Simulazione seconda prova Liceo Classico: traccia Latino e Greco, svolgimento terza parte

Di Marta Ferrucci.

Simulazione seconda prova Liceo Classico, lo svolgimento a cura dei tutor di Studenti.it della terza parte della traccia di Latino e Greco proposta dal Miur il 2 aprile 2019

SIMULAZIONE CLASSICO 2 APRILE: SVOLGIMENTO TERZA PARTE SU PLUTARCO E SENECA

Nella terza parte della traccia si chiedeva ai candidati di rispondere a 3 domande in cui si chiedeva un confronto tra il brano latino e quello greco ed i due autori: Seneca e Plutarco.

Fonte: redazione

3.1 - COMPRENSIONE / INTERPRETAZIONE

Entrambi gli autori ci descrivono l’ira come una passione da tener lontano dal nostro animo, da soffocare prima che nasca, riconoscendone i sintomi proprio come per un attacco di epilessia o altra malattia, o altro sentimento che sconvolge l’animo. Seneca consiglia all’uomo di ingannare l’ira grazie alla conoscenza di se stessi, poiché le più varie situazioni possono inclinare l’animo nostro verso l’irrequietezza ed ogni animo è diverso per ogni persona. Fuggire le circostanze che alimentano l’essere iroso è ciò che anche Plutarco sostiene, paragonando questa passione ad un tiranno. L’autore consiglia totale indifferenza e impassibilità quando essa si palesa al nostro cospetto: bisogna salpare l’animo irrequieto verso  lidi più tranquilli che navigano mari di pensieri dolci, poiché la collera non fa che aumentare una volta che viene fatta straripare dal nostro corpo.

3.2 - ANALISI LINGUISTICA E/O STILISTICA

Un certo equilibrio misto a moderazione è la caratteristiche di Plutarco, che usa il greco attico letterario, elegante e fluente, in cui vi sono chiari influssi della koiné parlata. La disposizione dei sostantivi (molti sostantivi astratti formati da aggettivi neutri) è artificiosa ed è dovuta per lo più al  bisogno di evitare lo iato. Lo stile e il periodare sono dunque molto complessi ed ampii seppure incredibilmente affascinanti. Al contrario lo stile di Seneca è paratattico: egli non vuole che il lettore sia attirato da un testo regolare e simmetrico, quanto più dalla sorpresa sentenziosa delle sue trattazioni. Disprezza dunque la composizione metodica del pensiero, ama l’idea dell’improvvisazione, ecco dunque che si trovano ripetizioni, squilibri e riprese del testo. Ogni proposizione è incisiva e ha una sua indipendenza. Molte frasi sono dense di polisindeti che tengono il ritmo del periodo. Usa l’ossimoro, l’anafora e quasi sempre la copula. Un concetto è sempre rafforzato con l’aggiunta  del suo contrario. Utilizza le sequenze metaforiche al contrario degli scrittore più antichi che presentavano una metafora per volta. Il lessico di Seneca è cristallino e colloquiale, non usa quasi mai gli arcaismi.

3.3 - APPROFONDIMENTO E RIFLESSIONI PERSONALI

Cantami, o Diva, del Pelide Achille l’ira funesta…” è la prima frase che mi viene in mente quando si tratta il tema dell’ira. Ed è proprio con essa che  il mio percorso di studi classici è iniziato.
Questo è l’incipit del proemio dell’Iliade,  poema dell’ira di Achille, che esordisce con l’invocazione alla dea affinché il poeta sia in grado di raccontare le conseguenze innescate dal litigio tra Agamennone (re degli Achei) e Achille. Il filo conduttore di tutta l’opera omerica è l’ira di Achille che resiste a qualsiasi tentativo di riconciliazione, e che cede il posto sempre ad un’altra ira. La società omerica era basata su una competitività altissima e dunque l’espressione della passione era molto importante (in greco esiste infatti un ricchissimo vocabolario dell’ira). Facendo un rapido paragone con la nostra società, sicuramente non meno competitiva, ma certamente sempre più educata di generazione in generazione (anche se i passi in avanti in merito non saranno mai troppi!) all’addomesticare e al domare sia le passioni positive sia quelle negative, proprio come ci suggerivano i nostri avi, Plutarco e Seneca, così antichi, attuali e vivi allo stesso tempo. E chissà, se Achille non fosse caduto nella bestiale passione qual è l’ira, come sarebbe nata tutta la nostra letteratura?