Scultura romana: riassunto

Di Redazione Studenti.

Scultura romana: sintesi delle caratteristiche. Dagli archi di trionfo all'Ara Pacis, passando per i ritratti e per la simbologia dei ritratti

Scultura romana: sintesi

Scultura romana: sintesi
Scultura romana: sintesi — Fonte: getty-images

La scultura romana era costituita da elementi architettonici di tipo strutturale, come colonne o archi, che venivano poi trasformati in vere e proprie opere d’arte di tipo politico celebrativo. Un esempio noto a tutti può essere l’Arco di trionfo in onore di imperatori e generali che avevano conquistato popoli e territori.  

Gli archi di trionfo

Gli archi di trionfo venivano costruiti nelle strade che conducevano da Roma ai luoghi conquistati in modo che l’esercito, ritornando vittorioso, potesse passarci sotto. Per ricordare l’evento venivano scolpiti sulle pareti e sulla raggiera rilievi in cui sinteticamente ma chiaramente si ricordavano le imprese compiute dal personaggio che si voleva ricordare.

Le caratteristiche

Grazie a questi archi di trionfo era facile imparare la storia di Roma.  Era necessario un linguaggio semplice per far comprendere a tutti la storia. Si può quindi parlare di due tipi arte popolare:

  • Linguaggio popolare: non bada alle proporzioni, alla prospettiva e all’armonia ma cerca di essere immediatamente comprensibile. Pertanto non avendo questo linguaggio le cratteristiche artistiche usuali, può sembrare un linguaggio rozzo e soprattutto anticlassico ma di immediata comprensione.
  • Linguaggio voluto da un potere forte che mira a far entrare tutti i cittadini nel sistema.
    Quando i Romani capiscono che si può far politica con l’arte, ne approfittano e cominciano a riempire Roma e le province con colonne (elementi strutturali) molto grandi su cui era scolpita su tutto il fusto la storia di Roma.

La colonna di Traiano

Dettaglio della Colonna di Traiano
Dettaglio della Colonna di Traiano — Fonte: getty-images

La più antica è la colonna di Traiano che racconta la prima e la seconda campagna di Traiano contro i Daci. E’ presente una Nike (che simboleggia la vittoria). Si nota una grossa differenza rispetto a quella greca: la Nike era alata (questo indicava la provenienza dal cielo e quindi dagli Dei) che si posava sulla nave del popolo vincitore.

Da questo possiamo dire che i Greci erano convinti che il loro benessere o malessere provenisse solamente dagli Dei. Invece presso i romani la Nike non è alata e scrive il nome del vincitore sul suo scudo. Per questo possiamo dire che nel mondo romano l’uomo scrive il suo destino grazie a ciò che fa quindi tutto parte e tutto arriva dagli uomini.

L'Ara Pacis

Ara Pacis
Ara Pacis — Fonte: shutterstock

Quando Augusto diventò imperatore fece costruire l’Ara Pacis. Augusto per celebrare la pace fa costruire un edificio molto grande di forma quadrangolare al quale si accede da una con gradini molto bassi e larghi che danno un ritmo serafico, pomposo e calmo. All’interno dell'Ara Pacis troviamo al centro l’altare dei sacrifici e tutt’intorno un grande sedile dove sedevano le persone più importanti sia della politica sia del sacerdozio. La parte esterna è divisa in due fasce: nella parte inferiore ci sono elementi decorativi di tipo floreale mentre nella parte superiore c’è la storia di Roma raccontata attraverso il mito di Romolo e Remo. Con questo mito si voleva sottolineare come Roma fosse una città combattiva e forte essendo nata da marte (dio della guerra)

Il concetto di prospettiva

Il concetto di prospettiva nella cultura Romana doveva dare il senso della verità e della realtà ma veniva anche usata per dare un significato politico ai personaggi nei ritratti: infatti quelli più in rilievo erano quelli più importanti mentre via via che si procedeva verso l’interno si avevano quelli meno importanti. Si può parlare quindi di prospettiva burocratica. Si può dire inoltre che per riconoscere questi personaggi si scolpivano i volti in modo molto realistico. Perciò il ritratto romano può essere definito simile a quello etrusco per la forma ma anche a quello greco perché si badava anche alla posizione sociale che i personaggi rappresentati avevano.

Scultura a tutto tondo

Un altro esempio di scultura romana è la scultura a tutto tondo. Con Augusto, che doveva essere riconosciuto in tutto l’impero viene fatta una statua che lo doveva rappresentare come l’uomo per eccellenza, cioè l’uomo vero, politico, che conduceva Roma con forza e vigore. Possiamo dire che doveva rappresentare nella figura di Augusto tutti i simboli principali per cui Roma era conosciuta in tutto l’impero.

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