Spinoza: riassunto della filosofia

Di Redazione Studenti.

Riassunto del pensiero filosofico di Baruch Spinoza, uno dei filosofi più importanti del Seicento e autore dell’Etica e del Trattato teologico-politico.

SPINOZA: RIASSUNTO DELLA FILOSOFIA

Spinoza: riassunto della filosofia
Spinoza: riassunto della filosofia — Fonte: ansa

Spinoza e la Bibbia. Spinoza afferma che la Bibbia non ha nulla da insegnare su natura e Dio, l’uomo quindi per indagare non ha altro che la propria ragione. La natura è retta da leggi necessarie e Spinoza afferma che i miracoli sono solo superstizioni dell’uomo che, dato che fa parte della natura, non è libero e di conseguenza non ha né meriti né colpe. Dove i testi sacri non insegnano la ragione insegna tutto. L’unico insegnamento della Bibbia è che per salvarsi servono norme di comportamento. La Bibbia contiene anche contraddizioni sulla natura di Dio infatti dove Samuele dice che Dio si pente Geremia lo nega. L’unico tema su cui la Bibbia è d’accordo è il messaggio morale e quel poco che insegna coincide con quello che insegna la ragione.

L’ETICA

L’Etica è un trattato in cui si affrontano i temi del pensiero filosofico di Spinoza a partire dalla metafisica. Nell’Etica demolisce l’intera concezione di Dio; il fondamento del sapere non è l’esperienza ma ciò che appare evidente alla mente. Lui crede che la verità non sia un punto d’arrivo ma il punto di partenza. Pone a fondamento del sapere Dio stesso; sa che l’uomo ha bisogno di una dimostrazione della sua esistenza.

Dio è l’oggetto della prima parte dell’Etica, da lui si passa alla parte umana, alle passioni, alla schiavitù umana, alla libertà umana. Ognuna delle cinque parti inizia con definizioni e prosegue con proposizioni. Per sostanza intende ciò che è in sé ed è concepito per sé; cioè ciò il cui concetto non ha bisogno del concetto di un’altra cosa, dal quale deve essere formato. Essa è: increata perché se creata è creata da altro, eterna non può morire l’increato, infinita se finita limitata da altro, una perché non esistono due sostanze, causa sui implica l’esistenza, Dio perché causa sui, interno perché non c’è niente al di fuori di Dio. Dalla definizione di sostanza si deducono attributi e modi infiniti: considerato che Dio è infinito dalla sua esistenza non posso che avere infiniti attributi; dato che l’attributo è costituente di sé stesso è infinito e eterno; dato che è infinito seguono sue infinite manifestazioni.  Pur essendo infiniti l’uomo conosce due attributi pensiero ed estensione. Deduce questi attributi dalla esperienza.

L’oggetto della parte due dell’Etica è la natura e l’origine della mente; afferma che sono due punti di vista diversi della stessa sostanza, pensiero ed estensione che facce diverse della stessa realtà; ecco perché la concatenazione causale presente nel mondo fisico è uguale a quella che c’è nel mondo mentale; è una concatenazione parallela: estensione e pensiero non hanno nulla in comune, sono quindi incomunicabili. Mente e corpo sono in corrispondenza ma non comunicano; la mente ha come oggetto il corpo. Spinoza afferma anche che la mortalità dell’anima non ha nulla di razionale; è solo una superstizione. L’uomo si crede libero ma non lo è affatto, infatti, è libero chi agisce solo per sua natura quindi è libero solo Dio e l’uomo non è dotato di libero arbitrio perché per essere liberi occorre la volontà ma non esiste nell’uomo. Bene è ciò che l’uomo desidera per il suo vantaggio. Ogni ente ha una tendenza naturale ad auto-conservarsi all’infinito. La tendenza naturale che determina anche l’uomo è lo sforzo che viene chiamato in diversi modi da Spinoza: volontà se si riferisce alla mente, appetito se si riferisce a mente e corpo, desiderio quando si è consapevoli dell’appetito. A determinare l’agire dell’uomo è quindi l’appetito, amore di sé. Il bene è ciò che agevola l’appetito il male ciò che l’ostacola. Quando un individuo viene agevolato prova gioia, piacere riferito a mente e corpo, tristezza, dolore riferito a mente e corpo quando è ostacolato; desiderio gioia e tristezza. Dio non può né amare né odiare perché non c’è niente all’esterno che gli provoca gioia o tristezza.

Nella quinta parte dell’etica parla della liberazione dalla schiavitù dalle passioni, l’uomo non è libero ma ha la possibilità di liberarsi dell’ignoranza; è l’ignoranza che porta ad essere schiavi delle passioni, la conoscenza ci libera da questa schiavitù. Solo il saggio trasforma la passione in azione, la passione dell’odio in un sentimento positivo. Spinoza chiama il primo genere di conoscenza il grado più basso che impedisce di vedere il molteplice come espressione di un’unica realtà. Il grado più elevato è rappresentato dalla ragione, si colgono cose fisiche anche nei loro rapporti causali. Il terzo grado corrisponde al punto di vista di Dio che si coglie con la scienza intuitiva. Quando si conquista questo genere di conoscenza l’uomo conosce l’unita tra finito e infinito e questo sapere offre all’uomo la beatitudine.