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Sintesi capitolo 35 promessi sposi: la morte di don Rodrigo

Di Redazione Studenti.

Sintesi capitolo 35 promessi sposi di Alessandro Manzoni: la parte del romanzo che tratta la questione della morte di don Rodrigo

CAPITOLO 35 PROMESSI SPOSI

Il capitolo 35 dei promessi sposi narra la morte di don Rodrigo
Il capitolo 35 dei promessi sposi narra la morte di don Rodrigo — Fonte: getty-images

Nel capitolo 35 dei promessi sposi di Alessandro Manzoni si racconta la morte del principale antagonista del romanzo: don Rodrigo.

Quest'ultimo non può essere considerato come un cattivo vero e proprio. La sua malvagità è dettata più che altro dallo sfondo storico in cui si muove e dalla sua condizione sociale. Don Rodrigo è soltanto uno dei tanti nobili del seicento che facevano della propria condizione sociale motivo di supremazia e controllo. Proprio per questo modo di concepire la loro realtà sociale, Don Rodrigo è “costretto” ad essere ciò che è: non può essere da meno dei suoi pari.

La scoperta della malattia è per il lettore lenta, graduale, così come per lo stesso Don Rodrigo, che non si aspetta l'arrivo della peste né accetta di morire come una persona qualunque.

Don Rodrigo scaccia il pensiero della peste e tenta di illudere se stesso e il Griso di star bene, anche se in cuor suo sa che non è così. Allora tenta di dormire, ma non riesce: Le coperte gli parvero una montagna, dice Manzoni, e aggiunge che dopo un lungo rivoltarsi, finalmente si addormente, ma inizia a fare i più brutti e arruffati sogni del mondo

Tra i tanti sogni di morte, uno è peggiore degli altri: si trova in una chiesa tra un’immensa folla di malati di peste e cercava invano di farsi largo tra la calca di gente stando attento a non toccare niente. Sente un dolore tra l’ascella e il cuore, a sinistra. Inizialmente pensa che sia qualcuno di quegl’uomini, poi la spada, ma quando cerca con la mano di spostarla, non trova niente, se non un dolore fortissimo.

Vede un pulpito e sul parapetto di questo si erge maestosamente Fra Cristoforo, con lo stesso dito alzato in segno di minaccia di quando al palazzotto lo aveva impaurito con il suo Verrà un giorno… Stavolta però Don Rodrigo non riesce con la mano a fermare il frate.

Si sveglia e, scorto il bubbone della peste, chiama il Griso. Inizia allora a parlargli in modo insolito chiedendogli di andare a chiamare un medico e ricordandogli i tanti favori che gli ha concesso. Ma il Griso tradisce il padrone: lo deruba di tutto e lo consegna ai monatti. Viene portato al lazzaretto, dove viene affidato alle cure del Padre Cristoforo, suo acerrimo nemico in vita.

Ed è qui che lo rincontra Renzo.

LA MORTE DI DON RODRIGO

Stava l’infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra; l’avreste detto il viso di un cadavere se una contrazione violenta non avesse reso testimonio di una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra fuor dalla cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte e sulle punte nere.

Questa è l’immagine che Manzoni dà di Don Rodrigo sul letto di morte: squallida, orribile, cupa.

È una scena tanto orribile da lasciarci sconvolti: avremmo senza dubbio preferito vederlo morire subito, di una morte veloce: pensiamo all'ingiustizia, alla crudeltà del divino. Ma è a questo punto che appare Fra Cristoforo, quasi messaggero di Dio. Con voce sommessa ma grave il frate dice: Può essere castigo, può esser misericordia.

Ovvio castigo per una vita piena di azioni orribili, può essere una morte lenta come quella di Don Rodrigo. Squallida ancora di più perché toglie ogni differenza sociale tra lui e le altre persone colpite dalla peste; squallida perché agevolata da un tradimento . Castigo di Dio è senza dubbio il fatto che don Rodrigo muoia da uomo comune al lazzaretto in mezzo a milioni e milioni di persone di qualunque ceto sociale.

Ma se invece fosse un tentativo di far ravvedere un’anima? Quale miglior modo di ottenere ciò se non attraverso la sofferenza e un chiaro segno di uguaglianza dinanzi alla morte?

Castigo o estremo tentativo di riportare un’anima nella retta via? Questa è la domanda che anche Fra Cristoforo.

AUDIO LEZIONE SUL CAPITOLO 35 DEI PROMESSI SPOSI

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