Lo sbarco in Sicilia e la caduta del Fascismo: storia e cronologia

Lo sbarco in Sicilia e la caduta del Fascismo: storia e cronologia A cura di Bianca Dematteis.

Storia e cronologia dello Sbarco alleato in Sicilia, date e protagonisti degli eventi più importanti dello sbarco alleato nel Sud d'Italia.

1La conferenza di Casablanca

Conferenza di Casablanca, 1943: Henri Giraud, Franklin Delano Roosevelt, Charles de Gaulle e Winston Churchill
Conferenza di Casablanca, 1943: Henri Giraud, Franklin Delano Roosevelt, Charles de Gaulle e Winston Churchill — Fonte: getty-images

Nel gennaio 1943, ebbe luogo in Marocco l’importante conferenza di Casablanca. In questa occasione, le potenze alleate decisero che era necessario attaccare direttamente l’Italia

In questa sede si giunse a una sintesi tra punti di vista estremamente differenti. Per quanto schierati nel medesimo fronte e ormai a più di tre anni dall’inizio del conflitto, l’Unione Sovietica e le forze angloamericane intendevano proseguire la guerra contro le potenze dell’Asse (Italia, Germania, Giappone) concentrando le forze militari su aree diverse. Gli Stati Uniti e l’Inghilterra intendevano prima portare a compimento positivamente il conflitto in Africa e poi spostarsi nell’area dell’Europa meridionale, e dunque in Italia. 

L’Italia rappresentava un fronte strategico per più ragioni: essa era ormai attraversata dai segni di un progressivo scollamento tra popolazione e regime fascista ed era vicina alle coste del Nord Africa dove le forze angloamericane avrebbero poi riportato decisive vittorie. Infine, la crisi militare vissuta dall’esercito italiano rendeva un potenziale sbarco sulle coste italiane una sfida non eccessivamente dispendiosa. 

L’Unione Sovietica, invece, premeva per l’apertura di un altro fronte nelle aree settentrionali dell’Europa. L’obiettivo dell’Unione Sovietica era infatti di ridurre la pressione delle forze naziste contro i suoi territori che, proprio a partire dall’estate del 1942, erano stati attaccati dai nazisti. Le armate del generale nazista Von Paulus si sarebbero arrese a Stalingrado solo il 2 febbraio del 1943, quindi alcune settimane dopo la conferenza di Casablanca.  

In questa sede, venne stabilito di seguire la volontà delle forze alleate. Inghilterra e Stati Uniti ebbero dunque la meglio e al tempo stesso si stabilì che il termine del conflitto sarebbe stato raggiunto solo in base alla resa incondizionata degli avversari, e nello specifico, della Germania. La scelta di aprire un fronte nell’Europa meridionale venne dunque presa in questa conferenza internazionale.

2Il luglio del 1943: lo sbarco degli alleati in Sicilia e la caduta del fascismo

2.1Sbarco in Sicilia: l’operazione Husky

Sbarco in Sicilia, 1943. A Messina un cittadino accoglie con entusiasmo le truppe Alleate
Sbarco in Sicilia, 1943. A Messina un cittadino accoglie con entusiasmo le truppe Alleate — Fonte: getty-images

Lo sbarco in Sicilia degli alleati rappresentò una tappa fondamentale nella storia dell’Italia in guerra e contribuì in maniera decisiva a determinare lo svolgimento degli eventi successivi e le sorti dell’Italia. Il Paese, in guerra ormai dal 10 giugno 1940, versava in pessime condizioni: bombardamenti, miseria, fame, distruzione, oscuramenti, razionamenti del cibo e coprifuoco contrassegnavano la quotidianità degli italiani non impegnati sui fronti in Grecia, in Africa, nei Balcani. 

Lo sbarco delle forze alleate in Sicilia fu reso possibile da una serie di eventi: 

  • nel maggio del 1943, con la conquista della Tunisia, le forze alleate avevano ormai schiacciato le truppe tedesche e italiane in Africa;
  • gli alleati erano giunti nelle isole Pelagie e conquistato Pantelleria l’11 giugno del 1943. L’isola era stata in precedenza pesantemente bombardata.

Ebbe così inizio la campagna d’Italia, operazione bellica che diede inizio alla risalita della Penisola da parte delle truppe alleate.

Tra il 9 e il 10 luglio 1943 avvenne lo sbarco in Sicilia degli alleati. L’area di sbarco era compresa tra Licata e l’Isola della Maddalena. Circa 180mila uomini provenienti dagli eserciti inglese, statunitense e canadese, sbarcarono così sulle coste siciliane. Questa operazione fu straordinaria per l’ingente quantitativo di mezzi mobilitati (aerei e navi da guerra e da trasporto), superata solo dallo sbarco alleato in Normandia che sarebbe avvenuto circa un anno dopo, il 6 giugno 1944. Nell’arco di una decina di giorni, questi soldati riuscirono progressivamente e senza dover fronteggiare una forte e organizzata resistenza a conquistare l’isola. Solo le divisioni Assietta e Livorno riuscirono a distinguersi, ma anche i loro attacchi non riuscirono a bloccare l’avanzata alleata.  

L’esercito italiano andò incontro allo sbandamento, per quanto sostenuto dalle forze tedesche. Il 22 luglio fu conquistata Palermo, medesima sorte toccò a Messina a metà agosto, città fondamentale per aprire da Sud la via verso il continente europeo.   

2.2La caduta del fascismo: il 25 luglio 1943

I segnali di uno scollamento tra Paese e regime era già stati ben visibili a partire dai primi mesi del 1943, quindi ancor prima dello sbarco alleato in Sicilia. Torino e poi le grandi città industriali del Nord Italia, diedero infatti vita, a partire dal marzo 1943, a grandi scioperi. Gli operai e i lavoratori delle fabbriche manifestavano contro il regime, contro la guerra, contro le difficilissime condizioni di vita che erano costretti a subire.

Determinante però per il crollo del fascismo fu la svolta fondamentale e di natura prettamente politica che si verificò nel luglio del 1943. Nella notte tra il 24 e il 25 luglio ebbe luogo una riunione all’interno di una delle istituzioni più importanti del regime fascista, il Gran Consiglio del Fascismo, l’organo direttivo del governo. In questa sede, venne approvato l’ordine del giorno presentato da Dino Grandi. Questo ordine del giorno stabiliva di: 

  • riaffidare al re Vittorio Emanuele III il comando delle forze armate;
  • privare il duce delle funzioni e del ruolo di capo del governo.

Oltre al ministro di giustizia Dino Grandi, tale iniziativa ebbe tra i principali sostenitori Giuseppe Bottai e il genero stesso di Mussolini, il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano.  

Il re Vittorio Emanuele III accettò totalmente ciò che la riunione aveva stabilito e mise subito in atto alcuni provvedimenti. Il re nominò quindi nuovo capo del governo Pietro Badoglio, uno dei più importanti generali dell’esercito italiano, noto per aver concluso nel 1936 l’impresa di Etiopia, evento cardine per la fondazione di quello che fu definito l’impero durante il regime fascista. 

Nel pomeriggio del 25 luglio Mussolini fu poi convocato dal re e a lui rassegnò le sue dimissioni. Il re, a questo punto, richiese l’intervento dei carabinieri per procedere con l’arresto del duce.

2.3L’arresto di Mussolini

Americani a Messina, 24 agosto 1943
Americani a Messina, 24 agosto 1943 — Fonte: getty-images

Dopo l’arresto, Mussolini venne poi condotto sulle montagne del Gran Sasso in Abruzzo, dove restò prigioniero a Campo Imperatore fino a che non fu liberato dai paracadutisti nazisti il successivo 12 settembre 1943. 

Nella notte tra il 25 e il 26 luglio una notizia trasmessa alla radio sconvolse gli italiani: il fascismo era caduto e Mussolini era stato arrestato. Numerose manifestazioni avvennero nel Paese: la popolazione era convinta che, caduto il fascismo, la guerra fosse terminata. 

Gli italiani organizzarono cortei, le sedi del partito nazionale fascista furono prese di mira e gli assalti alle carceri permisero di liberare molti prigionieri politici. I fascisti si diedero alla macchia e non fecero resistenza per opporsi alla fine del regime a cui essi appartenevano. 

Gli eventi dell’estate del 1943 portarono a drastici cambiamenti che trovano nello sbarco degli alleati prima, nella caduta del fascismo e nell’arresto di Mussolini poi, i loro prodromi. In primo luogo, il nuovo capo del governo Badoglio intese subito riaffermare e rendere noto che la guerra sarebbe continuata. Frattanto, ebbero inizio le trattative segrete che avrebbero portato alla firma dell’armistizio tra il governo italiano e gli alleati. Tale importante atto venne firmato a Cassibile, una località nei pressi di Siracusa, il 3 settembre. Le condizioni di quello che in realtà sarebbe stato un atto di resa dell’Italia nei confronti delle potenze inglesi e americane vennero rese pubblicamente note solo alcuni giorni dopo, l’8 settembre

A partire da questa giornata, l’Italia visse fino alla primavera del 1945, dei mesi durissimi, segnati dall’occupazione nazista, dal formarsi del governo fascista della Repubblica Sociale di Salò, dalle deportazioni. 

Solo con la Resistenza e con la progressiva avanzata delle truppe alleate da Sud verso il Nord l’Italia sarebbe poi riuscita a uscire dal conflitto e a essere liberata

3Guarda il video sulla caduta del fascismo

    Domande & Risposte
  • In quale data ci fu lo sbarco alleato in Sicilia?

    Il 9 luglio 1943.

  • Quanti uomini delle forze alleate erano coinvolte nello sbarco in Sicilia?

    Tra inglesi e americani presero parte allo sbarco circa 490 mila uomini.

  • Cos'è la conferenza di Casablanca?

    L'incontro tra i leader delle potenze alleate (U.S.A., Inghilterra e Unione Sovietica) in cui si decise la modalità di prosecuzione della guerra contro le potenze dell'Asse (Italia, Germania e Giappone). In questa occasione si decise di aprire un fronte nell'Europa meridionale.