Sofocle, biografia e tragedie: Antigone ed Edipo Re

Sofocle, biografia e tragedie: Antigone ed Edipo Re A cura di Giulia Guadagni.

La vita e le tragedie di Sofocle, il grande drammaturgo greco autore di Antigone e dell’Edipo Re considerato tra i maggiori poeti tragici dell'antichità

1Biografia di Sofocle

Busto di Sofocle
Busto di Sofocle — Fonte: getty-images

Figlio di un ricco armaiolo – oggi diremmo un imprenditore – Sofocle nacque nel 496 a. C. circa, ad Atene. Grazie al censo paterno, ricevette un’educazione di tipo aristocratico e si avviò inizialmente verso una carriera di attore. Nel 468 ottenne la sua prima vittoria come compositore di drammi, superando addirittura Eschilo.

Nel corso della sua lunga vita, Sofocle ha assistito prima all’ascesa e poi al declino di Atene. Amico di Pericle, ricoprì importanti incarichi politici, come la partecipazione al collegio dei dieci probuli (413 a.C.). Altri incarichi furono invece di carattere militare, come la partecipazione, in qualità di stratego, alle operazioni volte a sedare una rivolta scoppiata a Samo (441-440 a.C.).

Pare che Sofocle abbia vissuto una vita lunga e serena. Le fonti parlano di un uomo tranquillo, conviviale, dal sottile umorismo, e riportano una lunga serie di elogi: Sofocle era arguto, cortese, raffinato e devoto. Persino i poeti comici, il cui sarcasmo non risparmiava nessuno, ne tessevano le lodi. Frinico lo elogia in un suo componimento per aver vissuto una vita lieta ed essere poi morto senza turbamento (fr. 31 K.):
«Beato Sofocle, che dopo lunga vita/ morì, uomo fortunato e intelligente,/ autore di molte e belle tragedie:/ è morto felicemente, senza aver patito alcun male». 

Sofocle morì nel 406 a.C., poco prima della definitiva sconfitta di Atene nella guerra del Peloponneso.

Come scrittore di tragedie, Sofocle ebbe una straordinaria popolarità. Dopo quel primo concorso in cui si scontrò con Eschilo, vinse altri ventiquattro concorsi drammatici. Le sue opere erano tanto apprezzate da valergli l’appellativo di “Omero della tragedia” (citato da Diogene Laerzio, 4.20). Il perdurare della sua fortuna anche nei secoli successivi è dovuto in parte ai numerosi elogi che Aristotele gli tributò nella Poetica, dove lo presenta come il più grande fra gli autori di tragedie. 

2Sofocle e le innovazioni drammaturgiche

Sofocle ha introdotto alcune importanti innovazioni nella struttura classica della tragedia:

- Sofocle ha sciolto e reso indipendente il singolo dramma dal legame trilogico classico, presentando ai concorsi opere indipendenti, di argomento diverso. Già Eschilo aveva fatto lo stesso nei Persiani, ma con Sofocle il cambiamento divenne canonico. Grazie a questa novità, nelle tragedie sofoclee il protagonista può assumere una maggiore centralità. Con Sofocle, infatti, la struttura della tragedia si dipana essenzialmente attorno a un eroe, o alla relazione fra due figure dominanti.

Odeo di Erode Attico, Atene
Odeo di Erode Attico, Atene — Fonte: istock

- L’impiego abituale di un terzo attore sulla scena (introdotto già dall’ultimo Eschilo e da Sofocle impiegato ampiamente solo nei drammi più tardi).  

- L’aumento del numero dei coreuti da 12 a 15 (introdotto verosimilmente dopo il 458 a.C.).  

- Nella Poetica (IV, 1449), Aristotele afferma che Sofocle ha inventato la scenografia, riferendosi probabilmente all’impiego da parte del drammaturgo di pannelli di legno decorati che creavano effetti illusionistici.  

3Alcune caratteristiche della tragedia sofoclea

Incentrata sul protagonista, la tragedia sofoclea si configura sempre per minimalismo ed essenzialità: tutto si concentra attorno all’azione drammatica del personaggio. Anche le figure secondarie, talvolta avverse e talaltra alleate, non fanno che approfondire il suo isolamento.

Solitamente, la tensione drammatica si concentra ed esplode nelle sticomitie, i dialoghi botta e risposta nei quali ciascun attore recita a turno un solo verso, dando un ritmo serrato e concitato alla scena.

Sofocle usava creare un’illusione di lieto fine, inserendo subito prima del catastrofico finale un canto di gioia e liberazione, detto ipochema. L’esito consueto delle tragedie sofoclee, invece, è l’emarginazione e lo scacco della figura principale. Fanno eccezione solo il Filottete, con l’intervento del deus ex machina, e l’Edipo a Colono, con la morte trasfigurata del protagonista.

4Le tragedie di Sofocle

Dei centoventitré drammi riconosciuti autentici dai filologi alessandrini la tradizione medievale ha tramandato solamente sette tragedie: Aiace, Antigone, Trachinie, Edipo Re, Elettra, Filottete, Edipo a Colono. Solo di tre conosciamo l’esatta data di rappresentazione: Antigone (422 a.C.), Filottete (409 a.C.), Edipo a Colono (messo in scena postumo, a cura del nipote nel 401 a.C.).  

I tragediografi antichi non inventavano le storie da narrare, bensì le riprendevano dalla mitologia e dai poemi epici. Le stesse vicende ben note, quindi, erano oggetto di diverse sceneggiature. Le tragedie greche erano in qualche modo analoghe a quel che oggi nel lessico cinematografico chiameremmo un remake. È il caso della storia della famiglia di Agamennone, argomento tanto dell’Orestea di Eschilo, quanto dell’Elettra di Sofocle. 

4.1La trama in breve

Aiace, eroe acheo, dopo la morte di Achille non riceve le armi dell’amico, che vengono invece affidate a Odisseo. Incollerito, Aiace si vendica uccidendo i suoi compagni. Una volta compiuto il massacro, tuttavia, scopre di essere stato vittima di un inganno da parte di Atena e di avere ucciso invece, senza volere, il bestiame degli achei. Allora, pieno di vergogna e dolore, progetta di suicidarsi.

Creonte che piange sul corpo di Emone: l'ultima scena dell'Antigone di Sofocle
Creonte che piange sul corpo di Emone: l'ultima scena dell'Antigone di Sofocle — Fonte: getty-images

Antigone è figlia di Edipo e Giocasta, sorella di Eteocle e Polinice. I suoi fratelli si sono combattuti e uccisi l’un l’altro. Contro la volontà di suo zio Creonte, re di Tebe, Antigone decide di seppellire il fratello Polinice. Creonte ordina allora che sia rinchiusa viva in una grotta. In seguito, saputo dall’indovino Tiresia che Antigone era nel giusto, decide di liberarla, ma una volta aperta la grotta, la trova morta, impiccata.

Anche le Trachinie si concludono con il suicidio della protagonista. Questa tragedia narra la storia di Deianira, moglie di Eracle, e dei suoi tentativi per conservare l’amore del marito tramite un filtro d’amore che invece lo condannerà a morte. 

Tornato da Troia, Agamennone è stato assassinato dalla moglie Clitemnestra, per vendicare il sacrificio della loro figlia Ifigenia, permesso da Agamennone stesso prima di partire per la guerra. Questo è l’antefatto. La tragedia di Sofocle narra degli altri due figli di Agamennone e Clitemnestra, Elettra e Oreste, che, per vendicare il padre, uccideranno la madre. In particolare, protagonista della tragedia è Elettra che, rimasta sola con la madre e il suo amante Egisto, vuole vendetta per la morte del padre e attende il ritorno del fratello per poterla compiere.

Illustrazione per la tragedia Antigone di Sofocle
Illustrazione per la tragedia Antigone di Sofocle — Fonte: getty-images

Nel corso della tragedia Edipo, sovrano di Tebe, viene a sapere la sua vera identità e il suo destino. Edipo ha ucciso il padre, Laio, il precedente re di Tebe, e ha sposato sua madre, Giocasta, dalla quale ha avuto dei figli, di fatto suoi fratelli. Seppur inconsapevole, Edipo è colpevole di parricidio e di incesto e ne viene a conoscenza pian piano, inesorabilmente, nel corso del dramma.

Ormai cieco e allontanato da Tebe, Edipo arriva con la figlia Antigone a Colono, vicino ad Atene. Lì, nonostante la sua storia, riceve ospitalità e protezione dal re Teseo. La tragedia, ultima puntata del “gruppo tebano” (di cui fanno parte anche Edipo Re e Antigone), narra gli ultimi tempi della vita di Edipo, fino alla sua morte.

Filottete è stato abbandonato su un isola durante il viaggio per Troia. La tragedia narra di come Odisseo e Neottolemo, approdati sull’isola, cercano di prendere con l’inganno l’arco di Filottete, che un oracolo ha indicato come indispensabile per sconfiggere Troia.