Cominciare un nuovo lavoro: sopravvivere nella giungla

Di Dott.ssa Anna Zanon.

I consigli dello psicologo su come comportarsi per iniziare al meglio un nuovo lavoro. Come dare una buona impressione di sé ai colleghi e ai capi

COME COMINCIARE UN NUOVO LAVORO

Cominciare un nuovo lavoro: come si fa?
Cominciare un nuovo lavoro: come si fa? — Fonte: getty-images

Hai appena iniziato un nuovo lavoro, sei pieno di entusiasmo e aspettative, ma quando ti guardi intorno i tuoi colleghi sono sulle loro, guardinghi. Che cosa c'è che non va? Cosa hai fatto di sbagliato? Perché tanta ostilità? In fondo sei anche tu lì solo per guadagnarti il tuo stipendio. Ebbene: l'entusiasmo e la buona volontà da soli non bastano. Le realtà lavorative sono complicate e riuscire ad ambientarsi in un nuovo posto di lavoro richiede alcune accortezze e strategie.

Fare le mosse giuste è fondamentale per iniziare la propria vita lavorativa in una nuova azienda e per riuscire ambientarsi bene. Inimicarsi da subito i colleghi infatti è la cosa più sbagliata che si può fare, perchè si possono creare tensioni e poi riuscire a cambiare le cose, riconquistare dei buoni rapporti e instaurare un buon clima in ufficio diventa molto complicato. Insomma, è molto importante partire da subito con il piede giusto, anche perché al lavoro dovrete passare la maggior parte del vostro tempo!
Riuscire a familiarizzare con un nuovo ambiente di lavoro è importante sia per chi ha cambiato impiego, sia per coloro che invece si trovano alle prese con la loro prima esperienza nel mondo del lavoro. Riuscire a dare una buona impressione è il primo passo per creare dei buoni rapporti, ma per fare ciò bisogna fare attenzione a diversi fattori.

Mentre qualcuno ha, per sua fortuna, un'abilità naturale nel riuscire a creare suibito dei buoni rapporti ed è in grado di acclimatarsi e integrarsi subito nel nuovo ambiente di lavoro, per altri invece la cosa può essere più difficile, o perchè sono timidi e riservati, o perché invece adottano senza accorgersene comportamenti che attirano subito le critiche e l'antipatia dei nuovi colleghi.

COME COMPORTARSI IN UN NUOVO AMBIENTE DI LAVORO

Ecco qualche consiglio per comportarsi nel modo giusto quando si entra in un uovo ambiente di lavoro, con nuovi colleghi e capi:

Partire con il piede giusto
I primi tre mesi lavorativi sono i più importanti: è all'inizio che ci si forma un'idea di come è una persona (mi piace/non mi piace/è bravo/parla tanto e combina poco, ecc.) e raramente poi si modifica la propria impressione.
In uffici un po' grandi, non si ha veramente la possibilità di conoscere e farsi conoscere e perciò ci si ferma all'impressione che ci si era fatto all'inizio. Per questo è importante partire con il piede giusto e dare una buona immagine di sé a colleghi e superiori.

Capire le regole del gioco
Fare molte domande e cercare di raccogliere molte informazioni è molto utile per iniziare con successo. I tuoi colleghi sapranno darti già i consigli giusti, non solo riguardo come svolgere il tuo lavoro, ma anche su come proporti nei confronti dell'azienda. Proprio perché si sta iniziando, tutti daranno la loro versione dei fatti su come funziona l'azienda e i vari dipartimenti.
In generale, meglio rivolgere le domande a subalterni (è nel loro interesse esserti amici) e al tuo capo (che ti ha scelto e quindi vuole vederti riuscire), nonché a persone della tua stessa posizione.
Non avere paura di sembrare poco professionale: spesso è una questione di come si pongono le domande. Una cosa è chiedere "Come si fa X?" (il caffè /il budget/rapporto/ecc.), un'altra è chiedere "Come fate voi X qui?". Nel primo caso si ammette spudoratamente di non essere capaci, nel secondo caso, si presume che esistono diversi modi di fare X e si sta solo cercando di adeguarsi al nuovo lavoro. E comunque meglio fare domande anche banali ma essere sicuri di ciò che si fa, che fare errori che comprometteranno la futura carriera nell'azienda.
Tutte le informazioni ci aiuteranno a capire le regole del gioco, le aspettative che si hanno verso di noi (si può fumare in ufficio o no? Devo fare gli straordinari o no? E così via), lo spirito dell'azienda, e così via.

Scegliere il giusto livello di intimità
Con i colleghi si passa molto tempo, quasi più che con i propri familiari. Viene allora spontaneo, con il tempo diventare amici e raccontare di sé e della propria vita. Il luogo di lavoro non è però il posto migliore per queste confidenze. Quando sorgerà il conflitto, la confidenza potrà ritorcersi contro? Così dopo un litigio con l'ufficio spedizioni, questo potrà dire "che caratteraccio! Che scenata mi ha fatto, solo perché ieri ha litigato con sua moglie?" o "guarda, quello la testa non ce l'ha sul lavoro, è già partito per la sua vacanza a Cuba? Non fa altro che parlarne?".
Meglio adottare un atteggiamento aperto e cordiale, ma senza entrare nella sfera personale. Amicizia e lavoro non vanno d'accordo. Certo, si può parlare di lavoro e delle proprie idee, ma in modo moderato, educato e soprattutto cercando di ascoltare, più che parlare.

Adattarsi all'azienda
Una cosa importante è conformarsi ai propri colleghi, senza mettersi troppo in vista, sia come abbigliamento che come comportamento. L'espressione individuale deve essere lasciata fuori dalla realtà lavorativa. L'abbigliamento e il comportamento sono messaggi: annunciano l'appartenenza ad un gruppo? Così se in azienda l'abbigliamento è sobrio e formale, essere vestiti in colori vivaci e jeans manda due messaggi:
1) io sono diverso da voi
2) io non accetto/critico il vostro stile di abbigliamento.
Lo stesso vale per il comportamento, le pause caffè, si va insieme a mangiare al bar o si porta il mangiare da casa, il fumo, gli straordinari, gli orari sono flessibili, le telefonate provate, e così via.
Rompere queste regole ci attirerà l'inimicizia e l'invidia di chi, nonostante odi quelle regole, si conforma in nome dello spirito aziendale. Meglio quindi avere un atteggiamento cauto e fare quello che fanno gli altri.
Cercare di cambiare le regole aziendali scritte o non scritte (per quanto stupide che siano) non è compito di chi inizia, meglio pazientare e lasciare la innovazione a quando si sarà consolidata la propria posizione.

Presentarsi in modo positivo
Tutti vogliamo presentare un'immagine di noi positiva.
Esagerare però crea false aspettative nei colleghi e superiori. Con il risultato di vedersi assegnare responsabilità troppo presto, quando ancora non si conosce la struttura, non si sa che tipo di problemi ci si possono aspettare dai vari dipartimenti e dalle persone che lavorano di già lì, insomma si rischia di essere una fiamma che bruciando troppo in fretta le tappe, si spegnere subito. Ancora una volta, le chiavi sono pazienza e gradualità.

Farsi gli alleati giusti
Usando una metafora, potremo dire che iniziare un nuovo lavoro è essere catapultati in un videogioco mai provato. C'è una missione, regole, tranelli, amici e nemici.
Per superare il primo periodo senza troppi traumi e inserirti con successo nella tua posizione, devi rispondere a domande quali:
• "Chi sono i nemici?"
• "Di chi ci mi posso fidare?"
• "Come mi devo comportare?"
Certi conflitti sono inevitabili tra dipartimenti, ad esempio Ufficio Produzione (che vuole che vengano rispettate i loro ritmi e le loro esigenze) con l'Ufficio Vendite (che invece porta avanti la voce dei clienti), ma anche tra persona e persona, è probabile che qualcuno si fosse candidato nella posizione che tu hai appena ricoperto.
Il segreto quindi è rendersi conto di chi sono i "nemici" e in secondo luogo trovare un modo per gestire in modo positivo il conflitto.

Fermati un attimo a pensare

  • Quali posizioni sono in contrapposizione/conflitto con la tua?
  • Quali persone ambivano alla tua posizione?
  • Chi si era mostrato contrario al tua inserimento?

Avrai quindi una lista dei "possibili nemici", con cui avere un comportamento impeccabile.
Pensa poi a posizioni che sono in conflitto con quelle dei tuoi "nemici": di solito colleghi, ed avrai una lista dei potenziali alleati.

Torna a casa con l'atteggiamento giusto
Il modo migliore per affrontare un lavoro (nuovo o meno) è di chiudere la giornata lavorativa, quando si è finito di lavorare.
Al di là dei problemi che si sono incontrati, degli sgarbi e del cattivo umore che ti hanno causato, una volta finito di lavorare, lascia il lavoro in ufficio e cerca di non pensarci più.
Non fare del lavoro una malattia, non far entrare il capo tiranno nella tua vita personale. In questo modo avrai ogni giorno la carica giusta per ricominciare in modo positivo, perché in fin dei conti il lavoro è solo lavoro!