Socialismo utopistico: significato ed esponenti

Di Redazione Studenti.

Socialismo utopistico: significato, differenze con il socialismo scientifico e il pensiero politico di Owen, Saint-Simon, Proudhon e Fourier

SOCIALISMO UTOPISTICO

Socialismo utopistico: riassunto, significato ed esponenti
Socialismo utopistico: riassunto, significato ed esponenti — Fonte: getty-images

Con socialismo utopistico si intende l’insieme di tutte le prime formulazioni del pensiero socialista. Questo si è affermato in Francia e in Inghilterra nella prima metà del XIX secolo. Il socialismo utopistico è diverso dal socialismo scientifico: il socialismo scientifico è nato dopo e costituisce la fase più matura dell’economia socialista. Marx diede origine a questi due termini: secondo lo stesso Marx il socialismo scientifico fuggiva dalla realtà senza analizzarla.

Marx con la sua forma di socialismo, quello scientifico, si occupava dello studio della società e della sua evoluzione. I più importanti esponenti del socialismo utopico invece sono Henri de Saint-Simon, Charles Fourier, Robert Owen e Pierre Joseph Proudhon. Questi vennero chiamati “utopisti” perché intendevano superare il sistema capitalistico e creare un nuovo tipo di società basata sulla cooperazione. Questi proposero una riforma che riguardava le materie di cui lo stato si doveva occupare: lo Stato doveva anche preoccuparsi della redistribuzione delle risorse economiche, la proprietà privata veniva abolita anche se veniva data poca importanza al proletariato.

Questa classe sociale è quella che in cambio della propria forza lavoro riceve in cambio il salario. I socialisti criticavano alcuni elementi del sistema capitalistico come la disparità dei redditi, l’individualismo e la proprietà privata e pretendevano che anche la classe operaia potesse in futuro vivere meglio come le altre classi sociali. Il socialismo utopistico poi propone la trasformazione dell’economia attraverso varie riforme e queste dovevano riguardare l’abolizione della proprietà privata, la collettivizzazione dei mezzi di produzione, e l’uguaglianza di tutte le classi sociali. I socialisti utopisti proposero la creazione di comunità di produzione e di consumo chiamate “Fourier” o falansteri e di fabbriche che erano protette dallo stato e gestite dai lavoratori (atèliers sociaux).

ROBERT OWEN

Robert Owen, un imprenditore inglese e esponente del socialismo utopico criticò il capitalismo e il modo in cui il proletariato veniva sfruttato e riteneva il capitalismo una società immorale. Lo scopo di Owen era una società che doveva essere fondata sulla cooperazione. Ow\en sperimentò un nuovo modello industriale nel suo cotonificio dove concesse dei salari dignitosi, cancello il lavoro minorile e propose migliori orari di lavoro. Questo veniva definito “villaggio di cooperazione” (Villages Cooperations) che ridistribuivano la ricchezza, propose anche al Parlamento inglese di eliminare lo sfruttamento minorile ma questa proposta venne bloccata.

SAINT SIMON

Secondo Henri de Saint-Simon era molto importante aumentare la ricchezza nazionale con più lavoro e più istruzione. Inoltre secondo de Saint-Simon la società era divisa in due parti: la prima era composta dalle persone che producono mentre la seconda è dedita all’ozio. Crede che il crollo di uno stato come la Francia si avrebbe togliendo gli elementi della prima classe sociale e anche se si togliessero alcuni membri della seconda non succederebbe niente. Importante per Saint-Simon è anche la tecnologia che aumenta inevitabilmente la produzione.

PIERRE JOSEPH PROUDHON

Un altro importante socialista utopistico è stato Pierre Joseph Proudhon che proponeva una società fondata sull'"anarchia positiva" cioè sull'autogestione dei lavoratori. Inoltre Proudhon sosteneva che la proprietà fosse un furto: i mezzi di produzione e la casa in cui una persona vive devono restare a quella persona finche li utilizza. Egli distingue il possesso dalla proprietà: la proprietà è un bene illegittimo perché crea profitto e genera instabilità mentre secondo lui il possesso è un bene legittimo. Egli stesso afferma che la proprietà è il suicidio della società.  

CHARLES FOURIER

Secondo Charles Fourier la rigida divisione del lavoro imposta dal capitalismo mortifica la personalità del lavoratore.

Così Fourier progetta i "falansteri" che sono delle unità produttive che fungono anche da residenza per i lavoratori. Nei falansteri di Fourier le abitazioni sono alberghi e ognuno potrà produrre ciò che gli piace produrre e nessuno sarà vincolato a un singolo lavoro. Inoltre secondo Fourier la società capitalistica di quel tempo è fallita perché non ha portato il benessere che aveva promesso.  

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