I servizi finanziari: leasing e factoring

Di Redazione Studenti.

I servizi finanziari alle imprese: approfondimento sul servizio di leasing di factoring e la differenza tra i due tipi di servizi

I SERVIZI FINANZIARI ALLE IMPRESE: IL LEASING

Servizi finanziari: leasing e factoring
Servizi finanziari: leasing e factoring — Fonte: getty-images

I principali servizi finanziari alle imprese sono il leasing e il factoring. Per quanto riguardarda il primo caso, un imprenditore fa ricorso al leasing quando deve acquistare delle immobilizzazioni materiali aventi un costo tanto elevato da rendere impossibile per l'imprenditore l'acquisto tradizionale.

In questo caso, l'impresa si rivolge a una società di leasing o a una banca la quale acquista il bene per conto dell'impresa richiedente e quindi lo cede all'impresa la quale da parte sua corrisponde un certo numero di canoni periodici, la cui quantità e il cui ammontare sono ovviamente determinati preventivamente al momento della stipulazione del contratto.

Una volta che l'impresa ha terminato il pagamento dei canoni di leasing, può decidere di riscattare il bene versando alla società di leasing o alla banca che ha offerto il servizio un'ulteriore somma anch'essa determinata alla stipulazione del contratto e che di solito è piuttosto bassa.

La banca o la società che ha offerto il servizio non ha assolutamente alcun interesse a vedersi restituire un macchinario che non ha niente a che vedere con la sua attività tipica, quindi di solito la banca preferisce stabilire un riscatto basso in modo che l'impresa richiedente decida di pagarlo e di tenersi il bene piuttosto che di restituire il bene alla banca che poi non se ne farebbe di nulla.

SERVIZI DI FACTORING

Il factoring invece è il contratto mediante il quale un'impresa trasferisce alla banca i crediti verso clienti risultanti dalle fatture di vendita e la banca corrisponde l'ammontare delle fatture dopo aver sottratto una percentuale variabile tra il 20 e il 30% per tutelarsi da eventuali resi e abbuoni.

I soggetti coinvolti sono quindi:

  • l'impresa cedente, che ha dei crediti verso clienti risultanti da fattura e che li cede al factor, in questo caso alla banca, dietro riscossione del relativo ammontare;
  • l'impresa cessionaria, chiamata factor, che acquisisce i crediti dell'impresa cedente e mette in atto tutte le procedure necessarie alla loro successiva riscossione;
  • le aziende clienti, che hanno dei debiti di fornitura nei confronti dell'impresa cedente e che quindi non devono più pagare all'impresa cedente bensì al factor.

La banca considera questo servizio come un vero e proprio affidamento, in quanto assume su di sé il rischio di insolvenza dei clienti di un correntista.

Per questo motivo prima di stipulare il contratto, esegue tutte le indagini necessarie per accertare la solvibilità dei clienti ceduti e anche della stessa impresa cedente e alla fine definisce l'importo massimo che è risposta globalmente a rischiare e definisce anche il rischio massimo che è disposta a sopportare per ogni cliente ceduto.

La stipula del contratto prevede per la banca i seguenti doveri:

  • deve dare informazioni commerciali inerenti la solvibilità dei clienti dell'impresa cedente, in modo che anche l'impresa cedente possa fruire delle informazioni raccolte dalla banca riducendo o prevenendo così il rischio di perdite su crediti;
  • deve gestire e amministrare i crediti acquistati, tenendo le necessarie relazioni con i clienti ceduti e facendo tutto quanto è necessario per ottenere il pagamento del credito acquistato.

A proposito della garanzia del buon esito dell'operazione, è necessario distinguere tra:

  • factoring pro-solvendo, detto anche con rivalsa, quando il factor non garantisce il buon esito dell'operazione e si rivale sull'impresa cedente nel caso in cui il cliente ceduto sia insolvente;
  • factoring pro-soluto, detto anche senza rivalsa, quando il factor assume su di sé i rischi connessi all'eventuale insolvenza dei clienti ceduti e quindi rinuncia a rivalersi sull'impresa cedente in caso di insolvenza.

In taluni casi possiamo trovare da parte del factor anche una funzione di finanziamento, infatti esistono:

  • factoring con accredito a scadenza, in cui il factor accredita all'impresa l'ammontare dei crediti ceduti soltanto al momento della loro scadenza;
  • factoring con accredito anticipato, quando il factor accredita l'ammontare dei crediti al momento della presentazione degli stessi, quindi in via anticipata. In questo secondo caso si ha appunto un'operazione di finanziamento eseguita dal factor nei confronti dell'impresa cedente.

Il costo che l'impresa cedente deve sostenere per la fruizione del servizio di factoring è dato dalla somma di:

  • spese di istruttoria, ovvero il rimborso delle spese che la banca deve sostenere per accertare la solvibilità dei clienti ceduti;
  • commissione di factoring, che la banca chiede all'impresa cedente come rimborso per le spese collegate alla gestione dei crediti e, eventualmente, all'assunzione del rischio di insolvenza. Si tratta di una percentuale calcolata sul totale delle fatture cedute che va dallo 0,5% nel caso di factoring con rivalsa fino al 3% nel caso di factoring senza rivalsa;
  • un diritto fisso richiesto a titolo di rimborso spese generale che varia tra 5 € e 15 € per ogni fattura ceduta;
  • le spese di tenuta conto richieste in misura fissa e addebitate ad ogni liquidazione delle competenze alla fine quindi di ogni periodo di capitalizzazione;
  • in caso di accreditamento anticipato, gli interessi che vanno dal momento dell'accreditamento fino alla scadenza del credito.

Il principale svantaggio per l'impresa ceduta in rapporto ad esempio al normale anticipo su fatture è costituito dal costo notevolmente più alto, i principali vantaggi invece sono:

  • l'impresa cedente può impiegare il personale e le risorse che prima impiegava nella funzione di riscossione dei crediti in altre funzioni, visto che con il factoring è il factor che si occupa della gestione e della riscossione dei crediti;
  • l'impresa cedente può valutare la qualità dei suoi clienti sulla base delle informazioni commerciali fornite dal factor che fa le sue indagini per valutare l'affidabilità dei clienti ceduti ed è poi tenuto a comunicare le informazioni raccolte anche all'impresa cedente;
  • non compromette la possibilità di ricorrere ad altri finanziatori e non riduce l'importo di fido disponibile presso la banca che offre il servizio di factoring, mentre invece l'anticipo su fatture è una vera e propria apertura di credito, il che vuol dire che riduce l'ammontare del fido disponibile e rende molto complesso riuscire ad ottenere finanziamenti da altri istituti (l'esistenza di un affidamento presso una banca, costituisce un fattore di grande importanza per un finanziatore che debba decidere se accordare o no un finanziamento ad un'impresa);
  • i corrispettivi pagati al factor sono completamente deducibili fiscalmente.