Sintesi dell'Adone di Marino

Di Redazione Studenti.

Adone di Marino: caratteristiche, sintesi della trama, stile e struttura del poema dello scrittore e poeta italiano barocco

Adone di Marino: introduzione

Sintesi dell'Adone di Marino
Sintesi dell'Adone di Marino — Fonte: getty-images

L'Adone di Marino è un poema che va considerato come il frutto più rappresentativo della letteratura barocca. Richiese molti anni di lavoro e fu pubblicato nel 1623. La poesia dell'autore condivide la conoscenza e i progressi scientifici del XVII secolo; i principi della sua poetica sono ricchi di spessore conoscitivo e sono essenzialmente tre: novità, arguzia, meraviglia e orientano tutta la sua opera, rendendolo un maestro indiscusso del Barocco. Cercheremo ora di comprendere meglio l'opera attraverso questa sintesi.

La crisi dell'epica e l'utilizzo della digressione

Marino tentò inizialmente di approcciarsi all'epica attraverso l'opera della Gerusalemme distrutta, la quale fu però interrotta al settimo canto. L'Adone, che richiese un lavoro di oltre vent'anni, portò a compimento questo intento fornendo ai lettori un'opera originale, la più lunga della letteratura italiana; si tratta di un poema epico suddiviso in venti canti, con oltre cinquemila ottave.

L'opera parte con un mito dalla struttura semplice, in cui Venere si innamora di Adone e suscita la gelosia di Marte che fa uccidere il giovane da un cinghiale, per poi arricchirsi attraverso un gran numero di digressioni narrative e descrittive.

La trama

Adone giunge a Cipro dove, sotto l'influsso di una vendetta d'amore, si innamora della dea Venere ed è ricambiato da lei. Adone e Venere, sotto la guida del dio Mercurio che celebra le loro nozze, visitano i giardini dei sensi, l'isola della poesia e i nove cieli.

Purtroppo Marte scopre di essere stato tradito da Venere e costringe Adone a fuggire; questi viene imprigionato da Falsirena, ma fugge trasformato in pappagallo; riacquistata la forma umana, si ritrova coinvolto in una lotta tra due bande di briganti alla quale scampa fortunosamente e riesce a ricongiungersi a Venere.

Per ben due volte ottiene il governo di Cipro, dopo aver vinto agli scacchi e aver partecipato ad una gara di bellezza, ma rinuncia al potere.

Sta per compiersi l'amara vendetta di Marte: Venere deve allontanarsi da Cipro e, in sua assenza, Marte e Falsirena, durante una battuta di caccia, aizzano un cinghiale contro il giovane che rimane ucciso. Dopo la morte Venere ne trasforma il cuore in anemone e bandisce tre giorni di giochi funebri, al termine dei quali celebra le nozze tra Austria e Fiammadoro che simboleggiano Spagna e Francia.

La struttura bifocale

La duplicazione di sequenze narrative, che si ripetono quasi identiche, ha fatto sì che il critico letterario Giovanni Pozzi ipotizzasse una struttura bifocale, riconducibile alla figura geometrica dell'ellisse che porterebbe il lettore ad una duplice azione: la prima lineare, in progressione, e la seconda costituita da continue anticipazioni del futuro e flashback nel passato. Questa struttura offre un parallelismo poetico con l'esitazione dell'uomo seicentesco che si trova di fronte ai due modelli cosmici contraddittori, quello tolemaico e quello copernicano.

Lo stile

Giovan Battista Marino si discosta dal modello linguistico corrente del Bembo, difeso dall'Accademia della Crusca per proporre l'utilizzo di una lingua comune italiana costituita da latinismi, tecnicismi, forestierismi e dialettalismi.

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