SSML: caratteristiche e sbocchi lavorativi delle scuole post-diploma

Di Redazione Studenti.

SSML: cosa sono, quanto durano e come funzionano le Scuole Superiori per Mediatori Linguistici post-diploma. Come puoi accedervi

SSML: SCUOLE SUPERIORI PER MEDIATORI LINGUISTICI

Cosa sono le SSML e come funzionano
Cosa sono le SSML e come funzionano — Fonte: getty-images

Chi ha detto che dopo il diploma esista solo l'Università? Ci sono una miriade di opportunità per chi finisce le scuole superiori e vuole continuare a formarsi.

Una delle opportunità, ne abbiamo parlato spesso, è quella degli ITS, gli Istituti tecnici superiori della durata di due anni, che inseriscono gli studenti nel mondo del lavoro atraverso stage e apprendistati, a volte già dal primo anno.

Esistono poi i corsi AFAM, Alta formazione artistica e musicale, che permettono di raggiungere un titolo di studio equipollente a quello universitario.

Infine, ci sono le SSML, le Scuole Superiori per Mediatori Linguistici, che rilasciano un titolo di studio equipollente al diploma di laurea rilasciato dalle Università.

SSML: DURATA E CARATTERISTICHE

Le SSML - Scuole Superiori per Mediatori Linguistici nascono dalle vecchie Scuole per Interpreti e Traduttori, e sono regolate dal Decreto Ministeriale n. 38 del 10 gennaio 2002.

La loro durata è di tre anni, e la frequenza rilascia un diploma equipollente a una laurea triennale - i crediti formativi conseguiti alla fine del percorso sono infatti 180 - ottenuta al termine dei corsi delle Lauree universitarie in Scienze della mediazione linguistica.

Dopo i primi tre anni, chi intraprende il percorso di mediazione linguistica può iscriversi al Master Universitario di primo livello. Dopo ulteriori due anni, ci si può invece iscrivere al Master Universitario di secondo livello.

Fonte: ufficio-stampa

SSML: COSA SI STUDIA

Cosa si studia esattamente in una Scuola Superiore per Mediatori Linguistici?

Per capirlo, partiamo da una base importantissima: il traduttore, il mediatore e l'interprete non sono la stessa figura professionale. Dunque, va da sé, traduzione, mediazione linguistica e interpretariato non sono la stessa cosa.

Tradurre un testo da una lingua all'altra significa essere in grado di trasporre concetti e contenuti da una lingua (e cultura) di partenza a una lingua (e cultura) di arrivo. Per tradurre un testo letterario, una pubblicità, un saggio, insomma, bisogna non solo conoscere le sfumeture linguistiche delle due lingue, ma anche il contesto storico, lo stile di chi scrive, la cultura di partenza e quella di arrivo.

Diverso è il lavoro dell'interprete, spesso simultaneo: tradurre nell'immediato da una lingua all'altra richiede una grande competenza comunicativa, oltre alla capacità di prendere appunti e memorizzare. La SSML insegna anche questo tipo di tecniche, per consentire allo studente di imparare a compiere più azioni nello stesso momento, mantenendo l'efficacia comunicativa di partenza.

Il mediatore linguistico, infine, è letteralmente un ponte non solo fra due lingue, ma anche fra due culture. Il mediatore linguistico deve fare in modo che due realtà molto distanti fra loro imparino a parlarsi, possibilmente in ambiti anche complessi - legali, commerciali, sociali - per cui viene formato ad hoc durante il corso. Ricorda che esiste anche la LIS, la Lingua dei segni, e che il mediatore linguistico può essere anche colui che è in grado di mediare fra quest'ultima e la sua lingua di origine.

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