Sei personaggi in cerca d'autore

Di Redazione Studenti.

Sei personaggi in cerca d'autore: riassunto della trama, tematiche, analisi e descrizione dei personaggi dell'opera teatrale di Luigi Pirandello

SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE

L’opera che ha plasmato in maggior consistenza la dottrina teatrale di Luigi Pirandello è stata Sei personaggi in cerca d’autore, composta nel 1921 circa e rivisitata in modo più approfondito nel 1925. L’opera, le cui tematiche sono state già anticipate in altri scritti, non è suddivisa in atti come i tradizionali drammi, ma è comunque possibile darle una ripartizione in base alle naturali interruzioni che si creano nel susseguirsi delle vicende.

SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE: TRAMA

Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello. M. Wiemann (a sinistra), L. Hoeflich (al centro), F. Kinz (a destra). Messa in scena al Deutsches Theater di Berlino e diretto da Max Reinhardt, 1924
Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello. M. Wiemann (a sinistra), L. Hoeflich (al centro), F. Kinz (a destra). Messa in scena al Deutsches Theater di Berlino e diretto da Max Reinhardt, 1924 — Fonte: getty-images

L’antefatto si caratterizza per l’arrivo di sei personaggi (il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina), i quali irrompendo sul palcoscenico, già popolato dagli Attori (il Capocomico, il primo attore, la prima attrice, la seconda donna, l’attrice giovane e l’attore giovane), illustrano al meglio la loro vicenda per farla inscenare. Il Padre spiega, secondo il suo personale punto di vista, come il tradimento di sua moglie con un altro uomo sia stata la causa della fine della loro storia d’amore. La Madre, nonché la moglie del Padre, fu pertanto privata del Figlio, nato dal matrimonio con il Padre, e successivamente fu privata anche dell’amore del convivente, il quale morendo, lasciò la donna e i tre figli (la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina) da lei avuti. Lo spiacevole evento creò un tale disagio economico da costringere la Madre a lavorare come sarta nella bottega di Madama Pace, la quale nasconde nel retrobottega una casa di appuntamenti. Qui la Figliastra si prostituisce al fine di dare un ausilio economico alla famiglia.

È subito dopo l’antefatto che si colloca la prima interruzione, durante la quale sia i Personaggi che gli Attori abbandonano il palco per collaborare all’abbozzo di una trama scritta (canovaccio) nel tentativo di mettere in scena una commedia da fare. Il questo arco di tempo il palco sarà allestito in modo frivolo.

All’interruzione si sussegue la prima parte della commedia da fare, la cui scena esordisce con un grido di sgomento della Madre che evita l’incesto tra Padre e Figliastra.

La scena è interrotta erroneamente dal macchinista che chiude il sipario, pertanto si riprende direttamente con la seconda parte della commedia da fare.

La storia progredisce con la figura del Padre (maschera del rimorso), il quale impietosito dalle condizioni di miseria della Madre (maschera del dolore) e dello spiacevole evento presentatosi con la Figliastra (maschera della vendetta), decide di accogliere tutta la famiglia nella sua dimora. La narrazione incede ponendo attenzione al silenzio del Figlio (maschera dello sdegno), sinonimo della sua disapprovazione, al continuo affannarsi della Madre nel tentativo di recuperare l’ormai perduto rapporto con il Figlio e al contrastato rapporto tra Padre e Figliastra. Tale situazione si ripercuote nelle due figure più ingenue dell’opera: la Bambina, che muore annegata nella vasca del giardino, e il Giovinetto, che si suicida con un colpo di pistola.

L’opera degrada a tal punto da far intimorire e disorientare gli Attori, che immediatamente fuggono dal palco.

L’intera opera teatrale rilascia e infonde negli spettatori, incluso gli Attori, un senso di malinconia e turbamento, accentuato, a maggior ragione nella parte conclusiva, dalla stridula risata della Figliastra. Tale risata, non implica uno stato d’animo gioioso, ma, secondo una valutazione umoristica ed allegorica, ricalca la derisione nell’esigere, con insistenza, un senso unitario.

IL SIGNIFICATO DI SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE

L’autore tenta invano di giungere ad un significato universale, che sia concorde con tutte le verità dei Personaggi; ma si accorge che questa ardua missione è effettivamente impossibile. La realtà borghese, infatti, è contraddittoria e, l’impossibilità di trovare un senso comune, provoca la fuga dell’autore, la rinuncia alla tragedia e, di conseguenza, il rifiuto dei Personaggi.

LE TEMATICHE NELLE PAROLE DI LUIGI PIRANDELLO

Per tale motivazione, Pirandello, nella Prefazione del 1925, dice di assistere al passaggio dalla tragedia alla commedia, nel momento in cui i Personaggi entrano in conflitto con le loro verità dei fatti, che variano a seconda dei propri sentimenti, valori e ragioni. Il motivo dell’umorismo (come quello del riso) pone in risalto il tema del doppio: contrasto tra realtà e finzione. La prima analizza, approfondisce e sviscera il dramma delle vicende vissute dai singoli Personaggi, mentre la seconda mette a nudo le convenzioni teatrali date dagli Attori. Il carattere conflittuale e inconclusivo della tragedia genera: una nuova struttura formale, dovuta all’impossibilità di limitale l’opera in scene e allo straniamento della finzione teatrale, e una nuova visione del mondo, dominato dall’umorismo, dalla discordia, dalla complessità e dalla relatività.

L'AUTORE: LUIGI PIRANDELLO

Luigi Pirandello è stato, intorno agli anni ’20, impegnato nella stesura di opere teatrali con lo scopo di mettere in scena il dramma borghese, come realtà irrappresentabile. Si ha, per questo, l’impossibilità da parte dell’arte e quindi anche del teatro di trovare un senso comune ed unitario di vita. Pirandello, pertanto, adotta una tecnica teatrale denominata teatro nel teatro, per mostrare l’inconciliabile rapporto tra arte e realtà borghese. Qui gli attori perdono la loro identità diventando spettatori e tutto si amalgama a tal punto da fondere la realtà con la finzione. Tale tecnica, che mette in scena una recita nella recita, era già presente nell’età del Manierismo e del Barocco, ma solo nel teatro novecentesco viene rivisitata da Pirandello con una precisa finalità: mettere in discussione il teatro. Ed è questo che induce Pirandello ad una reale innovazione, consistente nel porre il teatro come finzione scenica e il metateatro come discussione di tale finzione.

LA TRILOGIA PIRANDELLIANA

Questi contenuti sono sviluppati nella famosa trilogia composta da tre opere teatrali denominate rispettivamente: Sei personaggi in cerca d’autore, Ciascuno a suo modo e Questa sera si recita a soggetto. È proprio da questi drammi che si evincono i punti cardine della sua realtà teatrale, nonché l’acquisizione da parte dei personaggi di una piena autonomia, che sfocia nello smascheramento degli artifici teatrali, e porre il teatro come anticipazione della realtà, in una progressiva evoluzione di pensiero che si matura nella stessa connotazione negativa del teatro.