Il pessimismo di Schopenhauer

Di Redazione Studenti.

Schopenhauer e il pessimismo: riassunto del pensiero del filosofo, critica all'ottimismo e modi per liberarsi dal dolore della volontà di vivere

SCHOPENHAUER E IL PESSIMISMO

Schopenhauer e il suo pessimismo
Schopenhauer e il suo pessimismo — Fonte: redazione

Schopenhauer aveva una visione del mondo completamente pessimistica e per lui la vita era solo dolore. Se il nostro mondo era un inferno, per il filosofo Schopenhauer la nostra vita era come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia e noi umani siamo destinati all'infelicità per natura, perché vogliamo troppe cose e non potremo mai averle tutte. La storia non ci porta verso il progresso e riusciamo a convivere con gli altri individui solo perché è conveniente. Per Schopenhauer c'è però una via d'uscita dal dolore, composta da tre gradini. 

SCHOPENAUER PENSIERO

Secondo Schopenhauer, nella nostra vita, abbiamo sempre fame o sempre sete: quando soddisfiamo un nostro desiderio, la soddisfazione dura per poco. Siamo schiavi della volontà di vivere, che si esprime attraverso i nostri desideri, attraverso il nostro volere qualcosa. Noi, infatti, vogliamo sempre qualcosa che non abbiamo e che ci manca, ed è qui che entra in gioco il dolore. Quando però otteniamo ciò che volevamo, siamo sì soddisfatti ma subentra la noia. Quando ritornerà a mancarci qualcosa, invece, tornerà la nostra volontà di vivere, il desiderio e quindi il dolore

SCHOPENHAUER E LA CRITICA ALL'OTTIMISMO

Un ottimista potrebbe opporsi e dire che l'uomo è in grado di portare la sua specie al progresso e che è in grado di convivere con gli altri. Ma secondo Schopenhauer la storia è un ripetersi della stessa tragedia, cambiano solo i protagonisti: con questo muove una critica all'ottimismo storico. Ma Schopenhauer critica anche l'ottimismo cosmico: il mondo non è guidato dalla ragione perché è un inferno, ed è regolato dalla legge della giungla. La terza critica di Schopenhauer è quella all'ottimismo sociale: gli uomini non conoscono il bene comune e convivono solo per convenienza. 

La nostra volontà di vivere, i nostri desideri, quando non appagati ci porterebbero al suicidio, e i suicidi - che vorrebbero liberarsi dalla loro volontà di vivere - sono semplicemente schiavi di questa volontà. Per liberarci dalla volontà di vivere, che ci rende schiavi e infelici, secondo Schopenhauer, abbiamo bisogno di tre strumenti:

  • Arte;
  • Compassione;
  • Ascesi.

L'arte è in grado di liberararci perché ci consente di distrarci, e per Schopenhauer l'espressione più alta dell'arte è la musica. La compassione perché, soffrendo insieme, saremmo meno portati a lottare gli uni contro gli altri. E poi l'ascesi: secondo il filosofo dovremmo rinunciare ai desideri: negando la nostra volontà di vivere possiamo raggiungere la pace

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