Il rapporto tra Stato e Chiesa e la questione della laicità dello Stato

Il rapporto tra Stato e Chiesa e la questione della laicità dello Stato A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Il rapporto tra Stato e Chiesa dall'antichità ad oggi e la questione della laicità dello Stato. Il potere temporale e spirituale, le questioni etiche più spinose come quelle del crocifisso in classe, aborto, eutanasia e bioetica. Indicazioni su come sviluppare un tema su questo argomento.

1Operazione preliminare

Donazione di Costantino. Collezione dell’oratorio di San Silvestro. Chiesa dei Santi Quattro Coronati, Roma
Donazione di Costantino. Collezione dell’oratorio di San Silvestro. Chiesa dei Santi Quattro Coronati, Roma — Fonte: getty-images

Credo che un cominciare da un approfondimento del concetto di laicità possa essere importante. Dietro tutte le parole così usate si nascondono sempre insidie.  

Rischiamo di essere banali. Prenditi del tempo e medita su cosa significa uno stato laico e su quale sia la tua percezione del fenomeno: credi che l’Italia si possa considerare (pienamente, metà e metà, per nulla) uno stato laico? Per quale ragione?  

Elenca alcuni punti e fai una ricerca sulla Chiesa. Io mi limiterò a darti degli spunti storici e a puntare il dito su alcuni aspetto ancora pieni di criticità sui quali toccherà a te riflettere adeguatamente.  

2La questione del potere temporale e spirituale

Pilato e Gesù
Pilato e Gesù — Fonte: getty-images

I rapporti tra Stato e Chiesa sono millenari e hanno attraversato diversi momenti critici della storia italiana ed europea in generale. Possiamo dire che la distinzione tra potere politico e religioso è stata una conquista molto lenta e che ancora oggi – dal momento che il potere è il potere, e vorrebbe restare indiviso – non è forse del tutto raggiunta

Bisognerebbe partire con alcune frasi di Gesù: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Matt. 22, 19-21). 

E ancora nel Vangelo di Giovanni, durante il famoso processo, scambia queste enigmatiche battute con Pilato

[8] All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura [9] ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta

[10] Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». [11] Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande» (Giov, 18, 8-12). 

Nella prima frase di Gesù si potrebbe leggere una necessaria distinzione tra Stato e Istituzione religiosa. Nella seconda, invece, cosa intende Gesù con “dall’alto”? Intende l’imperatore o Dio?

La frase è stata più volte interpretata come una superiorità del potere spirituale rispetto a quello temporale.

Dunque il discorso non è così semplice come potrebbe sembrare in apparenza: avere cura del proprio spirito vuol dire comportarsi in un determinato modo, avere certi usi e non altri, e quindi la valenza di questo potere è intrinsecamente politica.

3Stato e Chiesa: alcuni passaggi storici di riferimento

In una scena di Boris, il film, nato dall’omonima seria caustica sulla TV italiana (e quindi sui problemi dell’Italia in senso ampio), Lorenzo sottopone a tutta la troupe una raccolta di firme per spostare il Vaticano in altri paesi, secondo una turnazione, in modo che, cito a senso, «tutti possano godere dei privilegi di avere il Vaticano dentro il proprio Stato».

Si percepisce che l’affermazione è estremamente ironica. Quasi tutti sono concordi nell’ammettere che non sia poi un grande vantaggio avere il Vaticano dentro il proprio Stato.

È un argomento di cui si può discutere molto, ma andiamo avanti. Anzi, indietro.

I rapporti tra Stato italiano e Chiesa iniziano con un documento apocrifo: la donazione di Costantino, un falso storico con il quale si determinarono una serie di possedimenti della Chiesa.

La donazione è infatti databile all’ottavo-nono secolo d. C., in un periodo in cui cominciavano ad accentuarsi le lotte per l’egemonia tra potere spirituale e temporale interne al sistema feudale.

Non fu considerato solo come l’atto di nascita del potere temporale della Chiesa ma anche come l’emblematica sovrapposizione di ruoli tra Impero e Papato.

Incoronazione di Carlo Magno, affresco di Raffaello Sanzio e allievi, 1515-1516, Palazzo Apostolico Vaticano, Città del Vaticano
Incoronazione di Carlo Magno, affresco di Raffaello Sanzio e allievi, 1515-1516, Palazzo Apostolico Vaticano, Città del Vaticano — Fonte: ansa

Altra data imprescindibile in questo discorso è la notte di Natale dell’800 d. C., ossia l’incoronazione di Carlo Magno fu incoronato imperatore dal papa Leone III.

Che cosa significava simbolicamente questo gesto se non la superiorità del potere religioso su quello temporale?

Se il potere viene da Dio, allora il rappresentante di Dio in terra (il papa) è l’unico che può concedere il diritto di regnare.

Dante Alighieri sosteneva che entrambi questi poteri venissero da Dio e che dovessero armonizzarsi come se fossero due soli, propagazione dell’unico sole (Dio).

Se parliamo ancora oggi della Monarchia di Dante (e non solo perché l’ha scritta Dante) e se vediamo in quella famosa notte dell’800 un momento simbolico, cruciale della nostra storia, vuol dire che in effetti il problema è ancora lì davanti a noi.

4I Patti lateranensi: il concordato tra Stato e Chiesa

Nel corso della storia ci sono stati molti momenti critici tra stato e impero. Dopo la breccia di Porta Pia, nel processo di unificazione dell’Italia, fu lasciato al Papa quel fazzoletto di terra noto come Città del Vaticano, ma il papa non accettò le condizioni di pace dando vita alla “Questione romana”; quel fazzoletto di terra era comunque un baluardo del potere temporale del sommo pontefice, ultimo ricordo del “Papa Re”. Che è rimasto lì.

Con l’ascesa del Fascismo si dovette così trovare un compromesso con la Chiesa, soggetto dunque dotato di sovranità (con un suo territorio e una sua giurisdizione), seppure organizzata in un modo intrinsecamente diverso dallo Stato (Sent. 22 gennaio 1982, n. 18).

L’unica via percorribile era quella del concordato, ossia un complesso di accordi bilaterali basati sul consenso delle parti e le cui eventuali modificazioni devono necessariamente avvenire mediante una revisione dell’accordo stesso sempre in modo bilaterale.

Si è proceduto a riconoscere a livello costituzionale il principio di bilateralità, inteso come l’unico criterio regolatore dei rapporti tra i due ordinamenti sovrani ed indipendenti. Il Fascismo che puntava allo stato totalitario dovette trovare questi accordi bilaterali con i Patti Lateranensi.

Il punto fondamentale era riconoscere l’autonomia, la sovranità e l’indipendenza della Chiesa:

«Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale».

Oltre all’indipendenza del Papato, alcuni degli effetti più immediati e noti al grande pubblico erano:

  • L’obbligo di insegnamento della religione cattolica nelle scuole.
  • Gli effetti civili al matrimonio celebrato con rito cattolico.
Una foto d'epoca che ritrae Benito Mussolini con prelati in occasione dei Patti Lateranensi firmati da Mussolini e da Pietro Gasparri
Una foto d'epoca che ritrae Benito Mussolini con prelati in occasione dei Patti Lateranensi firmati da Mussolini e da Pietro Gasparri — Fonte: ansa

Alcune di queste previsioni, ritenute contrarie alla Costituzione (Sent. nn. 15 e 18/1982), sono state sottoposte a modifica con gli Accordi di Villa Madama del febbraio del 1984, attraverso cui sono state regolate le materie relative alla libertà religiosa, gli effetti civili del matrimonio, all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche (non più obbligatorio, ma divenuto facoltativo), agli aspetti finanziari concernenti gli enti ecclesiastici e il sostentamento del clero. 

Solamente nel caso in cui non si giungesse ad un accordo, le modifiche unilaterali seguirebbero il procedimento di revisione costituzionale di cui all’art. 138 della Costituzione. 

Su questi punti puoi trovare ampio spazio per riflettere e discutere. Il mio consiglio è di fare come gli antichi esercizi dei retori: prova ad assumere le parti ora di una ora dell’altra parte in causa. 

5La questione della laicità dello Stato: la legislazione

Secondo quanto affermato dalla Corte Costituzionale, è possibile ricavare il principio di laicità in via interpretativa sulla base del combinato disposto degli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione.

La laicità dello Stato “non implica non indifferenza dello Stato dinnanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale” (Sent. n. 203/1989).

La sentenza della Consulta, inoltre, ha avuto il merito di confutare una tesi diffusasi tra gli anni ‘50 e ‘60 del ‘900, quando era forte la convinzione che l’ordinamento ecclesiastico doveva essere considerato alla stregua di quello civile.

6La questione del crocifisso negli edifici pubblici e nella scuola: simbolo storico e/o religioso?

La foto scattata il 1 luglio 2010 mostra un insegnante che pulisce una lavagna sotto un crocifisso in un'aula di una scuola di Viterbo
La foto scattata il 1 luglio 2010 mostra un insegnante che pulisce una lavagna sotto un crocifisso in un'aula di una scuola di Viterbo — Fonte: getty-images

Negli edifici pubblici – compresa la scuola – compare spesso il crocifisso. È un simbolo religioso, questo è chiaro. È lecito che compaia negli edifici statali? È giusto?

In nome del principio di laicità sembrerebbe proprio di no, ma la questione è ancora oggi molto dibattuta anche per il fatto che il Cristianesimo è riconosciuto una delle radici culturali d’Europa ed è quindi anche un simbolo storico.

Secondo la giurisprudenza, l’opinione prevalente è che tale oggetto è simbolo della storia, della cultura e dell’identità italiane, ma anche dei principi di libertà, eguaglianza e tolleranza.

E non solo: simboleggia la stessa laicità dello Stato, ormai tutti acquisiti al patrimonio giuridico, sociale e culturale d’Italia (Tar Veneto, Sez. III, Sent. n. 1110/2005).

La questione è stata altresì oggetto di un ricorso presentato alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Lautsi et al. c. Italie).

Incredibilmente, sebbene nel primo grado di giudizio la Corte Edu ha riconosciuto l’esistenza di un’incompatibilità tra laicità dello stato e simbolo del crocifisso, in appello la Grand Chambre ha cambiato radicalmente la propria decisione.

Infine con la sentenza del 18 marzo 2011, la Corte ha affermato che il crocifisso appeso nelle aule scolastiche rappresenta un simbolo religioso passivo, dal momento che esso non è associato a forme di insegnamento obbligatorio del cristianesimo ovvero alla partecipazione obbligatoria a pratiche religiose. Inoltre, se non impedisce agli alunni di altre religioni di portare i simboli della rispettiva fede e se non è associato all’intolleranza verso altre religioni, non può essere considerato una violazione del diritto dei genitori ad istruire i figli secondo le loro convinzioni religiose.

E tu cosa ne pensi? Ti sembra che sia un simbolo più storico o più religioso? Ragiona in proposito.

7Le questioni etiche più spinose: l’aborto, la fecondazione assistita, l’eutanasia, la bioetica

La folla chiede al governo di legalizzare il divorzio durante una manifestazione in Italia, novembre 1966
La folla chiede al governo di legalizzare il divorzio durante una manifestazione in Italia, novembre 1966 — Fonte: getty-images

Si parla spesso di ingerenza della Chiesa nelle questioni dello Stato. Basti pensare alla legge sul divorzio arrivata tardissimo in Italia (1970; In Inghilterra ad esempio era già possibile dal 1857). 

Il simbolo di questa ingerenza è stato spesso visto nel crocifisso di cui abbiamo appena parlato. 

Sono il punto di partenza per altri argomenti più difficili per via della loro criticità e sui quali devi cercare di informarti bene prima di saltare a conclusioni affrettate. 

Questi argomenti collidono con alcuni punti cardine dell’etica cristiana che potremmo sintetizzare con la formula “rispetto per la vita dal concepimento alla nascita fino alla morte”, in quanto ogni vita è dono di Dio e l’uomo non può disporne come crede.

Anche in un embrione c’è già tutta la persona, secondo quanto afferma la Chiesa. Non è che chi dice il contrario abbia in odio la vita o non sia capace di rispettarla.

Assolutamente non è così. Tuttavia si va verso però due posizioni completamente diverse del concetto di vita.

Dare linee guida di comportamento vuol dire anche influenzare il giudizio e quindi il voto delle persone. Bisogna rifletterci senza saltare a conclusioni affrettate. Sembra però che i passi da fare verso la laicizzazione completa dello stato sono difficili.

Puoi chiederti e sviluppare ragionamenti sul fatto: se sollevare problemi etici sia di per sé negativo. Pensando all’aborto e all’eutanasia, sono molti i medici obiettori di coscienza. Si crea quindi una faziosità molto dura e vedere il compromesso in alcuni punti sembra davvero impossibile. In altri stati (Olanda, Svizzera, Belgio) queste problematiche vengono risolte quasi con un colpo di spugna: si può fare e basta.

Dunque è evidente che la vicinanza della Chiesa – tornando a quanto si diceva ella battuta di Boris, il filmha delle conseguenze molto forti per lo Stato italiano. Riflettici sopra.

8Rapporto tra Stato e Chiesa, come sviluppare un tema: argomentativo o espositivo?

Credo che un tema del genere sia necessariamente argomentativo: devi cioè dimostrare il tuo punto di vista, sempre mostrandoti consapevole della complessità dell’argomento

Sconsiglio sempre di arroccarsi in posizioni che non permettono il dialogo, in quanto ogni forma di chiusura non permette al ragionamento di respirare e di inserirsi nel quadro generale del discorso. 

Nella fretta di informazioni e di idee lampo del web, nella furia degli slogan e delle parti, credo che anche il tema di un alunno possa invece essere una testimonianza forte dell’importanza di saper pensare e decidere liberamente. Farsi delle idee è complicato, ma è anche l’unica strada che vale la pena percorrere.