Scuola Gian Maria Volonté: iscrizioni aperte fino al 31 luglio

Di Veronica Adriani.

Se vuoi fare del cinema la tua professione, la scuola Gian Maria Volonté è un vero trampolino di lancio. Il direttore artistico Daniele Vicari spiega perché

SCUOLA GIAN MARIA VOLONTÉ

Aperte fino al 31 luglio le iscrizioni alla scuola di cinema Gian Maria Volonté
Aperte fino al 31 luglio le iscrizioni alla scuola di cinema Gian Maria Volonté — Fonte: istock

Sono state prorogate fino al 31 luglio le iscrizioni alla scuola d'arte cinematografica Gian Maria Volonté, centro di formazione professionale della Regione Lazio che permette ai suoi allievi di frequentare una vera scuola di cinema di durata triennale in modo completamente gratuito, grazie al cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo.

Ogni anno la scuola Volonté accoglie sei allievi per ciascuno degli 11 indirizzi presenti nella scuola (Regia; Organizzazione della produzione; Sceneggiatura; Direzione della fotografia; Scenografia; Costume cinematografico; Ripresa del suono; Montaggio del suono; Montaggio della scena; VFX Design) e 12 allievi per l'area recitazione, l'undicesimo - e richiestissimo - indirizzo.

"La Volonté è una scuola singolare" racconta il Direttore artistico della scuola, il regista Daniele Vicari. "In questi ultimi 10 anni abbiamo trovato un modo per mescolare teoria e pratica in maniera molto dinamica, perché è proprio vero che il cinema è prassi teorica, il cinema è una cosa che si fa". E infatti agli allievi è richiesto di seguire corsi teorici, ma soprattutto tirocini pratici: ciascuno si mette alla prova e, cosa più importante, lo fa in tutte le aree che compongono il mondo del cinema: "Nella nostra scuola le discipline si parlano molto, entro certi margini. Dunque chi fa una cosa sa anche fare tutto il resto". Ragion per cui, nella scelta dell'indirizzo per cui fare domanda, il consiglio è di non fossilizzarsi sulle aree più richieste - in genere recitazione e regia - ma prendere in considerazione anche altro: "La scuola tende a dare la stessa qualità in tutte le discipline", spiega Vicari.

SCUOLA DI CINEMA: REQUISITI E SELEZIONE

Per accedere alla scuola la selezione è piuttosto complessa, anche se i requisiti sono davvero basilari: un'età compresa tra 18 e 28 anni, il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado - primo per Recitazione - e l'iscrizione presso un centro per l'impiego. Il motivo è semplice: "Una scuola come la nostra è una scuola professionale gratuita, concepita per permettere a tutti e tutte senza barriere lo studio del cinema" racconta il direttore artistico. Per questo, "nella scelta degli allievi che frequenteranno la scuola non ci interessa la vastità della loro conoscenza, ma l’attitudine".

Dopo un primo test attitudinale, in cui si dà precedenza ai residenti nella regione Lazio, gli allievi passano a una seconda fase di selezione, che consiste in un colloquio individuale e una prova pratica. I candidati che superano questa selezione vengono ammessi a un laboratorio di osservazione e valutazione, che deciderà chi alla fine potrà frequentare la scuola.

L'età non è assolutamente una discriminante, anzi: "Abbiamo scoperto che spesso i ragazzi che escono da scuola sono più adatti di quelli che escono dall’università" racconta Vicari, "che a volte sono già più settorializzati, più specializzati su una singola disciplina". Ed ecco che entra in gioco quell'attitudine di cui si parlava poco sopra: la capacità di mantenere un occhio critico e curioso su tutte le aree che compongono il mondo del cinema. Anche perché - diciamolo chiaramente - frequentando la scuola può capitare di scoprire un talento o una passione per un'area che all'inizio non si conosceva neppure.

STUDIARE CINEMA ALLA GIAN MARIA VOLONTÉ

Daniele Vicari, regista e direttore artistico della Gian Maria Volonté
Daniele Vicari, regista e direttore artistico della Gian Maria Volonté — Fonte: ansa

Rispetto ad altre scuole di cinema, la didattica della Volonté ha una particolarità: "La scuola prevede un grande lavoro sul set: già dal primo anno stipuliamo convenzioni con produzioni e industrie tecniche che ci permettono ogni anno di mandare più di 90 allievi sui luoghi di lavoro a fare stage organizzati dalla scuola" racconta Vicari. "Così, quando si diplomano, i ragazzi hanno già partecipato alla lavorazione di almeno due film", per prendere parte a un altro lungometraggio alla fine del terzo anno.

Ma non solo: il cinema, racconta Vicari, si fa d'estate. E così, i mesi estivi sono quelli di cui si approfitta per imparare davvero il mestiere. "I corsi finiscono a maggio, dunque tra giugno e agosto - a volte anche parte di settembre - mandiamo i nostri allievi a fare degli stage, che permettono loro di farsi dei contatti". Contatti che non mancano neppure a scuola: "I docenti sono dei professionisti del cinema, dunque i ragazzi già sui banchi hanno rapporti col mondo del lavoro. Le esercitazioni invece le facciamo nei noleggi" spiega Vicari. "Per imparare a montare un dolly, ad esempio, si va presso il noleggio e si sta con l’operatore, che fa vedere come si fa e lo fa provare agli allievi".

LAVORARE DOPO LA SCUOLA GIAN MARIA VOLONTÉ

La scuola Gian Maria Volonté insegna ad affrontare ogni tipo di genere cinematografico, ma in passato ha dato grande rilevanza al cinema sociale e al documentario, che da quest'anno, all'interno dei percorsi di regia e sceneggiatura, entrerà a pieno titolo nella didattica: "L’Italia è uno dei primi paesi al mondo nella produzione di documentari" racconta Vicari. Certo, il mercato mostra una certa sensibilità verso il genere, ma il discorso è un po' più ampio: "Oggi c’è un boom della produzione audiovisiva: i nostri allievi trovano lavoro molto velocemente, specie i reparti più tecnici". Il motivo? "La tv con le nuove serie si è espansa e il settore è in crescita, anche grazie ad alcuni provvedimenti legislativi presi negli ultimi 10-15 anni" racconta Vicari. Il mercato oggi è più ricettivo che mai, e c'è bisogno di nuovi professionisti. "Una ragazza che ha frequentato la scuola è stata chiamata da un importante regista proprio ieri" racconta Vicari. "Abbiamo segnalato il suo nome ed è partita subito dopo aver finito la scuola".

L'importante, se si vuole fare questo mestiere, è ricordarsi una regola aurea: "Nel cinema funziona condividere passioni ed esperienze e fare dei gruppi di lavoro. Non si può essere soli" consiglia Vicari. "Il cinema è un’opera collettiva, l’idea dell’autore solitario è molto romantica, ma irreale". L'esempio più calzante è dato dalle serie TV: "Sono opere collettive realizzate da registi per lo più anonimi, ma scritte da gruppi di persone" spiega Vicari. "I registi cambiano stagione per stagione, a volte ne cambiano anche all’interno di una stessa stagione". Per questo è importante essere formati a un certo tipo di lavoro: "La didattica della Volonté è volta a trasmettere e condividere un metodo di lavoro cooperativo, per stringere rapporti fattivi e fare gruppi di lavoro che funzionano e possono diventare strumenti di lavoro". Un esempio? Baby, la serie di Netflix, è stata scritta da un gruppo di allievi della Volonté che hanno fondato una società che produce format.

Dunque, studiare cinema è ancora una strada valida? Vicari non ha dubbi, e agli aspiranti allievi risponde così: "Studiare cinema è una gran figata, farlo è un immenso privilegio. Bisogna sbattersi molto, ma ne vale la pena"