campagna pubblicitaria Think different del 1997 viene fatta basandosi su personaggi “outsiders” riprodotti in bianco e nero, molti dei quali sono eroi personali di Jobs stesso.

  • Viene lanciato l’I-Mac, un computer da tavolo "all-in-one", con una maniglia nella parte posteriore della scocca di plastica e privo della vaschetta per i CD (questo particolare comporta la perdita di una fetta di clienti ma alla lunga rende la filosofia Apple all'avanguardia rispetto alla concorrenza).
  • Decide di vendere i suoi prodotti in store esclusivi dove gli addetti alla vendita sarebbero stati preparati nel vendere computer tanto sofisticati: il primo Apple Store apre il 19 maggio 2001 a Tysons Corner.
  • Dal 1999 l’azienda produce direttamente applicazioni per il Mac che nelle intenzioni di Jobs deve diventare un hub digitale cioè qualcosa in grado di gestire altri dispositivi.
  • Uno dei prodotti più rivoluzionari è l’iPod che, grazie a un impensabile accordo con le case discografiche, permette di gestire migliaia di canzoni con la vendita dei brani singoli su iTunes Store, pensata per contrastare la pirateria musicale.
  • Nel giugno 2007 viene messe in vendita l’iPhone e il 27 gennaio 2010 l’iPad.

11La malattia e la morte di Steve Jobs

Steve Jobs, il lancio del nuovo Tablet il 27 gennaio 2010 a San Francisco
Steve Jobs, il lancio del nuovo Tablet il 27 gennaio 2010 a San Francisco — Fonte: getty-images

Nell’ottobre 2003 gli viene diagnosticato una forma rara del tumore al pancreas, a crescita più lenta e facilmente asportabile, ma Jobs sceglie di mantenere il più assoluto riserbo sulla sua condizione e per mesi si rifiuta di farsi operare, scegliendo invece di seguire una dieta vegana e dei rimedi fitoterapici

Le insistenze dei medici e dei familiari lo convincono della necessità di sottoporsi all’operazione di rimozione chirurgica, ma il 31 luglio 2004 i medici si accorgono che il tumore si è diffuso e si sono sviluppate tre metastasi al fegato

La chemioterapia diventa indispensabile ma la rimozione di parte del pancreas porta scompensi nell’assimilazione del cibo, aggravati ulteriormente dai suoi regimi dietetici sconclusionati.

Nel marzo 2009 subisce il trapianto del fegato ma ci sono segnali di probabili metastasi diffuse; i medici fanno ulteriori tentativi: vengono mappati tutti i geni delle sue cellule tumorali per creare farmaci specifici.

Steve Jobs muore comunque nella sua casa ad appena 56 anni.