Sorelle Brontë: vita e opere di Charlotte, Emily e Anne Brontë

Sorelle Brontë: vita e opere di Charlotte, Emily e Anne Brontë A cura di Teresa Bosica.

Vita e libri delle sorelle Brontë, scrittrici vittoriane autrici di alcuni tra i migliori romanzi della letteratura inglese.

1Biografia delle sorelle Brontë

Ritratto delle sorelle Bronte: opera di Patrick Branwell Brontë
Ritratto delle sorelle Bronte: opera di Patrick Branwell Brontë — Fonte: getty-images

Le sorelle Brontë, Charlotte (1816-1855), Emily (1818-1848) e Anne (1820-1849), erano le figlie del pastore anglicano di origini irlandesi, Patrick Brunty, un uomo estroso e amante della cultura, che cambiò il proprio cognome in Brontë, dopo che l’Ammiraglio Horatio Nelson era diventato duca di Bronte, comune della Sicilia, avendo represso la rivoluzione napoletana. Nel 1812 sposò una donna di salute cagionevole, che gli diede sei figli prima di morire nel 1821. 

A quel tempo il Reverendo Brontë era il rettore della parrocchia di Haworth, nello Yorkshire, e chiese alla cognata, Elizabeth Branwell, una donna severa e austera, di aiutarlo ad allevare i figli. La donna accettò, ma i bambini erano abbandonati a loro stessi, inoltre il reverendo trascorreva la maggior parte del suo tempo a studiare. 

Nel 1824 quattro delle sue cinque figlie, Maria, Elizabeth, Charlotte ed Emily, per decisione del padre, andarono a studiare a Cowan Bridge, un pensionato per figlie di pastori poveri, dove il cibo era scarso e la disciplina molto severa. Le prime due figlie furono stroncate probabilmente dalla tubercolosi e dopo la loro tragica morte, Charlotte ed Emily fecero ritorno a casa.

Charlotte Brontë
Charlotte Brontë — Fonte: getty-images

Le sorelle Brontë avevano un’intelligenza piuttosto precoce e trascorrevano il tempo studiando, leggendo, dipingendo e facendo lunghe passeggiate per la desolata e selvaggia brughiera dello Yorkshire; avevano uno spirito molto indipendente, non sentivano il bisogno di stringere amicizia con gli altri, né amavano le costrizioni e le restrizioni di alcun genere.

Di qui il bisogno di crearsi un mondo di fantasia, molto più importante di quello reale; in particolare Emily e Anne crearono il mondo immaginario di Gondal, in cui ambientarono poesie e racconti, scritti sin dalla tenera età.  

L’amore che le Brontë nutrivano per la cultura è da ricercarsi anche nel fatto che vivevano isolate dal mondo esterno, infatti, il padre evitava la compagnia della gente, non vedeva mai nessuno eccetto i suoi parrocchiani. Fin da quando erano bambini, i fratelli Brontë ascoltavano il padre che leggeva loro libri di storia, religione, filosofia, letteratura, senza preoccuparsi della difficoltà dei concetti che esponeva.

Nel 1842 Charlotte ed Emily andarono a studiare a Bruxelles per imparare il francese ma Emily, insofferente verso la vita e la disciplina scolastica, tornò a casa dopo solo sei mesi e decise di non allontanarsene mai più, tanta era la nostalgia che provava ogni volta che doveva allontanarsi dai suoi cari. Invece Charlotte ritornò a Bruxelles una seconda volta per lavorare come insegnante. Anne e Charlotte lavorarono come istitutrici per un periodo, e Charlotte ed Emily provarono anche ad aprire una scuola a Haworth nel 1844, ma non riuscirono a trovare alunni.

Durante la loro vita le Brontë non avevano mai smesso di scrivere poesie e racconti, e nel 1846 raccolsero alcune delle loro poesie in un volume intitolato Poems, che pubblicarono senza successo a loro spese con gli pseudonimi di Currer (Charlotte), Ellis (Emily) e Acton (Anne) Bell. Scelsero di proposito nomi che potevano essere sia maschili sia femminili per nascondere la loro vera identità contro possibili pregiudizi nei confronti delle donne che intraprendevano la carriera di scrittrici ed erano attaccate duramente perché affrontavano argomenti che, secondo l’opinione pubblica non rientravano nelle loro competenze, come le questioni religiose, sociali e politiche.

Le tre sorelle scrissero anche dei romanzi: Charlotte scrisse The Professor (Il Professore), pubblicato postumo nel 1859, basato sulla sua esperienza a Bruxelles; Emily scrisse Wuthering Heights (Cime Tempestose, 1847) e Anne scrisse Agnes Grey (1847). Fu molto difficile trovare qualcuno disposto a pubblicarli, fino a quando un editore diede alle stampe Wuthering Heights e Agnes Grey, ma non The Professor. Charlotte aveva scritto anche un altro romanzo, Jane Eyre, che fu pubblicato nell’ottobre del 1847 con grande successo.

 Emily Bronte (1818 - 1848): autrice di Cime tempestose
Emily Bronte (1818 - 1848): autrice di Cime tempestose — Fonte: getty-images

Tuttavia, poiché le tre sorelle avevano usato degli pseudonimi, l’interesse dei critici, più che essere rivolto alle loro opere, fu mirato a risolvere l’enigma della loro identità, fino a quando Charlotte decise di svelare la verità, recandosi con Anne dai suoi editori.

Tutti i fratelli Brontë ebbero un tragico destino: Anne morì di tubercolosi all’età di ventinove anni; l’unico fratello, Patrick Branwell, un pittore di talento, morì nel 1848 dopo aver condotto una vita dissoluta dedita all’alcool e all’oppio; Emily, profondamente addolorata dalla morte del fratello, e afflitta dalla tubercolosi, sin dai tempi in cui studiava a Cowan Bridge, si abbandonò completamente al suo dolore e alla sua malattia e morì qualche mese dopo; Charlotte, che nel 1854 aveva sposato un curato, Arthur Bell Nichols, morì di parto nel 1855.

2Jane Eyre di Charlotte Brontë: trama e analisi

A differenza di Emily che condusse una vita isolata, Charlotte cercò sempre il contatto con il mondo esterno, e mentre Emily trasse ispirazione dalla sua fantasia per scrivere il suo unico romanzo, Charlotte s’ispirò alle sue esperienze personali. Mentre era a Bruxelles, s’innamorò di Mr Héger, il direttore della scuola, dove insegnava inglese, ma era un amore impossibile perché lui era già sposato. 

Questa esperienza infelice ispirò i suoi romanzi e anche se le sue storie hanno un lieto fine, l’amore viene sempre descritto come un sentimento che causa dolore a chi s’innamora. La sua opera più famosa, Jane Eyre, provocò molto scalpore quando fu pubblicata perché la protagonista mostra un coraggio e una determinazione che contrastano con i valori tipici dell’epoca vittoriana

Jane Eyre di Charlotte Bronte. Nell'immagine, Jane scopre che Rochester è già sposato
Jane Eyre di Charlotte Bronte. Nell'immagine, Jane scopre che Rochester è già sposato — Fonte: getty-images

Jane Eyre è un’orfana allevata da una zia crudele che, a causa del suo comportamento ribelle, all’età di dieci anni, la manda in una scuola di carità, dove vige uno stile di vita molto rigido. Dopo otto anni, Jane ottiene un posto di governante a Thornfield Hall, nello Yorkshire, dove si prende cura di Adéle, la figlia illegittima di Mr Edward Rochester, un uomo dal temperamento irascibile che si comporta come se nascondesse un grande segreto.

Jane non è una ragazza bellissima, ma è molto intelligente e si rende conto che nella casa accadono cose strane che probabilmente hanno qualcosa a che fare con la donna matta che vive al terzo piano della casa. Intanto Jane s’innamora di Mr Rochester che a sua volta la ricambia e le propone di sposarlo. Jane accetta, ma durante la cerimonia nuziale, uno straniero si oppone al matrimonio perché Rochester ha sposato sua sorella, Bertha Mason, quindici anni prima in Giamaica. Rochester ammette di essere sposato e che sua moglie è la donna matta che vive segregata a Thornfield-Hall.

Jane Eyre lascia Rochester
Jane Eyre lascia Rochester — Fonte: getty-images

Sconvolta, Jane fugge via e va nel nord dell’Inghilterra, dove viene accolta dal Reverendo St John Rivers e dalle sue due sorelle. Il reverendo le chiede di sposarlo e andare con lui in india ma Jane rifiuta quando sente in sogno la voce di Mr Rochester che la chiama.  

Jane ritorna a Thornfield-Hall, dove scopre che la casa è stata rasa al suolo dal fuoco appiccato da Bertha che è morta nell’incendio, mentre Rochester è diventato cieco nel tentativo di salvare la moglie. Jane si rende conto di non poter vivere senza di lui e accetta di sposarlo. La loro sarà un’unione felice e dopo alcuni anni Rochester riuscirà a recuperare parzialmente la vista.  

2.1Jane Eyre – temi e personaggi

Jane Eyre, anche se composto durante l’epoca vittoriana, è un romanzo romantico per quanto riguarda la rappresentazione dell’amore e della passione; inoltre Rochester è una specie di eroe byroniano (Byronic hero), per il suo carattere intenso, impetuoso, passionale e il suo misterioso passato. 

Ci sono anche temi tipici del romanzo gotico: l’orrore, la pazzia, la passione, il mistero. L’ambientazione di Jane Eyre è tipicamente gotica, infatti, Thornfield Hall è una vecchia casa che nasconde oscuri segreti; qui Jane ha delle visioni e sente strani rumori che rivelano la presenza di qualche forza maligna e anticipano la futura tragedia. 

Sin dalla sua pubblicazione, i critici hanno affermato che Jane Eyre è un romanzo che ha dato per la prima volta voce a una donna, che si racconta apertamente con sincerità e franchezza. Ciò scioccò i lettori del tempo che non erano abituati a questo tipo di lettura.

Inoltre la protagonista del romanzo non è bellissima come i lettori si aspettavano che fosse l’eroina di una storia d’amore, è invece una ragazza semplice, per niente affascinante che s’innamora ricambiata di un uomo potente e carismatico. Jane ha però uno spirito indipendente e si ribella all’autorità maschile in più di un’occasione, in questo senso in Jane Eyre Charlotte Brontë critica la condizione della donna nella società vittoriana relegata solo al ruolo di moglie e madre

Mr Rochester e Jane Eyre
Mr Rochester e Jane Eyre — Fonte: getty-images

Essendo povera, Jane deve combattere per riuscire a ottenere un’istruzione e deve sopportare la rigidità del sistema scolastico vittoriano soprattutto nei confronti dei bambini poveri. Ormai cresciuta, Jane trova un lavoro e, nonostante appartenga a una classe sociale inferiore, riesce ad affermarsi e a mantenere la propria indipendenza in un’epoca in cui le donne dipendevano totalmente dagli uomini. 

Jane quindi sfida i pregiudizi dei vittoriani contro le donne anticipando i movimenti per i diritti delle donne che nasceranno proprio alla fine dell’epoca. Allo stesso tempo è una donna che rispetta i principi vittoriani perché, pur difendendo la propria indipendenza, quando scopre che Rochester è già sposato e quindi non potrà sposarla, si rifiuta di diventare la sua amante, mantenendo la sua virtù. 

3Anne Brontë – The Tenant of Wildfell Hall: trama e analisi

Anne Bronte
Anne Bronte — Fonte: getty-images

The Tenant of Wildfell Hall (La Signora di Wildfell Hall) è il secondo romanzo di Anne Brontë, che lo pubblicò con lo pseudonimo di Acton Bell nel 1848. La storia è composta da una serie di lettere scritte da Gilbert Markham a un suo caro amico per raccontargli del suo incontro avvenuto anni prima con Helen Graham, una giovane e misteriosa vedova, giunta a Wildfell Hall, ormai una dimora disabitata da anni, insieme al figlioletto e a una domestica.

Helen si guadagna da vivere vendendo i quadri che dipinge, vive una vita piuttosto isolata e questo genera molti pettegolezzi nel vicinato. Gilbert è affascinato dalla donna e, nonostante le chiacchiere, inizia un’amicizia con lei. Helen racconta la storia del suo matrimonio infelice Helen si fida di lui e gli fa leggere il suo diario, in cui racconta il suo passato e il matrimonio infelice con un uomo ricco ma alcolizzato e moralmente dissoluto.

Casa natale di Charlotte e Anne Bronte a Thornton, in Inghilterra
Casa natale di Charlotte e Anne Bronte a Thornton, in Inghilterra — Fonte: getty-images

Nel diario Gilbert legge di come la donna abbia cercato di sottrarre il figlio all’influenza negativa del marito, portandolo via dalla sua casa, e con l’aiuto di suo fratello trova rifugio a Wildfell Hall. Gilbert è innamorato di Helen, che però gli chiede di lasciarla andare perché non è una donna libera. In seguito viene a sapere che il marito è gravemente malato e torna a casa per assisterlo, ma l’uomo muore. Gilbert e Helen si ritroveranno dopo circa un anno finalmente liberi di sposarsi

Il libro ebbe un certo successo, ma suscitò scandalo tra il pubblico vittoriano per le forti tematiche affrontate come l’alcolismo e la violenza domestica, che si scontravano con il rigido moralismo e l’ipocrisia del tempo. Helen è una donna determinata e indipendente che si ribella all’autorità del marito, quindi è molto lontana dall’ideale femminile dell’epoca vittoriana della donna sottomessa all’autorità maschile. 

4Cime tempestose di Emily Brontë: video scheda libro