"Sbagliando si impara"? No, a scuola chi sbaglia paga

Di Lorenzo Ait.

A scuola si impara a scrivere, leggere, a far di conto a stare seduto, a rimanere in silenzio, ad alzare la mano, a parlare solo se interrogato e a colorare gli spazi rimanendo rigorosamente nei bordi. Se non accetti senza discutere regole che si trovavano lì ben prima del tuo arrivo, subirai punizioni e disonore. Altro che libertà di pensiero e partecipazione!

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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"Nel momento critico, non fai ciò che sai di dover fare, fai ciò che sei allenato a fare"

Questo è ciò che la scuola non capirà mai: nel momento critico sprofondi al livello dell'allenamento, che tu sia allenato o meno, purtroppo. E un allievo dovrebbe passare sempre attraverso tre fasi:

1) fare ciò che gli viene detto

2) fare ciò che sa di dover fare
3) diventare ciò che fa, cioè migliore (grazie a ciò che ha imparato).

Nelle nostre scuole invece:

1. Chi insegna non conosce questo concetto
2. Lo intuisce, ma non sa come metterlo in pratica
3. Lo conosce, sa come metterlo in pratica e lo fa ma dopo i primi fallimenti affida la responsabilità all'esterno (studenti, colleghi, istituto o istituzioni, madre natura, universo, destino, televisione, forze dell'essere, etc.) e rinuncia con la coscienza pulita di chi ha lottato con onore una battaglia che non poteva vincere ed è stato sconfitto ma conserva l'onore delle armi

Alla domanda: Come associare allo studio delle sensazioni piacevoli? La risposta trovata è stata: Puniamo chi non studia e terrorizziamo chi non lo fa maniacalmente con compiti ed interrogazioni a sorpresa! Con il risultato che l'elite premiata dal sistema scolastico sono per lo più "nerds".

La nozione principale che si impara a scuola è "evitare di commettere errori". Questo perché molti professori non sanno in cosa consiste l'apprendimento.

Ricordate il proverbio "sbagliando si impara"? Invece la scuola insegna fin da subito che un errore si paga con un brutto voto e ti insegna a correre il rischio più grande di tutti: non rischiare. I bambini imparano a scrivere, a leggere, a far di conto, tutte cose nobili, certo, ma sapete per imparare questo cos'altro insegnano a quei bambini? Insegnano a stare seduto, a rimanere in silenzio, ad alzare la mano, a parlare solo se interrogato e a colorare gli spazi rimanendo rigorosamente nei bordi; tutte cose apparentemente innocue. Il problema è che poi, tornato a casa, un genitore si preoccupa più di quello che pensa la maestra piuttosto che di quello che suo figlio sta implicitamente imparando per la sua vita.

Un bambino di queste cose se ne accorge: la scuola ha insegnato a tutti noi che c'è un modo giusto ed uno sbagliato di fare le cose, che se non fai quello che tutti si aspettano, se non accetti senza discutere regole che si trovavano lì ben prima del tuo arrivo, subirai punizioni e disonore. Poi ci stupiamo che gli alunni non se la sentano di interagire durante le lezioni.

Più di tutto la scuola ci ha insegnato che "dovere" e "volere" non sono la stessa cosa. E infatti guardatevi intorno: un popolo che preferisce votare controvoglia una classe politica che disprezza perché già convinto fino nel midollo che non valga la pena di lottare per cambiare le cose. Ci hanno indottrinato per bene a stare seduti in silenzio, quando non avevamo difese...

Scusate lo sfogo, questa è e resta una rubrica a-politica...

Buona settimana
Lorenzo