Affitti per studenti: tipi di contratto e normativa

Di Redazione Studenti.

Affitti per studenti: come registrare un contatto, quali tipi di contratto esistono e come tutelarsi contro gli affitti in nero

AFFITTI PER STUDENTI

Affitti fuori sede: contratti e normativa
Affitti fuori sede: contratti e normativa — Fonte: istock

Se sei uno studente universitario fuori sede potrebbe esserti capitato, durante la ricerca della casa, di sentir parlare dei diversi tipi di contratto che potresti sottoscrivere con il padrone di casa. Come barcamenarsi tra tutti i tipi e cosa dice la normativa? Il contratto di affitto può essere un contratto di locazione a canone concordato, dove il proprietario di casa può utilizzare modelli standard contrattuali. Il canone concordato è deciso da entrambi le parti e la durata è di 3 anni, prorogabile per altri due.

AFFITTI PER STUDENTI: QUALE CONTRATTO?

Più frequente per gli studenti fuori sede è il contratto d'affitto ad uso transitorio: un contratto dalla durata breve che è ottimale per tutti gli studenti, e dura da un minimo di uno a un massimo di 18 mesi. Non è necessario darne disdetta una volta che si avvicina la scadenza poiché il contratto scade naturalmente dopo i 18 mesi. Questo tipo di contratto deve essere redatto a partire dal modello del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Attenzione: nel contratto deve essere specificato che è un affitto a uso transitorio perché, senza questo dettaglio, il contratto si intende della durata di 4 anni rinnovabili per altri 4.

CONTRATTO DI AFFITTO: COME SI REGISTRA

Il contratto d'affitto deve essere registrato all'Agenzia delle Entrate se dura più di 30 giorni. L'obbligo di registrazione del contratto è del locatore che deve farlo entro 30 giorni mentre, entro 60 giorni, deve comunicarne l'avvenuta registrazione.

IL MERCATO NERO DEGLI AFFITTI

La domanda che molti studenti a questo punto si staranno ponendo è: "Ma che senso ha parlare di contratti regolari se praticamente tutti gli studenti fuori sede sono in affitto in nero?". La domanda non è stupida:il fenomeno degli affitti in nero, con canoni esorbitanti e zero garanzie, è tipico di situazioni abitative precarie come appunto quella degli studenti universitari. A tal proposito si è pronunciato il legislatore: nel caso in cui l'inquilino sia moroso, il proprietario non potrà azionare la procedura accelerata dell'ingiunzione di sfratto. Se il proprietario, invece, decidesse di aumentare l'affitto in nero, l'inquilino può chiedere la restituzione di tutte le maggiori somme versate. Insomma, il contratto registrato tutela tanto gli inquilini quanto i proprietari. Non a caso, il contratto registrato è uno degli elementi fondamentali da tenere presenti per la ricerca della casa.   

Cosa devi sapere se stai cercando una casa e sei uno studente fuori sede:

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