Soluzione simulazione prima prova tema d'attualità svolto: traccia sulla nostalgia

Di Maria Carola Pisano.

Simulazione prima prova, tipologia C: scopri la traccia svolta del tema d'attualità sulla nostalgia

SOLUZIONI SIMULAZIONE PRIMA PROVA: TIPOLOGIA C

Simulazione prima prova 26 marzo: tema d'attualità sulla nostalgia svolto
Simulazione prima prova 26 marzo: tema d'attualità sulla nostalgia svolto — Fonte: istock

Una delle due tracce della tipologia C proposte dal Miur per la simulazione della prima prova del 26 marzo riguarda la nostalgia, le sue sfumature e l'importanza di questo sentimento nella nostra vita. La traccia del Miur parte da una riflessione dello psichiatra Eugenio Borgna su La nostalgia ferita e chiede agli studenti di elaborare una riflessione sul tema. 

TEMA D'ATTUALITÀ SVOLTO, SIMULAZIONE PRIMA PROVA

La nostra tutor ha svolto il tema d'attualità sulla nostalgia per voi e di seguito troverete la soluzione della traccia C. Da questo svolgimento potete partire per articolare la vostra riflessione e semplicemente per prendere spunto nel caso in cui vi mancasse l'idea iniziale per elaborare la vostra riflessione. 

La memoria non è un concetto semplice: inganna, illude, deforma. Difficilmente si ricorda in modo esatto quello che è accaduto. Possiamo estrapolarne un dettaglio, una particolarità che, chissà perché, emerge dal mare magnum dei particolari per fissarsi in modo saldo al nostro ricordo. La memoria umana è fallace eppure è tutto ciò che ci costituisce.

Cosa siamo se non gli strati di ricordi che si sono nel tempo posizionati uno sopra l’altro? Esistiamo in questa precisa forma perché abbiamo vissuto delle precise esperienze che ci hanno portato ad essere chi siamo.

I ricordi sono complessi, perché spesso sfuggono al nostro controllo. Si appostano in qualche parte della nostra mente e tacciono a lungo per poi, forse, un giorno, ricomparire all’improvviso stimolati da un odore, da una sensazione, da una canzone. La nostra memoria non è solo visiva o fotografica, ma anche uditiva, emozionale. Un esempio tra tutti: la madeleine nel primo volume de “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust.

Quando si ricorda un evento, un fatto, una giornata, lo sguardo si rivolge indietro, indagando nel passato e pizzicando le corde della nostalgia, di quella sensazione mista tra rimpianto, tristezza e malinconia con cui guardiamo alle cose del passato come fossero perdute per sempre. E forse, in effetti, lo sono perché sono state inghiottite nella gola del tempo che scorre imperturbato e indifferente alle cose umane.

Eugenio Borgna, psichiatra e docente, in “La nostalgia ferita” riflette sulla nostalgia, appunto, e su come questa sensazione possa essere sperimentata a qualsiasi età, da bambini, da adolescenti, da adulti.  Spesso si pensa che più si avanza con l’età più la nostalgia sia un sentimento provato con maggior forza, perché le cose passate aumentano di numero. Anche un bambino, però, è capace di provare la tristezza e la malinconia di una cosa passata, di un’estate, di una vacanza, di una persona che ha conosciuto e perso. Un bambino, forse, prova quella sensazione in modo ancora più forte perché privo della razionalità e della consapevolezza a cui l’adulto può fare ricorso.

La nostalgia ci fa fare i conti con noi stessi, con ciò che siamo stati e non siamo più, con ciò che siamo stati e non vogliamo più essere. Camminiamo ogni giorno sulle orme del nostro passato, ci arrampichiamo sugli scalini che abbiamo creato, e saliamo in alto. Spesso, però, guardiamo giù per capire cosa abbiamo costruito, cosa abbiamo lasciato dietro.

Se la Storia con la s maiuscola è importante per imparare a camminare in maniera retta e per non commettere gli errori del passato, non lo è da meno la storia con la s minuscola, quella personale e intima perché prima siamo persone e poi gruppo, prima  di tutto siamo personalità indipendenti.

Cosa accade, però, quando la memoria viene meno? Cosa accade quando non si ricorda più? Cosa accade quando i ricordi si perdono nell’oblio e non si riescono più a recuperare? Cosa rimane?

La memoria è il fondamento del nostro essere, del nostro esserci. Smettere di riuscire a evocare gli eventi del nostro passato, smettere di riuscire a camminare sulle nostre stesse orme o salire sui gradini che noi stessi abbiamo creato è una morte a metà. Rimaniamo a metà, ci siamo a metà.

A volte, o spesso, ricordare è doloroso perché se ricordiamo qualcosa vuol dire che quella cosa è persa, sia essa una cosa felice o triste. Ogni giorno perdiamo qualcosa, un pezzetto di noi stessi, un poco della nostra vita. Ogni passo in avanti e un passo in meno che abbiamo da fare, è un avvicinamento alla fine e niente ci permetterà di pensare con un briciolo di rimpianto o di malinconia a tutti i passi che abbiamo fatto, a tutte le strade percorse, a tutte le persone incrociate, alle sensazioni provate. La vita stessa è nostalgia e memoria e siamo condannati a vivere così: nel presente, ma con lo sguardo che si alterna tra il passato e il futuro, tra la malinconia e la speranza.

Vediamo quali sono le altre tracce uscite nella simulazione di prima prova:

Analisi del testo

Tema argomentativo

Tema di attualità

Tracce svolte