Seconda prova liceo scienze umane maturità 2020: tracce e novità

Di Elisa Chiarlitti.

Tracce seconda prova 2020 Liceo Scienze Umane. La guida su come sarà la traccia del Miur e come si svolge il secondo scritto di maturità

SECONDA PROVA LICEO SCIENZE UMANE MATURITÀ 2020

Le prove dell'esame di maturità che gli studenti devono superare per arrivare al diploma sono tre, due scritte e una orale. La seconda prova di maturità è lo scritto multidisciplinare che dovrebbe verificare competenze e conoscenze degli studenti nell'ambito delle discipline più importanti del loro corso di studio. Le tracce dello scritto di quest'anno saranno multidisciplinari per tutti gli indirizzi di studio che hanno più di una materia caratterizzante. A stabilire materie e struttura delle nuove prove della maturità 2020, in linea con le novità introdotte dalla riforma, è il MIUR, che provvede entro la fine di gennaio a render note le materie oggetto della nuova prova. 

Entrambi gli indirizzi del Liceo Scienze Umane dovranno produrre una trattazione argomentativa e rispondere a qualche quesito di approfondimento.

Il Miur ha inoltre stabilito le griglie di valutazione alle quali le commissioni dovranno fare riferimento in sede di correzione delle prove.

Se sei un maturando del Liceo Scienze Umane saprai bene che, essendo il tuo indirizzo relativamente nuovo, non sono molte le tracce svolte degli anni passati su cui fare affidamento o le simulazioni per esercitarsi. Di seguito troverai le tracce ufficiali e alcuni svolgimenti della seconda prova di scienze umane dal 2015 al 2018:

In questa guida troverai tutto quello che devi sapere riguardo la seconda prova di Maturità 2020 per il Liceo Scienze Umane e potrai allenarti con le prove degli anni precedenti.

  1. Tutto sulla seconda prova del liceo delle Scienze Umane
  2. Liceo scienze umane: la traccia della seconda prova
  3. Liceo scienze umane: tracce per allenarsi per la seconda prova
  4. Liceo scienze umane ad indirizzo economico-sociale: tracce per allenarsi per la seconda prova
Seconda prova 2020: liceo scienze umane
Seconda prova 2020: liceo scienze umane — Fonte: istock

1. MATURITÀ 2020, SECONDA PROVA SCIENZE UMANE: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE

La seconda prova del Liceo delle Scienze Umane è stata, fino all’anno scolastico 2014/2015, una vera e propria incognita. Con la riforma Gelmini infatti a partire dal 2010 i licei sono stati riorganizzati, semplificati e ridotti ad un numero di 6: il liceo classico, il liceo scientifico, il liceo linguistico, il liceo artistico, il liceo musicale e coreutico e il liceo delle scienze umane. Quest’ultimo, in particolare, è andato a sostituire il vecchio liceo socio-psico-pedagogico e presenta due ramificazioni:

  • il normale liceo delle scienze umane;
  • quello ad indirizzo economico-sociale.

Per entrambi il piano di studi si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica, antropologica e storica, ma nella seconda opzione viene valorizzato lo studio delle lingue straniere, delle discipline giuridiche ed economiche.

Ormai il primo approccio ha avuto luogo e possediamo di certo molte più informazioni rispetto al 2015, anche se la confusione resta ancora moltissima. Sei uno studente del Liceo delle Scienze Umane, quest’anno dovrai affrontare la maturità e non hai assolutamente idea di come potrà essere strutturata la seconda prova? Segui la nostra guida!


2. SECONDA PROVA MATURITÀ 2020: TRACCIA LICEO SCIENZE UMANE

Prima di scoprire come sarà strutturata la seconda prova dell’esame di maturità per gli studenti iscritti al Liceo delle Scienze Umane, bisogna fare chiarezza su quali sono le possibili materie caratterizzanti, quelle cioè oggetto di valutazione proprio nel secondo scritto.

  • Liceo delle Scienze Umane: c’è una sola materia caratterizzante, ovvero Scienze Umane (antropologia, pedagogia, psicologia e sociologia).
  • Liceo delle Scienze Umane ad indirizzo economico-sociale: questo indirizzo potrebbe dover affrontare una traccia mista di Scienze Umane (antropologia, pedagogia, psicologia e sociologia) e di Diritto ed Economia Politica.

In entrambi i casi la seconda prova consisterà in una trattazione sintetica: dovrai sviluppare una riflessione sull’argomento proposto dalla traccia, che riguarderà ovviamente un ambito che è stato oggetto di studio nel corso del triennio scolastico. Per aiutarti, insieme alla consegna sarà presente un documento attinente, che dovrai leggere ed analizzare e su cui potrai basarti per esporre la tua riflessione.
Inoltre saranno presenti dei quesiti e dovrai dimostrare tue conoscenze e le tue competenze senza andare fuori tema. La durata totale della prova sarà di 6 ore.

Per quanto riguarda la prova di Scienze Umane, la traccia proposta riguarderà una o più tra le seguenti discipline: antropologia, pedagogia, psicologia e sociologia. Potrai utilizzare il dizionario della lingua italiana, esattamente come nella prima prova.
Nel caso di Diritto ed economia politica, invece, la prova potrà consistere anche, a seconda della scelta del Miur, nell’analisi di casi o situazioni socio-politiche, giuridiche o economiche e sarà consentito l’uso del dizionario italiano, della Costituzione italiana, del Codice Civile e delle leggi complementari (ovviamente senza commento).


3. LICEO SCIENZE UMANE: ALLENARSI PER LA SECONDA PROVA

Ora che hai scoperto come sarà strutturata la seconda prova del liceo delle Scienze Umane, non ti resta che vederne un esempio pratico, che può tornarti utile per farti un’idea più concreta e, perché no, per allenarti. Qui troverai la traccia svolta della seconda prova 2018 di Scienze umane, qui invece il compito svolto dell'indirizzo economico sociale del 2017. Questo, nello specifico, è il testo uscito per la materia Scienze Umane (antropologia, pedagogia, psicologia e sociologia) all’esame di Maturità 2015:

Il candidato, avvalendosi anche delle riflessioni scaturite dalla lettura e dall’analisi del documento sotto riportato, tratti la questione dell’importanza del lavoro all’interno del processo educativo.

«Il Kerschensteiner, come il Rousseau, aveva avuto lo spunto del suo pensiero da un tema bandito da un'accademia tedesca: "In qual modo pensate che si possa educare la gioventù, per il periodo compreso tra la fine delle scuole primarie e gli anni venti?".
Kerschensteiner rispose con molta chiarezza: Insegnando ai giovani la professione. Chi esercita una professione si procaccia i mezzi di sostentamento, ma anche svolge un'attività sociale di vasto effetto politico.
Così Kerschensteiner toglieva il lavoro dalla sua tradizionale condanna ad un grado inferiore. Lavorare aveva significato, per molti, soltanto servire ai bisogni che ce lo impongono. Il nostro pedagogista diceva invece: Trasformiamo il lavoro da una maledizione in una benedizione; togliamolo dalla sua radicale amoralità, e moralizziamolo. Solo così il lavoro diventerà educativo.
Lavoro è qualsiasi attività fatta con coscienza, con preparazione e come un prodotto indispensabile e di valore positivo. Perciò è lavoro quello manuale e quello culturale. Lavora il contadino e lo sperimentatore, il manuale e il filosofo.
[...] Nelle scuole si deve studiare bene, seriamente, ma con gioia, perché a scuola ci si deve stare con gioia. Osservate un bambino, al quale il babbo abbia chiesto aiuto per scaricare un carro di legna; egli lavorerà contento e felice. Osservatelo ora che va alla scuola tradizionale: nessuna gioia sul volto. Eppure egli lavorava volentieri. Rendete la scuola bella come il lavoro, ed avrete la scuola gioiosa.
La scuola deve essere serenamente lieta, e consentire di esplicare un'attività che faccia qualche cosa di visibile e di bello.
[...] Il grande pedagogista tedesco poneva in risalto una disciplina nuova, l'educazione civica.
Egli aveva studiato attentamente l'America, e l'esempio del Dewey lo aveva affascinato: poter trapiantare anche nella Germania lo spirito della democrazia americana! Per essere democratici, ci vuole una lunga educazione [...]»

Il candidato risponda a due dei seguenti quesiti:
1. In che senso il lavoro può diventare educativo?
2. Quali sono gli elementi in comune e quali sono le differenze tra lavoro manuale e lavoro intellettuale?
3. Qual è il contributo della formazione alla cittadinanza nel più generale processo formativo dei giovani?
4. Quale nesso intercorre fra educazione e democrazia?

Vuoi un altro esempio?

4. LICEO SCIENZE UMANE AD INDIRIZZO ECONOMICO-SOCIALE: ALLENARSI PER LA SECONDA PROVA

Per quanto riguarda Diritto ed Economia Politica, la seconda materia caratterizzante dell’opzione economico-sociale del liceo delle Scienze Umane, abbiamo deciso di lasciarti una traccia di simulazione proveniente direttamente dal Miur. Eccola qui di seguito:

Il candidato, rifacendosi al contenuto dei contributi documentali sotto riportati, si soffermi sul ruolo centrale del governo nelle moderne democrazie per effetto della progressiva marginalizzazione del parlamento ed evidenzi come ciò influisca sulle scelte di politica economica.

DOCUMENTO A): “Nelle democrazie liberali la maggioranza e la minoranza si equivalgono, nel senso che sono entrambe tutelate dalla legge e dalla consuetudine. La maggioranza governa, la minoranza controlla. La maggioranza deve poter realizzare il suo programma. La minoranza deve poter ambire a diventare maggioranza. Ma il bilanciamento tra ruolo del governo e ruolo dell’opposizione potrebbe non bastare. Di qui la necessità di pesi e contrappesi per impedire a chi vince le elezioni di fare l’asso pigliatutto, quasi fosse un redivivo monarca feudale.
Il politico e politologo francese, Alexis de Tocqueville (1805-1859), maestro di liberalismo, aveva compreso prima degli altri che un fantasma si sarebbe aggirato dopo la fine dei regimi dispotici e l’avvento della democrazie: la dittatura delle maggioranze parlamentari.
Da qui la necessità di corredare il sistema con organi di garanzia (esempi odierni: la presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale), strutture giurisdizionali (la magistratura), autorità di controllo, sistemi informativi, organismi finanziari neutrali, in grado di fermare sul nascere la possibile tentazione del Moderno Principe di spadroneggiare come l’Antico Principe.
L’America e i sistemi politici anglosassoni sono la palestra del bilanciamento dei poteri. Il presidente degli Stati Uniti è l’uomo più potente del pianeta. Ma anche il Congresso di Washington è l’assemblea più potente del globo”. Giuseppe de Tomaso, su “La Gazzetta del Mezzogiorno.it” del 21 aprile 2011

DOCUMENTO B) “Da sempre, gli uomini avanzano rivendicazioni di libertà individuale, ma anche di appartenenza collettiva. Il bene comune e il bene individuale non vanno però sempre nella stessa direzione. La democrazia, grazie alla sua natura mista, si sforza di preservarli entrambi.
In passato, le cosiddette democrazie popolari – che ho conosciuto da giovane in Bulgaria in nome dell'interesse collettivo - non lasciavano alcuna libertà all'individuo. Oggi le democrazie corrono il rischio contrario, vale a dire la tirannia dell'individuo che, in nome di una libertà assoluta e smisurata, sottomette tutta la vita sociale al dominio di un'economia regolata esclusivamente dalle leggi del mercato. In questa prospettiva, si postula l'assenza di ogni controllo della società e della politica sulle forze individuali dell'economia”. Intervista di Fabio Gambaro a Tzvetan Todorov su “la Repubblica”, 13.9.2012, in “Contro la dittatura del presente. Perché è necessario un discorso sui fini” di G. Zagrebelsky, Ed. Laterza, Roma-Bari, 2014.

Quesiti di approfondimento, da trattarsi in modo sintetico.
1. Le forme di governo repubblicane
2. Quali sono i meccanismi costituzionali che garantiscono l’equilibrio dei poteri dello Stato?
3. Strumenti di politica economica finalizzati a garantire l’uguaglianza
4. Le politiche di redistribuzione del reddito.