Sistemi e apparati del corpo umano: riassunto

Di Redazione Studenti.

Sistemi e apparati del corpo umano: riassunto e descrizioni. Anatomia del corpo umano e spiegazione dettagliata

Sistemi e apparati del corpo umano

Sistemi e apparati del corpo umano
Sistemi e apparati del corpo umano — Fonte: getty-images

Il nostro corpo è formato da milioni di piccoli elementi, le cellule, che ne compongono l’intera struttura.

Le cellule che formano l’organismo umano non sono tutte uguali.

I gruppi di cellule che hanno le stesse caratteristiche formano una comunità che viene chiamata tessuto. I vari tessuti simili fra loro vengono chiamati sistemi.

I principali sistemi del corpo umano sono:

  • Il sistema muscolare
  • Il sistema nervoso

Quando invece tessuti diversi si uniscono tra loro per adempiere lo stesso lavoro formano un apparato.

I principali apparati del corpo umano sono:

  • Di rivestimento
  • Scheletrico
  • Respiratorio
  • Cardiocircolatorio
  • Digerente
  • Urogenitale
  • Articolare
  • Ghiandolare
  • Degli organi di senso

Gli apparati e i sistemi che presiedono materialmente all’esecuzione del movimento sono: l’apparato scheletrico, l’apparato articolare e il sistema muscolare, spesso definiti con l’unico nome di apparato locomotore.

L’azione dell’apparato locomotore è regolata dal sistema nervoso, mentre la materia prima per il suo funzionamento viene fornita dagli apparati respiratorio, cardiocircolatorio e digerente.

Apparato scheletrico

L’apparato scheletrico è composto dall’unione di tessuti diversi che sviluppandosi danno forma a strutture particolari chiamate ossa. Le ossa costituiscono l’impalcatura del corpo umano garantendone il sostegno; inoltre proteggono le parti molli e rendono possibile il movimento. Perciò lo scheletro è l’apparato che serve al sostegno, alla difesa e al movimento del corpo umano.

Le comunità di cellule (tessuti) che compongono questo apparato sono: il tessuto osseo, il tessuto cartilagineo e il midollo osseo.

Le ossa

Le ossa si dividono in: ossa lunghe, ossa corte, ossa piatte.

La parte centrale delle ossa lunghe viene chiamata generalmente dialisi e le due porzioni estreme epifisi. La superficie esterna delle ossa è rivestita da una membrana detta periostio che serve a proteggere e a nutrire il tessuto osseo sottostante.

Le ossa si dividono in: ossa del capo, del tronco e degli arti.

Ossa del capo. Si dividono in due gruppi ben distinti che formano il cranio e la faccia.

Il cranio ha la forma di una scatola ed è costituito da otto ossa: frontale, etmoide, sfenoide, occipitale, oltre a due parietali e a due temporali.

La faccia è formata dalle ossa delle regioni nasale e mascellare e ospita gli organi della vista, dell’udito e dell’olfatto. Inoltre, delimita l’inizio del canale alimentare (bocca).

Ossa del tronco. L’impalcatura ossea del tronco è composta anteriormente dalla gabbia toracica e posteriormente dalla colonna vertebrale (o rachide).

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La colonna vertebrale protegge da urti e da eventuali ferite il midollo spinale racchiuso al suo interno. È formata da vertebre disposte una sopra all’altra in senso verticale. Le vertebre sono separate dai dischi intervertebrali che schiacciandosi e diminuendo il loro spessore ne permettono il movimento.

Ogni vertebra è formata da due parti ben distinte: il corpo, che è la parte più avanzata, e l’arco posteriore, che costituisce la parte posteriore della vertebra; l’arco posteriore si attacca all’estremità del corpo delimitando uno spazio (foro vertebrale) in cui scorre il midollo spinale e presenta dei prolungamenti laterali (apofisi traverse) e una cresta all’indietro (apofisi spinosa).

Le vertebre si dividono in: cervicali, dorsali, lombari, sacrali, coccigee.

  • Ossa degli arti superiori. L’arto superiore è costituito da quattro parti ben distinte che dall’attacco dell’arto alla parte libera sono: spalla, braccio, avambraccio, mano.
  • Ossa degli arti inferiori. Gli arti inferiori si uniscono al tronco tramite il bacino, formato a sua volta dall’osso sacro e da due ossa iliache.

L’arto inferiore è costituito da tre parti che dall’alto in basso sono: coscia, gamba, piede.

L'osteoporosi

È una malattia che riduce la massa ossea; provoca quindi fragilità delle ossa, che tendono a rompersi con facilità.

Per prevenire o limitare i danni dell’osteoporosi grande importanza ha il calcio, che è il minerale presente in maggior quantità nel corpo umano.

Principali paramorfismi nell'età scolare

I paramorfismi sono tutto ciò che, pur determinando un’alterazione della forma corporea, è correggibile. Si parla invece di disformismi quando le alterazioni dello scheletro si sono ormai cronicizzate e non possono essere modificate.

I paramorfismi più facilmente riscontrabili possono riguardare:

  • Il dorso
  • Gli arti inferiori

I paramorfismi del dorso si dividono in:

  • Simmetrici, che agiscono sul piano sagittale
  • Asimmetrici, che agiscono sul piano frontale

La colonna vertebrale presenta sul piano sagittale quattro curve fisiologiche, di cui due a concavità posteriore o lordosi, nel tratto cervicale e lombare, e due a concavità anteriore o cifosi, nel tratto dorsale e sacrale. Le curve fisiologiche hanno grande importanza perché scaricano i colpi e i contraccolpi che altrimenti si ripercuoterebbero sul cervello qualora le articolazioni delle vertebre e dei dischi non attenuassero gli agenti d’urto.

I paramorfismi che più di frequente compaiono durante l’età scolare sono:

  • Portamento rilassato
  • Dorso curvo
  • Atteggiamento scoliotico
  • Scapole alate
  • Piede piatto
  • Ginocchio valgo

Portamento rilassato o abito astenico

Il portamento rilassato o abito astenico è dovuto all’incapacità del corpo di opporsi alla forza di gravità, che ne altera la forma. Il soggetto si presenta con capo inclinato in avanti, addome prominente, spalle cadenti, piedi piatti, ecc.

Dorso curvo e lordosi lombare

Si ha il dorso curvo quando la curva fisiologica dorsale della cifosi è più appariscente del normale e deriva da una rilassatezza psicologica e da un equilibrio nervoso o muscolare poco stabile. Il capo tende a scendere sul petto, il collo si sposta in avanti, le spalle si avvicinano allo sterno e le scapole tendono ad alzarsi.

Insieme al dorso curvo va presa in considerazione la lordosi lombare, che si forma come curva di compenso insieme all’addome prominente.

Atteggiamento scoliotico

Si ha quando la colonna vertebrale non è perfettamente rettilinea.

Le scoliosi possono essere: funzionali, e sono reversibili; strutturali, e non sono reversibili. Inoltre le scoliosi possono essere semplici (a una curva sola), o compensate (a più curve).

Spesso è consigliato un supporto ortopedico (corsetto) o in casi più gravi l’intervento chirurgico.

Il metodo di Niederhoffer suggerisce di tonificare la muscolatura dal lato della concavità della curva con esercizi isometrici effettuati nelle varie posizioni di decubito   laterale o prono, cosicché la correzione della curva della scoliosi sarebbe raggiunta procedendo sulla direzione del raggio di curvatura.

Gli esercizi del metodo Klapp avranno effetti diversi a seconda dei punti di azione sulla colonna vertebrale; saranno mobilizzanti, di estensione, di riequilibrio nervoso e muscolare, propriamente correttivi, cioè finalizzati alla correzione della deviazione, curando che il segmento rachideo sia atteggiato in lordosi.

Scapole alate

Si hanno scapole alate nel caso in cui il margine vertebrale e l’angolo inferiore della scapola risultino slittati in avanti sulla gabbia toracica.

Piede piatto

Il piede poggia su tre arcate: mediale, laterale e anteriore. Schiacciate da un elevato peso corporeo, queste possono appiattirsi e generare il piattino.

Ginocchio valgo

Si parla di ginocchio valgo quando le ginocchia si toccano fra loro, mentre le caviglie rimangono distanti alcuni centimetri l’una dall’altra e formano la caratteristica X.

Mal di schiena

Il mal di schiena è una condizione fastidiosa che interessa quattro persone su cinque nel corso della vita e può essere dovuta a cause diverse. Si può trattare di un semplice fastidio, oppure può essere il sintomo di un problema più serio, come un’ernia del disco.

Apparato articolare

L’apparato articolare è formato dall’unione di tessuti diversi (cartilagineo, connettivo, fibroso) che danno forma alle articolazioni.

Esse si dividono in fisse, mobili e semimobili: quelle fisse uniscono le ossa saldandole con un solido tessuto fibroso, in modo da formare quasi un osso unico, senza possibilità di movimento; quelle semimobili uniscono ossa vicine tramite un elastico tessuto cartilagineo permettendo movimenti molto limitati; quelle mobili permettono ampi movimenti e sono rivestite da uno strato di tessuto cartilagineo elastico, e queste sono a loro volta rivestite da una sottile membrana che produce liquido sinoviale, avente il compito di lubrificare continuamente gli ingranaggi dell’articolazione. Spesso la capsula articolare fibrosa è rinforzata da legamenti, fibre di tessuto connettivo che hanno lo scopo di permettere il movimento mantenendo salda l’articolazione stessa.

I menischi servono invece a separare le parti terminali delle ossa articolate e distribuiscono il peso su tutti i punti dell’articolazione in maniera uniforme.

Le articolazioni mobili si dividono in cinque gruppi:

  • Enartrosi o a sfera: permettono movimenti in tutte le direzioni;
  • Condilartrosi: permettono movimenti di prono-supinazione dell’avambraccio;
  • Trocoide o a cilindro: sono formate dalla superficie di un cilindro convesso che scivola su una superficie appena cava;
  • A troclea: sono caratterizzate dalla presenza di un capo articolare a forma di rocchetto, che si inserisce perfettamente su una concavità;
  • A sella: danno origine a un insieme simile  due selle poste una sull’altra e i movimenti sono limitati.

Artrosi e artrite

L’artrosi è una malattia degenerativa delle articolazioni. Essa provoca il progressivo deterioramento delle cartilagini articolari e la conseguente formazione di osteofiti lungo i margini dell’articolazione che tendono a irritare i tessuti circostanti e i nervi. Il dolore si attenua con il riposo.

L’artrite è una malattia infettivo-infiammatoria che colpisce le articolazioni e si manifesta con dolore, gonfiore, arrossamento dell’articolazione interessata.

Apparato circolatorio

L’apparato cardiocircolatorio è il complesso sistema di vasi (arterie, vene, capillari) attraverso cui il sangue viene spinto dal cuore in tutto il corpo e ritorna al cuore dopo essere passato attraverso gli alveoli polmonari, dove viene “depurato” dall’anidride carbonica.

Il sangue

Il sangue è un tessuto fluido, vischioso di colore rosso, opaco. Trasporta ai tessuti ossigeno e sostanze nutritive e riceve da questi anidride carbonica e prodotti di rifiuto del metabolismo. Trasporta inoltre ormoni, anticorpi, acqua e sali minerali. Svolge il compito di mantenere costante la temperatura nelle diverse parti del corpo.

Il sangue si compone di una parte liquida e una solida (corpuscolata). La parte liquida si chiama plasma, che contiene acqua e molte sostanze disciolte come proteine, glucosio, grassi, urea, Sali inorganici, ormoni ed enzimi diversi, sostanze ad azione immunitaria.

Le globulina hanno un compito fondamentale nelle reazioni immunitarie e di difesa: esse costituiscono la struttura degli anticorpi necessari per combattere gli agenti che producono malattie infettive. Le albumine sono invece una riserva proteica e determinano la maggiore o minore fluidità del sangue.

La componente corpuscolata è rappresentata da diversi gruppi cellulari:

  • I globuli rossi sono cellule prive di nucleo a forma di disco biconcavo. Hanno la funzione di trasportare l’ossigeno dai polmoni agli altri organi; fanno ciò grazie ad una proteina in essi contenuta, l’emoglobina, che lega l’ossigeno che respiriamo e lo trasporta nel circolo sanguigno.
  • I globuli bianchi hanno l’aspetto di piccole masse gelatinose dotate di un nucleo. Svolgono funzioni di difesa dell’organismo contro agenti patogeni che penetrano nella circolazione sanguigna o si insediano nei tessuti. Si dividono in linfociti (costituiti di cellule tondeggianti  che producono anticorpi), monoliti e granulociti (hanno il compito di distruggere cellule morte e batteri).
  • Le piastrine sono prive di nucleo, hanno forma irregolare e svolgono un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue.

La coagulazione del sangue

La coagulazione del sangue è il processo grazie al quale a contatto con l’aria il sangue si divide in siero, parte liquida di colore bianco, e coagulo, parte solida di colore rosso.

Responsabile della coagulazione è il fibrinogeno, proteina solubile contenuta nel plasma.

Il fibrinogeno si trasforma in fibrina (insolubile): le molecole della fibrina si uniscono subito a formare una maglia molto fitta di fibrille elastiche, in cui rimangono bloccate le cellule del sangue. La fibrina e gli elementi cellulari formano il coagulo, che diventa uno strato compatto e impermeabile e ferma la fuoriuscita del sangue.

Quando si verifica una lesione le piastrine del sangue liberano un enzima, la tromboplastina, che trasforma la protrombina , proteina contenuta nel plasma, in trombina, enzima indispensabile per la trasformazione del fibrinogeno in fibrina.

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È uno dei metodi di più facile attuazione e minor tempo di esecuzione per il controllo del funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio.

I gruppi sanguigni

Sulla superficie dei globuli rossi esistono alcune molecole note come agglutinogeni, che possono essere del tipo A, del tipo B, di entrambi i tipi, quindi AB, oppure del tutto assenti, quindi 0.

La presenza del tipo di agglutinogeno determina il gruppo sanguigno principale dell’individuo.

La suddivisione in gruppi ha importanza fondamentale perché nel plasma vi sono anticorpi, noti come agglutinine, in grado di reagire con gli agglutinogeni e determinare l’agglutinazione e quindi la rottura (lisi) delle pareti delle cellule sanguigne.

Sono donatori universali gli appartenenti al gruppo 0 perché i loro eritrociti possono essere iniettati in qualunque individuo. Sono recettori universali quelli del gruppo AB: possono ricevere, non possedendo agglutinine, eritrociti da qualsiasi individuo, ma li possono donare solo a quelli del proprio gruppo.

Il fattore Rh (o fattore Rhesus) si trova nei globuli rossi, e chi lo possiede è detto Rh positivo e può donare sangue solo agli individui Rh+; gli individui sprovvisti di questo fattore, detti Rh negativi, possono donare il proprio sangue a tutti gli altri gruppi.

Il cuore

Il cuore è l’organo più importante dell’apparato cardiovascolare. Funziona come una pompa, che contraendosi aritmicamente spinge il sangue carico di ossigeno e di sostanze nutritive in tutto il corpo, e rilasciandosi lo “aspira”, richiamandolo a sé.

È un organo muscolare cavo di forma conoide e colore rosso vivo. È situato tra i polmoni, in mezzo alla gabbia toracica, spostato leggermente verso sinistra, e poggia sul diaframma.

Il cuore è costituito di 3 strati:

  • Il miocardio è un tessuto muscolare molto resistente, le cui cellule sono composte di fibre striate.
  • L’endocardio è la membrana endoteliale che riveste internamente il miocardio. Il pericardio è una sacca fibrosa che avvolge il miocardio.
  • Il cuore è diviso in due componenti fondamentali, separate da un diaframma: la parte destra, più piccola, che raccoglie il sangue carico di anidride carbonica proveniente da tutto il corpo e lo spinge nei polmoni; e la parte sinistra, che riceve dai polmoni il sangue depurato e ricco di ossigeno e lo spinge in circolo in tutto il corpo. Le due sezioni sono a loro volta suddivise in due cavità: l’atrio, nella parte superiore, e il ventricolo, nella parte inferiore.

Tra gli atri e i ventricoli e nei punti in cui il sangue passa dai ventricoli ai vasi sanguigni si aprono delle valvole che hanno il compito di regolare il flusso del sangue: queste valvole si chiamano tricuspide e polmonare nella parte destra; mitralica o bicuspide e aortica in quella sinistra.

Il nutrimento arriva al cuore attraverso vasi coronarici che dall’aorta si ramificano sul miocardio.

Il ciclo cardiaco

Il ciclo cardiaco si basa su due fasi fondamentali: la sistole, che è la fase di contrazione, e la diastole, che è la fase di rilasciamento.

Il ciclo comincia con la contrazione quasi contemporanea degli atri (sistole atriale). Immediatamente dopo si contraggono i ventricoli e il sangue riceve una spinta per fluire nelle grandi arterie. Alla sistole dei ventricoli segue una fase di riposo di tutto il cuore detta diastole totale.

La contrazione (sistole) degli atri spinge il sangue nei ventricoli che si dilatano (diastole) fino a completarne il riempimento, mentre la pressione all’interno dei ventricoli aumenta preparando la chiusura delle valvole atrioventricolari.

La sistole ventricolare avviene molto velocemente e con l’aumento della pressione nei ventricoli le valvole atrioventricolari si chiudono.

Nel ciclo cardiaco le due metà del cuore lavorano contemporaneamente e allo stesso modo. La parte sinistra però ha una muscolatura più sviluppata rispetto alla destra, e quindi imprime al sangue una forza maggiore. La pressione all’interno del ventricolo sinistro è dunque superiore a quella presente nel ventricolo destro.

I parametri che misurano l’attività cardiaca

La frequenza cardiaca è il numero delle contrazioni del cuore in un minuto, che varia a seconda dell’intensità dello sforzo.

La gittata pulsatoria (sistolica) è la quantità di sangue espulsa a ogni contrazione ventricolare in uguale quantità a destra e a sinistra.

La gittata cardiaca è la quantità di sangue espulsa dal cuore in un minuto.

I vasi sanguigni

Tre tipi di vasi compongono l’apparato circolatorio: le arterie, le vene e i capillari.

Le arterie sono vasi molto flessibili che trasportano il sangue dal cuore fino alle parti più periferiche dell’organismo. Sono costituite da tre strati o tuniche: la tunica interna è composta di tessuto connettivo elastico sul quale poggia l’endotelio; la tunica media è costituita di fibre muscolari lisce per lo più circolari; la tunica esterna è formata quasi esclusivamente di tessuto connettivale.

Le vene sono “canali” attraverso i quali il sangue, ormai povero di ossigeno e carico di prodotti di scarto dell’organismo, viene trasportato dalla periferia al cuore. Le vene hanno percorsi più superficiali e pareti più sottili: esse infatti non devono sopportare i cambiamenti di pressione del sangue. Le valvole semilunari hanno lo scopo di contrastare il riflusso del sangue.

I capillari sono condotti sottilissimi costituiti di solo endotelio che formano una rete molto fitta diffusa in ogni più piccola parte dell’organismo. Attraverso le pareti dei capillari avvengono gli scambi che assicurano la vita delle cellule: i capillari cedono ai tessuti l’ossigeno e altre sostanze di cui hanno bisogno, mentre i tessuti cedono ai capillari le sostanze di rifiuto.

La circolazione

Il sistema cardiocircolatorio è un sistema di vasi attraverso i quali circola il sangue pompato dal cuore. Si distinguono in:

  • Piccola circolazione (o circolazione polmonare), che ha inizio dall’atrio destro, da cui il sangue venoso viene spinto nel ventricolo destro, e da qui nei polmoni, dove avviene lo scambio.
  • Grande circolazione (o circolazione generale) inizia dall’atrio sinistro dove il sangue arterioso, proveniente dai polmoni, ricco di ossigeno, passa nel ventricolo sottostante.
  • Circolazione portale, un circuito ausiliare della grande circolazione che ha inizio con le arterie che portano agli organi preposti alla digestione. Esse si ramificano fino a formare la rete dei capillari nei quali circolano le sostanze nutritive assimilate dall’apparato digerente. I capillari si riuniscono poi a formare la vena porta, che coinvolge il sangue ricco di sostanze nutritive al fegato.

Una delle principali funzioni del fegato è quella di filtro: esso infatti impedisce che un eccesso di sostanze nutritive vada in circolo.

La pressione

La pressione sanguigna o arteriosa è la pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie, generata dal cuore nel momento in cui spinge il sangue nei vasi.

La pressione sistolica stima la forza con cui il cuore pompa il sangue e corrisponde alla pressione massima esercitata dal sangue al termine della contrazione cardiaca (sistole); la pressione diastolica stima la pressione nelle arterie fra battito e battito con il cuore a riposo, e coincide con la pressione minima perché il cuore è rilassato (diastole).

Quando i valori della pressione arteriosa sono costantemente superiori ai livelli medi, si parla di ipertensione, che è pericolosa perché provoca un precoce deterioramento delle arterie e può portare gravi complicazioni al cuore.

Il sistema nervoso

L’elemento base che costituisce il sistema nervoso è la cellula nervosa, chiamata neurone, che rappresenta un’unità funzionale e completa preposta a rendere operativo il sistema nel suo insieme.

Il neurone è formato da un corpo cellulare, nel quale si compiono le funzioni volte a mantenere in vita la cellula. Il citoplasma è separato e protetto da una membrana che ne delimita la struttura. Esso si prolunga nei dendriti, i quali permettono di far comunicare cellule nervose anche a grandi distanze tra loro. Il punto di contatto tra dendriti di cellule nervose diverse viene chiamato sinapsi.

Le cellule nervose si prolungano anche con una diversa struttura chiamata neurite (cilindrasse o assone); il neurite è unico per ogni cellula nervosa, ma in alcune cellule si divide e si ramifica raggiungendo in tal modo punti diversi e molto lontani dalla cellula di origine. È rivestito da una membrana detta guaina mielinica che danno luogo alle fibre mieliniche o alle amieliniche. Più fibre amieliniche costituiscono i rami grigi, più fibre mieliniche costituiscono i rami bianchi.

La trasmissione dell’impulso nervoso

L’impulso nervoso nei neuroni si trasmette tramite uno stimolo elettrico (variazione di potenziale elettrico), che nei dendriti procede in senso centripeto, nei neuriti in senso centrifugo. Nei punti di comunicazione tra i neuroni (sinapsi) c’è rapporto contiguità, infatti tra le due membrane si trova una piccolissima fessura detta sinaptica.

Per trasmettere lo stimolo nervoso vengono prodotte sostanze chimiche che recepiscono questo impulso dalla parte terminale di un neurone e lo ritrasmettono con uguale intensità alla parte iniziale del neurone successivo.

Anatomia del sistema nervoso

Si definisce sistema nervoso centrale quella parte di tessuti contenuti e protetti dalla scatola cranica e dal canale vertebrale. Esso si divide in encefalo e midollo spinale.

Encefalo

Si considera encefalo tutta la parte del sistema nervoso racchiusa nella scatola cranica. A sua volta esso si divide in cervello e tronco cerebrale.

Cervello. Struttura più voluminosa del sistema nervoso centrale, costituito dall’emisfero destro e sinistro, uniti dal corpo calloso.

Nella parte periferica presenta concentrazioni di cellule nervose (sostanza grigia corticale), le quali racchiudono un tessuto differenziato (sostanza bianca), inciso da cavità (ventricoli cerebrali), nelle quali scorre il liquido cefalo-rachidiano.

La parte corticale di ogni emisfero si divide in cinque zone chiamate lobi (frontale, parietale, occipitale, temporale, insulare); ogni lobo è diviso da solchi i quali delimitano le cosiddette circonvoluzioni cerebrali.

Le cellule recettive ricevono da tutti i centri inferiori gli stimoli, li comprendono e li razionano. Le cellule di integrazione esprimono le più complesse attività psichiche superiori; in esse si attuano processi che portano al ragionamento, che si manifesta col pensiero.

Le cellule trasmettitrici (cellule piramidali) sono preposte a trasmettere tutti i messaggi sotto forma di comandi alle varie parti del corpo.

Nell’emisfero sinistro vengono elaborati i concetti e le risposte utilizzando le conoscenze già acquisite: parola, linguaggio, deduzioni matematiche, scrittura, lettura, sensazioni e comandi motori. Tale emisfero è perciò alla base del pensiero astratto, analitico e logico.

L’emisfero destro presiede invece al controllo delle sensazioni spaziali, all’orientamento del corpo, alle rappresentazioni temporali, alla sensibilità emotiva e artistica.

Si definisce dominante quella parte di corteccia che esprime nell’azione la funzione direttrice principale, mentre la parte opposta si adatterà a completare e integrare l’elaborazione razionalizzata dell’emisfero dominante.

Tronco cerebrale. Porzione di sistema nervoso  che unisce il diencefalo al midollo spinale. È costituito da parti ben distinte per struttura e funzioni: mesencefalo, ponte, bulbo, cervelletto.

Queste zone dell’encefalo hanno il compito di ricevere tutti gli stimoli, ordinarli e trasmetterli se necessario all’elaboratore centrale, cioè alla corteccia. Sono costituiti dalla sostanza reticolare, formata dalla struttura di una fittissima rete di fibre, tra le quali sono racchiusi gruppi di cellule nervose. Queste cellule sono specializzate nello stimolare l’attività proprio della corteccia.

Midollo spinale

Si considera midollo spinale quella parte di sistema nervoso contenuto nel canale vertebrale che va dal bulbo ai due terzi inferiori nella colonna vertebrale. Ha la forma di un sottile cordone cilindrico, con due rigonfiamenti a livello cervicale e lombare.

Nella sostanza grigia si distingue una parte anteriore (corna anteriori), incaricata di trasmettere le informazioni motorie, e una parte posteriore (corna posteriori), le cui cellule sono specializzate nella ricezione degli stimoli. Allo stesso modo la sostanza bianca e le cellule che la compongono si differenziano in tre distinte zone: quella anteriore (cordone anteriore), a caratteristiche motrici); quella posteriore (cordone posteriore), ad azione ricettrice, e quella laterale (cordone laterale).

Sistema nervoso periferico

Il sistema nervoso centrale si prolunga dal midollo spinale mediante particolari strutture chiamate nervi. Si tratta di fibre nervose che si irradiano in ogni parte del nostro corpo. Tali fibre presentano dei rigonfiamenti, i gangli, centri di reazione di tutti i messaggi che percorrono le fibre nervose. Questi prolungamenti si possono dividere in somatici (della vita di relazione), viscerali (del sistema nervoso autonomo), motori (che trasmettono impulsi ai muscoli) e misti (formati da fibre sia motorie sia sensitive).

I recettori hanno il compito di analizzare e riconoscere stimoli di diversa natura e di trasformarli in segnali elettrici modulati nella frequenza. Si dividono in tre gruppi:

  • Recettori esterocettivi: raccolgono gli stimoli e le informazioni provenienti dall’ambiente esterno
  • Recettori propriocettivi: raccolgono gli stimoli provocati dai cambiamenti di posizione, dagli spostamenti e dal cambio di tensione muscolare
  • Recettori enterocettivi: raccolgono gli stimoli provenienti dall’interno del corpo e dei visceri, pulsazioni cardiache, regolazioni del respiro, ecc.

Lesioni midollari

Se la lesione è compresa tra la quarta vertebra cervicale e la prima toracica si è soggetti a tetraplegia (paralisi di tutti e 4 gli arti); se la lesione è invece compresa tra la seconda toracica e la seconda sacrale si è soggetti a paraplegia (paralisi degli arti inferiori).

Nelle lesioni midollari parziali  vi potrà essere un ponte di collegamento al di sopra o al di sotto della lesione; nelle totali vi è invece un’interruzione di tutte le relazioni e quindi di tutti i passaggi degli stimoli nervosi tra cervello e midollo e viceversa, che dà luogo a una paralisi flaccida (non si hanno impulsi e c’è la mancanza assoluta di tono muscolare.

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