Sistema economico: liberale, collettivista, misto

Di Redazione Studenti.

Cos’è un sistema economico? Ecco i tre tipi di sistema economico e la spiegazione delle tre teorie: classica, collettivista e mista.

SCUOLA CLASSICA: lo Stato Liberale secondo Adam Smith

Adam Smith, filosofo ed economista scozzese, teorico della macroeconomia.
Adam Smith, filosofo ed economista scozzese, teorico della macroeconomia. — Fonte: ansa

La teoria dello Stato Liberale di Adam Smith si basa sul principio della libertà di iniziativa privata e quindi, in questa visione, la figura dell’imprenditore è centrale in quanto decide di assumersi il rischio di produzione per raggiungere il massimo profitto.
La libertà di iniziativa presuppone però che la proprietà privata dei mezzi di produzione e in questo contesto lo Stato deve astenersi da ogni tipo di intervento. In francese si riassume con l’espressione dell’economista francese de Gournay laissez faire, laissez passer”, principio tipico del liberismo economico. Gli interventi dello Stato, infatti, vengono considerati dannosi e quindi dovrà occuparsi solo di salvaguardare il quadro istituzionale. In questo sistema il prezzo di equilibrio viene dato dall’incontro tra la domanda delle famiglie e l’offerta delle imprese.

Ma il liberismo presenta anche diversi aspetti negativi. Vediamo quali:

  • non difende le categorie più deboli, quelle dei lavoratori;
  • nell’800, durante la rivoluzione industriale, lo sfruttamento dei lavoratori, bambini compresi, era la regola;
  • solo con l’affermarsi delle organizzazioni sindacali i lavoratori hanno iniziato ad essere tutelati e gli imprenditori hanno aumentato i profitti;
  • la totale astensione dello Stato dalla regolamentazione economica ha portato a situazioni di crisi come quella del 1929 iniziata negli Stati Uniti.

SCUOLA SOCIALISTA: il sistema collettivista di Karl Marx

Karl Marx
Karl Marx — Fonte: getty-images

La teoria collettivista nasce come reazione al liberismo e - in modo particolare - allo sfruttamento dei lavoratori. Secondo il sistema collettivista l’interesse collettivo deve prevalere su quello individuale e quindi l’obbiettivo della scuola socialista è l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.

Caratteristiche:

  • L’imprenditore viene sostituito dal funzionario dello Stato;
  • scompare il profitto privato e questo porta verso una società senza classi;
  • lo Stato ha il dovere di intervenire attraverso la pianificazione della politica economica e definendo i prezzi che le famiglie e le imprese dovranno rispettare obbligatoriamente.

Il sistema collettività ha funzionato? In realtà questo sistema ha portato:

  • ad una burocratizzazione dell’economia;
  • alla mancanza di incentivi ai miglioramenti tecnologici;
  • al ristagno della produttività;
  • verso una cattiva qualità dei prodotti;
  • le libertà fondamentali dell’uomo vennero sacrificate;
  • si formò un altro mercato a prezzi più elevati di quelli fissati dalle autorità a cui poteva accedere solo chi ne aveva le possibilità;

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SISTEMA DI ECONOMIA MISTA

Il fallimento del sistema liberista ha convinto l’opinione pubblica della necessità di un intervento statale nell’economia al fine di garantire uno sviluppo regolare e continuo. Quali sono le caratteristiche di un sistema ad economia mista?

  • l’elevato livello della spesa pubblica (tra 1/3 e 2/3 della spesa complessiva);
  • importanza del capitale privato ma anche delle forze politiche e dei gruppi sociali;
  • l’intervento dello Stato nella soluzione dei problemi legati alla produzione e al consumo.

Oggi l’intervento dello Stato avviene attraverso la programmazione pluriennale della spesa pubblica e con una politica fiscale diretta sia ad assicurare le entrate, sia a condizionare in meglio l’attività produttiva e la redistribuzione del reddito attraverso determinate scelte di politica economica.

Ad oggi è opinione diffusa che lo Stato debba lasciare ai privati la gestione delle imprese, regolare il mercato e limitare i suoi interventi assistenziali a favore di chi ha realmente bisogno. Ciò comporta una riduzione del ruolo pubblico che sappia garantire equità ma anche efficienza al sistema. In questo contesto convivono Stato e Mercato, ognuno con propri compiti e al servizio di un’organizzazione che abbia al centro le persone.