Le società umane: definizione, caratteristiche e classificazione

Le società umane: definizione, caratteristiche e classificazione A cura di Bianca Dematteis.

Origini, definizione e caratteristiche delle società umane, insieme di individui autonomi ed organizzati che interagiscono per raggiungere obiettivi comuni.

1La società: definizione e caratteristiche

Pendolari a Hong Kong
Pendolari a Hong Kong — Fonte:

Sebbene sia molto complesso tracciare una descrizione univoca di società, essa può essere intesa come una collettività organizzata di individui uniti da interazioni di vario tipo

Si può notare che:

  • i membri di una società condividono un medesimo territorio e interagiscono per soddisfare i bisogni materiali e sociali collettivi;
  • una società esprime una cultura, per quanto sia più corretto parlare di culture. I membri di una società condividono riti, costumi, lingua, valori e norme comportamentali, sebbene non in modo omogeneo;
  • nelle società è presente una qualche forma di organizzazione economica e, nelle realtà più complesse, esistono norme e istituzioni;
  • un individuo che fa parte di una determinata società è consapevole del suo farne parte e tende a identificarsi con essa;
  • la società è una struttura che ha una certa continuità nel tempo e garantisce la sua sopravvivenza grazie al reclutamento di nuovi membri per mezzo dell’immigrazione o della continuità generazionale. 

È bene osservare che non tutte le società possiedono contemporaneamente queste caratteristiche. Ad esempio, rispetto al primo punto, esistono popolazioni nomadi che non possono essere identificate a partire dalla loro presenza stabile su un territorio. Anche il concetto di cultura, connesso a società, apre a molte questioni, proprio perché esistono società che esprimono una pluralità di culture e non tutte sono condivise dai suoi membri.

2La struttura sociale

Ogni società è caratterizzata da una struttura sociale che determina le azioni sociali e organizza le relazioni tra gli uomini in base a una serie di istanze: 

1. status e ruolo sociale: lo status corrisponde alla posizione sociale ricoperta da un individuo all’interno della struttura sociale. Gli status sono: ascritti: determinati dalla nascita e da fattori indipendenti dalla volontà dell’uomo (età, genere, luogo di nascita); acquisiti: dipendono dalle azioni e dalle scelte del singolo e attengono quindi, ad esempio, al tipo di professione svolta o alla posizione economica raggiunta. Ogni status è il corrispettivo di un determinato ruolo sociale cui corrispondono una serie di aspettative riguardo al comportamento che un individuo, di un determinato status sociale, deve seguire.  

2. Gruppi: le relazioni tra gli individui determinano la formazione di gruppi all’interno dei quali i membri interagiscono e condividono obiettivi e valori. I gruppi sono primari (gruppi ristretti caratterizzati da relazioni molto profonde; l’esempio principale è individuabile nella famiglia) o secondari (interazione limitata e superficiale come può avvenire all’interno di un gruppo esteso di lavoro); formali (le regole di comportamento e l’accesso al gruppo seguono criteri specifici; l’interazione è finalizzata al raggiungimento di un obiettivo esterno che è la ragione stessa del formarsi del gruppo) o informali (sono tali i gruppi di amici: le relazioni non hanno un valore strumentale, gli obiettivi del gruppo rispondono ai bisogni dei membri stessi, i criteri di accesso non sono regolamentati). 

3. Istituzioni: sono le forme di organizzazione attraverso le quali la società risponde ai bisogni dei suoi membri. È una istituzione, ad esempio, il sistema scolastico. 

3Classificazione e modelli di società

Numerosi sono gli intellettuali che hanno proposto una analisi della società e delle sue possibili classificazioni

Nel corso dell’Ottocento, si diffondono approcci che intendono spiegare la società a partire dalla sua assimilazione a un organismo vivente, poiché entrambi, società e organismo, sono composti da più parti che collaborano per il funzionamento del tutto. Tra i principali esponenti di questa chiave di lettura vi sono Auguste Comte e Herbert Spencer

Il positivista e tra i fondatori della sociologia Auguste Comte interpreta la società a partire dalla sua legge dei tre stadi della conoscenza umana. A ogni stadio della conoscenza corrisponde un tipo di società

  1. stadio teologico: l’uomo interpreta i fenomeni attraverso l’immaginazione e facendo appello a istanze soprannaturali. La società è militare e teologica, le figure dominanti sono quelle dei guerrieri e dei rappresentanti della chiesa.
  2. stadio metafisico: l’uomo risponde ai propri interrogativi ricorrendo a interpretazioni astratte. A questo stadio corrisponde la società dei giuristi, è un’epoca dominata dalla sovranità popolare.
  3. stadio positivo: l’uomo ricerca le leggi dei fenomeni adottando un approccio scientifico. La società è di tipo industriale; ai suoi vertici vi sono gli scienziati; agli industriali spetta il potere e il compito di dirigere la produzione industriale.

Il filosofo positivista Herbert Spencer adotta un approccio evoluzionista. La società, come un organismo, segue uno sviluppo naturale. Egli distingue tra:

  • società militare, non ancora pienamente sviluppata, fortemente gerarchica e in cui la collaborazione tra gli individui è costrittiva;
  • società industriale, più evoluta e in cui maggiore è la libertà degli individui.

Il sociologo francese, tra i padri della sociologia, Émile Durkheim distingue tra:
- società segmentarie, più semplici e omogenee, dominate da una solidarietà meccanica: i membri di questa società hanno gli stessi valori e si riconoscono come simili.
- società più complesse ed evolute, come quelle industriali. La solidarietà è organica e di natura consensuale: ciascuno ha bisogno degli altri, poiché, con la divisione del lavoro e la specializzazione delle funzioni, ognuno partecipa a momenti differenti del ciclo produttivo.

Il filosofo ed economista Karl Marx, divide la società in classi:
- classe borghese, proprietaria dei mezzi di produzione;
- proletariato, detentore esclusivamente della propria forza-lavoro.
Il rapporto tra le classi è inevitabilmente conflittuale. La società capitalista è tuttavia destinata a crollare: la rivoluzione comunista porterà all’abolizione della proprietà privata e alla dittatura del proletariato.

Il sociologo Ferdinand Tönnies opera una distinzione tra comunità (Gemeinschaft) e società (Gesellschaft).

  • Le comunità sono paragonabili agli organismi viventi; in esse la famiglia è l’organizzazione principale; i legami tra gli individui sono profondi e determinati dall’affettività; i valori religiosi sono quelli dominanti e gli obiettivi sono di tipo collettivo.
  • Le società, assimilabili a prodotti meccanici, annoverano l’industria e la burocrazia come strutture fondamentali; i rapporti tra gli individui sono connessi a norme e sono maggiormente indiretti; dominano valori secolari e il perseguimento degli interessi individuali.

Il sociologo Talcott Parsons individua quattro criteri che, se soddisfatti, permettono a una società di conservarsi nel tempo. Al contempo, individua i sottoinsiemi della società che devono realizzare il criterio. In particolare:   

  1. La famiglia e il sistema educativo devono mantenere l’identità di una società;
  2. Il diritto deve rispondere alla necessità di integrare tutte le componenti di una società;
  3. La politica deve stabilire gli obiettivi ai quali la società deve mirare;
  4. Il sistema economico deve organizzare gli strumenti funzionali al raggiungimento degli obiettivi della società.

Il sociologo Gerhard Lenski ha classificato le società a partire dalle tipologie di risorse che essa impiega per garantire la sussistenza ai suoi membri. Con un approccio evolutivo, egli distingue tra:

  • Società di caccia e raccolta: la famiglia e la parentela sono le istituzioni principali; assente è l’organizzazione politica della società. La proprietà è estremamente ridotta.
  • Società orticole, caratterizzate da una coltivazione non intensiva, praticata con scarsa tecnologia e al di sotto delle potenzialità della terra. La coltivazione è in grado di garantire la sussistenza ai membri della società. La società è suddivisa in clan e famiglie.
  • Società agricole: le tecniche per la coltivazione si raffinano, la terra viene coltivata in modo da produrre oltre le strette necessità degli individui. Si costituiscono le città e si affermano attività come il commercio e l’artigianato. Scrittura, Stato e moneta modificano in maniera radicale i rapporti tra gli individui.
  • Società industriali: con il costante progresso tecnologico, la produzione cresce in maniera esponenziale. Si accentua l’urbanizzazione. Lo stato diventa sempre più burocratizzato e il suo potere è sempre più ramificato.

4La società di massa

Nel campo delle scienze sociali, la società di massa è stata oggetto di numerosi studi, in particolare da parte della Scuola di Francoforte. Tale tipologia di società, legata ai fenomeni di democratizzazione, industrializzazione, espansione demografica, urbanizzazione propri del Novecento, è caratterizzata da uno Stato sempre più burocratizzato e centralizzato, dall’uso dei mass media, dalla mercificazione della cultura, dall’omologazione dei modelli culturali e dall’atomizzazione degli individui consumatori.