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STEM - ragazze e scienza

Laura ed Enrica: dalle STEM la capacità di reinventarsi

Di Veronica Adriani.

Da una laurea STEM alla gestione dei progetti in un laboratorio che si occupa di mani robotiche: storia di Laura ed Enrica e della loro capacità di "cambiare rotta"

STEM: SCIENCE TECHNOLOGY ENGINEERING MATHEMATICS

Laura Santoni nel laboratorio di robotica dell'Università di Siena
Laura Santoni nel laboratorio di robotica dell'Università di Siena — Fonte: photo-courtesy

“La scelta del mio percorso di studio è avvenuta in un momento molto particolare e delicato della mia vita personale, dove le emozioni dominavano rispetto alla ragione. Ed è stata la pancia a guidarmi ed indicarmi la via da seguire”.

Laura Santoni è laureata in Ingegneria Gestionale, e nel gruppo di ricerca del SIRSLab di Siena si occupa della parte gestionale dei progetti di ricerca. Un compito non facile, che condivide con Enrica Camparini, laureata in Scienze statistiche ed economiche, che spiega: “affianco i responsabili nella progettazione, nel coordinamento scientifico e negli aspetti legati alla comunicazione e alla divulgazione”. “La preparazione economica mi è stata di aiuto per la gestione degli aspetti finanziari, mentre il background scientifico mi ha consentito di acquisire una certa esperienza nell'ambito degli studi e delle ricerche che vengono svolte nel gruppo”.

Sia Enrica che Laura non avrebbero mai immaginato di poter lavorare, un giorno, in un laboratorio universitario in cui si progettano mani robotiche. Laura, in particolare, subito dopo la laurea aveva iniziato a fare tutt’altro: “Alla fine del mio percorso di studi ho svolto un tirocinio in un’azienda di consulenza dove ho sviluppato la tesi di laurea specialistica. Sono rimasta a lavorare in questa azienda per più di 5 anni” racconta Laura. Un percorso bellissimo, che l’ha portata a crescere molto: “Mi occupavo di controllo di gestione, analisi organizzativa e progetti di miglioramento all'interno delle aziende. Un lavoro stimolante che mi ha portato a conoscere tutta l'Italia e a rapportarmi con persone di culture e vedute diverse”.

Un giorno, però, qualcosa cambia: Laura diventa mamma e le esigenze familiari iniziano a scontrarsi con quelle professionali, che le richiedono di essere spesso lontana da casa per lavoro. Così fa una scelta, e decide di lasciare il lavoro per dedicarsi a suo figlio. Quando si affaccia di nuovo sul mercato del lavoro, le risposte non sono incoraggianti: arrivano solo offerte "poco appetibili", racconta Laura. Fino al SIRSLab, appunto: “è valsa la pena non mollare e continuare a cercare senza abbattersi”.

Enrica invece, subito dopo la laurea aveva un obiettivo molto chiaro: occuparsi di ricerche di mercato. Ma anche qui qualcosa non va come previsto: “Quando ho terminato il mio percorso di studi, mi sono resa conto che quel settore, che assorbiva la maggiore parte dei laureati in statistica e che era la prospettiva di lavoro che da sempre mi ero immaginata, si era nel frattempo saturato” racconta. Il primo incarico che trova, prima di approdare al SIRSLab, è nell’ambito della consulenza e del management: “Ho dovuto reinventarmi, cercando di conciliare la mia preparazione, prevalentemente di tipo scientifico, con aspetti legati all'amministrazione e alla gestione aziendale”. E ce l’ha fatta benissimo.

STEM E RICERCA

Enrica Camparini nel SIRSlab
Enrica Camparini nel SIRSlab — Fonte: photo-courtesy

Sia Enrica che Laura sono assolutamente soddisfatte della posizione che ricoprono attualmente. E anche l’inserimento in un ambiente di lavoro a prevalenza maschile non sembra aver creato problemi: “Confesso che inizialmente ho incontrato qualche difficoltà a inserirmi in un ambiente di lavoro prevalentemente maschile, ma, poi, ho iniziato a conoscerne le dinamiche e sono riuscita a trovare il mio equilibrio” spiega Enrica. “Inoltre in Dipartimento ci confrontiamo quotidianamente con una realtà multietnica e internazionale. Penso che questa sia una grande opportunità”.

Un’opportunità che, potendo tornare  indietro, anche Laura coglierebbe al volo nel suo percorso: “Non aver fatto un’esperienza all’estero è il mio unico rimpianto. A volte ci sarebbe bisogno di un pizzico di coraggio in più, a me è mancato”. Se potesse rivolgersi ai futuri studenti direbbe loro “che devono fare una esperienza all'estero: è fondamentale”.

Anche alle ragazze che siano in dubbio sull’iscriversi o meno ad una facoltà scientifica Laura sente di poter dare un consiglio: “non devono scoraggiarsi e devono farlo. Almeno nella mia umile esperienza personale, quelli scientifici sono studi che ti danno gli strumenti e la capacità di inventarsi acquisendo un metodo di approccio ai problemi. Una forma mentis che diventa di aiuto anche nella vita quotidiana”.

DONNE E SCIENZA

Se dovesse pensare ad un personaggio che l’ha ispirata nella vita, il pensiero non andrebbe ad un rappresentante del mondo della scienza: “Mi sento di fare il nome di Maria Montessori, una donna che nonostante il periodo storico in cui è vissuta, credendo in sé e nei suoi ideali ha raggiunto risultati che hanno fatto la differenza” spiega. “Ma la vera donna che ammiro e stimo si chiama Giuliana ed è mia madre” continua. “Non voglio fare un discorso strappalacrime, ma vi assicuro che è la donna più determinata e instancabile che io abbia mai conosciuto”.

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