Seta: riassunto, significato e personaggi del romanzo di Baricco

Di Chiara Famooss.

Seta: trama riassunta, significato e personaggi del romanzo di Alessandro Baricco pubblicato nel 1996.

Seta: trama riassunta

“Seta” è un romanzo breve pubblicato dallo scrittore Alessandro Baricco nel 1996 e da cui è stato tratto l’omonimo film nel 2007.

Il protagonista di questa storia è Hervé Joncour, un giovane mercante di bachi da seta che vive in un paesino a sud della Francia insieme alla moglie Hélène. Il suo lavoro consiste nel comprare bachi da seta sotto forma di uova all’estero, confezionarli e poi rivenderli ai fabbricanti di seta in Francia.

“Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta.”

Seta, il romanzo di Baricco pubblicato nel 1996
Seta, il romanzo di Baricco pubblicato nel 1996 — Fonte: getty-images

Un anno, però, qualcosa cambia. Scoppiano delle gravi epidemie che si espandono in molte delle zone in cui Hervé era solito andare per i suoi affari. Il ragazzo si trova quindi costretto a trovare una soluzione in modo piuttosto veloce. Spesso aveva sentito parlare della seta cinese: buona e pregiata, era considerata una delle migliori del mondo.

Raggiungere la Cina dalla Francia non era una passeggiata, anche perché quel mondo era diverso e con una cultura quasi del tutto sconosciuta. Ma Hervé non si lascia scoraggiare e decide di intraprendere questa avventura con la speranza di trovare nuovamente dei bachi da seta da commerciare.

In quella terra lontana ai confini del mondo, Hervé trova il suo nuovo fornitore, Hara Kei, un uomo molto potente di quella zona. Ciò che però sconvolge la vita del giovane mercante è l’incontro con una bellissima e misteriosa ragazza che giace sulle ginocchia di Hara Kei. Ha il volto di una ragazzina ma i suoi occhi parlano chiaro.

“Hervé Joncour non smise di parlare ma abbassò istintivamente lo sguardo su di eli e quel che vide, senza smettere di parlare, fu che quegli occhi non avevano un taglio orientale, e che erano puntati, con una intensità sconcertante, su di lui.” 

Hervé si innamora di questa fanciulla, tanto che, con il passare del tempo, i suoi viaggi in Giappone iniziano ad avere un altro obiettivo: non solo recuperare i bachi da seta ma anche rivedere la ragazza. L’amore tra i due può esprimersi soltanto attraverso gli sguardi perché le parole non sono concesse.

Il ragazzo torna in Giappone per tre volte e ogni volta viene colpito dalla bellezza di lei. L’ultima di queste, la ragazza gli consegna un piccolo biglietto scritto in ideogrammi cinesi.

“Fu un nulla, poi, aprire la mano, e vedere quel foglio. Piccolo. Pochi ideogrammi disegnati uno sotto l’altro. Inchiostro nero.”

Quando torna in Francia, dove la moglie Hélène lo attende sempre, si mette subito alla ricerca del significato di quelle scritte. Si reca addirittura da una gheiscia a Parigi che gli traduce quanto nascosto in quegli ideogrammi: “Tornate, o morirò.”  

Hervé decide quindi di compiere un ultimo viaggio in Giappone, nonostante il diffondersi della guerra civile nel paese. Il ragazzo incontra tanti ostacoli ma alla fine riesce a ritrovare Hara Kei. Della ragazza, invece, non c’è nessuna traccia. Tutto è devastato dalla brutalità della guerra.

“Non ho mai sentito la sua voce. È uno strano dolore. Morire di nostalgia per un qualcosa che non vivrai mai.”

Torna definitivamente in Francia dove riprende la sua vita tranquilla con la moglie, ma poco dopo si ammala per la troppa nostalgia. Non riesce a dimenticare quella ragazza misteriosa e l’intensità del loro rapporto, seppur fatto di soli sogni e sguardi.

Sei mesi dopo il suo rientro, Hervè riceve una lettera scritta di nuovo con quegli stessi ideogrammi di quel biglietto. Questa volta, le parole contengono un messaggio potente di amore, di sensualità ma anche di addio. Scosso nel profondo e consapevole di averla persa per sempre, cerca di dimenticare il Giappone.  

La sua vita continua così a scorrere in modo lento e tranquillo, tra i viaggi con la moglie e la cura del suo giardino, finché Hélène non si ammala di una febbre celebrale che nessun medico riesce a spiegare e né a curare.  Sulla tomba, Hervé trova un anello appartenente alla gheiscia di Parigi e solo allora comprende la verità: la seconda lettera d'amore era opera di Hélène.

Seta, conclusione

La donna, che era sempre sembrata inconsapevole di tutto quello che succedeva a Hervé, si riscopre ora un personaggio forte e vitale che ha vissuto amando e soffrendo per l’uomo con cui aveva deciso di condividere la sua vita.

Davanti a questo amore così intenso, puro e privo di qualsiasi ombra, è come se, nel confronto, quel profondo sentimento per la ragazza del Giappone, venisse in qualche modo sminuito.

Alla fine del libro, Hervé è un uomo sereno che conduce un'esistenza piacevole nei luoghi che lo hanno legato alla moglie. Il Giappone non è più una bruciante malinconia ma una bellissima storia da raccontare.

Alessandro Baricco, con la sua scrittura asciutta e lineare, riesce a raccontare una storia che scivola addosso al lettore come fosse, appunto, seta. Il ripetersi di alcune frasi conferisce un ritmo cadenzato alla trama e sottolinea come anche la vita delle persone più avventurose può essere in un certo senso ripetitiva, proprio come quella di tutti.

“Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacché, disegnato sull’acqua, gli pareva di vedere l’inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita.”

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