Le conseguenze economico-politiche della Scoperta dell'America

Di Redazione Studenti.

Conseguenze economico-politiche della Scoperta dell'America avvenuta nel 1492 ad opera di Cristoforo Colombo. Spiegazione e riassunto breve

SCOPERTA DELL'AMERICA: CONSEGUENZE

Cristoforo Colombo cambiò per sempre le sorti del Nuovo Mondo con il suo arrivo
Cristoforo Colombo cambiò per sempre le sorti del Nuovo Mondo con il suo arrivo — Fonte: getty-images

Fu proprio Cristoforo Colombo, abile marinaio genovese al servizio dei re di Spagna, a scoprire il cosiddetto Nuovo Mondo il 13 ottobre 1492. Colombo era salpato da Palos, in Spagna, arrivando a quella che credeva l’Asia e che, più tardi, con Amerigo Vespucci (nel 1501-1502) si capì essere un “mondo” nuovo, chiamato appunto America. I motivi che resero possibile questa scoperta furono molti:

  • La crescente richiesta di metalli preziosi e la ricerca di una nuova via commerciale delle spezie;
  • Il desiderio di diffondere il Cristianesimo e la volontà di combattere l’Islam definitivamente;
  • Lo spirito umanistico dell’uomo ad infrangere i confini della vecchia geografia medioevale.

Appena Colombo ritornò in Spagna, nacque un conflitto tra Spagna e Portogallo, che si contendevano i diritti sulle nuove terre scoperte.

Il tutto si risolse con la Bolla Inter Coetera del 1493, e definitivamente col Trattato di Tordesillas del ’94, che fissò una linea immaginaria, la raya, che divideva la zona di dominio spagnolo da quella di dominio portoghese.

Dall’America furono esportati prodotti precedentemente sconosciuti: il mais, la patata, il cacao, il tabacco, il pomodoro, l’arachide, l’ananas e il fagiolo americano.

La scoperta di miniere di metalli preziosi, poi esportati in Europa, portò ad un’abbondanza che provocò la perdita di valore dei metalli stessi e, conseguentemente, la svalutazione monetaria e l’aumento dei prezzi.

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Spagna e Portogallo divennero ben presto tributari dei paesi europei dai quali ricevevano i prodotti manifatturieri e i rifornimenti di viveri di cui necessitavano. Di conseguenza, l’oro e l’argento sbarcati in Portogallo o Spagna rifluivano nelle mani dei loro creditori stranieri (tedeschi, genovesi e fiamminghi).

L’organizzazione dei traffici spagnoli e portoghesi finì per passare nelle mani dei mercanti e dei banconieri stranieri, che divennero i veri beneficiari delle scoperte geografiche e della rivoluzione dei traffici.

Di questa “rivoluzione” si avvantaggiarono i ceti imprenditoriali e manifatturieri dei paesi in via d’industrializzazione, come l’Inghilterra e l’Olanda, che si gettarono in nuove attività commerciali, industriali e speculative, elevando il costo dei loro prodotti e delle loro prestazioni, mentre i ceti nobiliari terrieri videro ridursi gravemente le loro rendite costituite essenzialmente da censi fissi in denaro corrisposti dai coloni per le terre prese in affitto. I più colpiti furono i ceti più deboli, il proletariato delle città e delle campagne a reddito fisso.