Il simbolismo pascoliano: cos'è e chi è Giovanni Pascoli

Di Redazione Studenti.

Il simbolismo di Giovanni Pascoli: caratteristiche ed esempi del simbolismo pascoliano. Secondo il poeta la realtà celava un mistero: ecco cos'è e dove si trova

IL SIMBOLISMO PASCOLIANO

Il simbolismo di Giovanni Pascoli
Il simbolismo di Giovanni Pascoli — Fonte: ansa

Giovanni Pascoli pensava che la realtà mascherasse sempre un’essenza segreta che non poteva essere svelata con sistemi scientifici. Per questo aveva un rapporto con la vita e il mondo turbolento e ansioso, caratterizzato dalla continua ricerca del mistero: Pascoli fu definito uno dei maggiori esponenti del Decadentismo italiano.

IL NIDO DOMESTICO

Secondo Pascoli la poesia era un mezzo per guardare oltre la cognizione razionale. Altro aspetto importante di Giovanni Pascoli è l’uso particolare del simbolismo. La sua realtà era del tutto simboleggiata e si basava su un rapporto che possiamo definire simbolo/referente (ad esempio, nel singolare madrigale Lavandare, l’aratro “dimenticato” fa emergere l’idea di abbandono). Il “nido” domestico costituisce uno dei simboli più importanti dell’opera del nostro poeta. Tutto ciò che era esterno al nido adorato era da lui considerato pericolo: decise quindi di vivere con le sorelle, alle quali era legato da un morboso rapporto di amore/gelosia.  

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LE INNOVAZIONI DI PASCOLI

Pascoli ha rotto gli schemi metrici tradizionali (forme chiuse e regolari) introduce una serie di novità, dalla disposizione degli accenti, alla punteggiatura, dalle rime e all'utilizzo di forme metriche diverse.  Il poeta usa in maniera innovativa la sintassi, inserendo molte proposizioni esclamative o interrogative, molte figure di suono come l’assonanza, le onomatopee ed effetti fonosimbolici (attribuisce una carica simbolica ai suoni delle parole).

In Pascoli è frequente l’uso di sinestesie, figure retoriche che rendono astratto il concreto accostando parole che si riferiscono a sensi diversi, ma anche similitudini e analogie che accostano concetti lontani tra loro (un profumo può essere fresco o verde, ad esempio).  

IL FONOSIMBOLISMO

Il fonosimbolismo, a cui Pascoli ricorre di frequente, può essere definito come la valorizzazione dell’aspetto fonico delle parole a particolari scopi espressivi, come l’utilizzo di suoni-simbolo che aprono al mistero di ogni cosa.

Un esempio: nell’Assiuolo emergono rimandi fonici suggeriti dall’utilizzo di verbi (sentivo, sonava, veniva una voce), di onomatopee (Chiù, fru fru), di sostantivi (voce, eco, il cullare del mare, sistri, sospiro di vento, tintinni, singulto, pianto di morte) che in questa rappresentazione naturale dettata per sensazioni di Pascoli, lascia trasparire il suo segreto simbolico affacciandosi al tema della morte avvertito come paura e mistero per una evasione nella fiaba e nel simbolo e sottolineando una visione della vita che tende a intaccare i confini del reale.

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