Silicon Valley, istruzioni per l’uso. Ecco quelle “a prima vista” di una studentessa IED, in 10 punti

Di Redazione Studenti.

Il cuore mondiale dell’innovazione visto da Valentina Barelli, al terzo anno di Design della Comunicazione in IED Milano e tra i 6 vincitori del concorso 100% IED, che l’ha portata per una settimana in California, tra San Francisco e San José.

Silicon Valley, istruzioni per l’uso

Cupertino nella Silicon Valley
Cupertino nella Silicon Valley — Fonte: istock

La Silicon Valley è un ecosistema molto ben organizzato: ha le sue regole e la sua filosofia, per quanto riguarda il lavoro e non solo. Il cuore pulsante è Palo Alto, in cui è presente la sede della prestigiosa Università di Stanford. Sono bastate cinque intense giornate tra le migliori aziende del mondo per chiarirmi le idee su come provare a sfruttare le sue opportunità come trampolino di lancio nel lavoro.

Valentina ha partecipato a diversi incontri e presentazioni di aziende e ha conosciuto molti italiani che si sono trasferiti lì per fare carriera. Parlando con queste persone e muovendosi tra le varie imprese emergevano sempre gli stessi concetti, fondamentali per la vita in Silicon Valley. È quello che ci racconta in questi dieci punti.

Silicon Valley: come funziona

 

  • Il tempo è denaro

La famosa frase “il tempo è denaro” in Silicon Valley viene concettualmente trasformata nell’importanza di essere in orario, essere puntuali. Il ritardo, anche solo per quelli che per noi sono i quindici minuti canonici, secondo la filosofia della Silicon Valley svela molto e non fa per niente bella figura. Può voler dire che per noi quell’incontro non ha importanza così come che non siamo per niente organizzati, sarebbe una perdita di tempo in ogni caso.

  • Personal branding e storytelling

Prima di partire per la Silicon Valley è necessario imparare a raccontare il proprio prodotto, noi stessi. Il dono della sintesi è cosa fondamentale, non per niente i dati sono molto apprezzati. Quindi, è importante avere chiara la propria figura professionale (o quella che si vorrebbe diventare). E se ancora non ne siamo convinti, come dice Silvio Sangineto – attualmente Store Experience Designer in Macy’s, Silicon Valley — “il lavoro che vogliamo fare, potrebbe riguardare la cosa a cui pensiamo di più durante una giornata”.

  • KISSkeep it simple, stupid

Letteralmente “Rimani sul semplice, elementare”. KISS è un termine coniato nel 1960 da Kelly Johnson, un ingegnere militare. La filosofia del KISS viene utilizzata nell’informatica quando si cerca di mantenere uno stile di programmazione semplice e lineare. Ad esempio, le startup la usano per lavorare su una sola funzione, concentrarsi su quella soltanto e renderla il più semplice possibile. Come accade per tutti i prodotti che utilizziamo giornalmente, quelli fatti bene, sono basati su questa teoria: Google con un click permette di fare una ricerca. 

  • Pitch

Sia per presentare sé stessi che per presentare le proprie idee è necessario essere chiari e brevi. Il modo migliore per proporre la propria idea è il pitch, il termine utilizzato per la presentazione, con slide e documenti analitici preimpostati. Che può andare da un minimo di due minuti (elevator pitch) a un massimo di 20 (full pitch.

  • Raccomandazioni e meritocrazia

I contatti nella Silicon Valley sono molto importanti. Come in Italia  —  ma in maniera più etica —  esistono le raccomandazioni. In America sono double opt-in intro, quindi accompagnate dal consenso delle parti. Si viene presentati ad altre persone se si ha un’idea e, soprattutto, se questa può essere utile e/o potrebbe interessare l’altro. In qualche modo chi ci presenta garantisce per noi, per questo esistono sì le raccomandazioni, ma sono esclusivamente meritocratiche. Se non si conosce nessuno, occorre aggiornare il profilo LinkedIn e iniziare a farsi contatti. Come? Partecipando a mini-eventi, organizzati nelle sedi delle principali startup. Un’iniziativa interessante per gli studenti è il Silicon Valley Study Tour, che consiste in una settimana intensa in loco, dedicata principalmente alla conoscenza delle aziende e delle persone che ci lavorano. Il progetto esiste anche per gli imprenditori italiani ma con una logica e un programma diversi. È chiamato con l’acronimo SVST ed è lo stesso che ha dato a me l’opportunità di andare in America. L’idea mi ha ispirato talmente tanto che ora ne gestisco in parte contenuti e pagine social.

  • Tomato Paradigm

Come i pomodori crescono meglio a Napoli piuttosto che in Norvegia, le aziende trovano condizioni migliori e si sviluppano meglio in Silicon Valley. Questo è il Tomato Paradigm, che spiega come la valle delle startup sia famosa per le tante aziende che nascono e si sviluppano lì e lo fanno grazie all’industria dei venture capitalist, coloro che investono capitali finanziari in imprese con alto livello di rischio.

  • Workspace

In Silicon Valley non esistono orari e giorni di lavoro nella maggior parte delle aziende. Il tempo è gestito autonomamente, i soli punti importanti sono due: il lavoro svolto e gli obiettivi raggiunti. Per questo se ci si stanca del proprio “ufficio”, si può lavorare da casa o in qualsiasi altro posto si ritenga funzionale. Cosa che in realtà è molto rara in quanto le aziende della Silicon Valley (quasi tutte) offrono il maggior numero di benefit possibile per poter passare in ufficio l’intera giornata. Piace molto l’idea che si dedichi il proprio tempo esclusivamente al lavoro. In ogni caso, in città, sono disponibili spazi da affittare per lavorare. Ci sono theVault e Runway nel Twitter Building per esempio, altrimenti a costo zero ci si può fermare in qualunque Starbucks per avere connessione internet gratuita e un posto in cui lavorare. I posti migliori per lavorare sono WeWork e Rocket Space, dove però è necessario essere selezionati. Affittarli può richiedere da 20 a 40 dollari e permette di partecipare ad altri eventi inclusi nel prezzo, come workshop o conferenze che possono aiutare a fare networking e ottenere contatti preziosi.

  • Acceleratori e incubatori di startup

In Silicon Valley ci sono diversi acceleratori e incubatori di startup. Esistono infatti organizzazioni che, solitamente in tre mesi, le riorganizzano di modo che siano pronte per essere presentate agli investitori. 500 startups, YCombinator, TechStar sono i più famosi, Mind the Bridge è dedicato agli italiani e comprende un corso tenuto da investitori e imprenditori. 

Un’altra regola della Silicon Valley è Fail Fast. Sbaglia veloce e ricomincia. Il fallimento è un’esperienza preziosa. Fallire non è una vergona, anzi, un incredibile valore aggiunto e un intelligente modo per crescere. Per questo in Silicon Valley è possibile provarci e riprovarci più volte: sia per il capitale disponibile, sia perché è conveniente collezionare fallimenti.

  • Divertimento

All’interno di molte aziende sono presenti sale giochi, uffici con tavoli da ping-pong o strumenti musicali. Il divertimento è uno degli aspetti più importanti per qualsiasi progetto di successo. Spesso è sottovalutato, ma libera la mente durante lunghe giornate di lavoro e riporta quella sana competitività che serve per perfezionarsi. I risultati migliori si ottengono lavorando in un ambiente sfidante ma non pieno di stress. È necessario evitare la comfort zone poiché a lungo termine diventa noiosa.

  • A goal is a dream with a deadline

In Silicon Valley c’è molta selezione, questo non vuol dire che è impossibile entrarci, ma significa avere chiari i propri obiettivi ed essere determinati. Molti sono gli italiani che vivono e lavorano in Silicon Valley, io ne ho conosciuti un po’ e nessuno ha intenzione di tornare in Italia. Tutti hanno parlato di barriere all’ingresso ma per ognuno di loro ne è valsa la pena. Gli ostacoli per trasferirsi in Silicon Valley in genere sono l’alto costo e il visto, o ESTA, da non prendere sotto gamba. 

Se il vostro sogno è lavorare per grandi brand come Apple, Google, Facebook e via dicendo il modo migliore per arrivarci è: essere determinati e non smettere mai di sognare. Ma soprattutto pensare in grande. Sembrano fesserie ma molti italiani —  dicono lì — sono bloccati dalla diversa mentalità e dall’indisponibilità al cambiamento.