Samuel Beckett: biografia, pensiero e libri

Samuel Beckett: biografia, pensiero e libri A cura di Teresa Bosica.

Vita, libri e pensiero di Samuel Beckett, scrittore, sceneggiatore e drammaturgo irlandese autore, tra gli altri, dell'opera Aspettando Godot

1Samuel Beckett: vita e opere

Samuel Beckett. Francia, 1997
Samuel Beckett. Francia, 1997 — Fonte: getty-images

Samuel Beckett, considerato una delle personalità più originali del secolo scorso, nacque a Dublino (Irlanda) nel 1906 in una famiglia borghese protestante. Studiò alla Portora Royal School, dove aveva studiato anche Oscar Wilde, e in seguito al Trinity College di Dublino.   

Si laureò in Letterature Moderne (francese e italiano) nel 1928 e, dopo aver insegnato per un breve periodo al Campbell College di Belfast, nel biennio 1928-1930 si trasferì a Parigi, dove ebbe l’incarico di lettore d’inglese presso l’École Normale Supérieure. A Parigi incontrò James Joyce, che aveva raggiunto una certa notorietà come il più importante autore modernista inglese, con cui strinse un’amicizia duratura.   

Nel 1930 ritornò a Dublino per insegnare francese presso il Trinity College, ma dopo appena un anno si dimise per dedicarsi esclusivamente alla sua carriera di scrittore. Nel 1931 fu pubblicato Proust, un saggio critico sullo scrittore francese Marcel Proust. Quando suo padre morì nel 1933, questi gli lasciò una piccola eredità che gli permise di viaggiare in vari paesi europei, andò a Londra, in Francia, in Italia e in Germania e dopo qualche anno decise di trasferirsi stabilmente in Francia.     

Aspettando Godot di Beckett. Performance all'aperto a New Orleans
Aspettando Godot di Beckett. Performance all'aperto a New Orleans — Fonte: getty-images

Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939, gli fu permesso di rimanere in Francia anche quando la Germania invase il nord del paese nel 1940, poiché era un cittadino della Repubblica d’Irlanda che rimase neutrale per tutta la durata del conflitto.    

In seguito Beckett si unì alla Resistenza Francese lavorando come corriere a Parigi, ma in seguito all’arresto di molti suoi amici partigiani, per evitare di essere catturato dalla Gestapo, fuggì con la moglie in una zona non occupata dai nemici e si rifugiò in una fattoria nei pressi di Avignone, dove continuò a dare il suo contributo alla Resistenza Francese nascondendo armi nel retro della sua abitazione.      

L'attore Klaus Maria Brandauer (Krapp) in "Krapp's Last Tape" di Samuel Beckett
L'attore Klaus Maria Brandauer (Krapp) in "Krapp's Last Tape" di Samuel Beckett — Fonte: getty-images

Nel 1945 ritornò in Irlanda per visitare la famiglia, lavorò come volontario per la Croce Rossa Irlandese e fu inviato come interprete in Francia presso un ospedale militare

Alla fine della guerra ritornò a vivere stabilmente a Parigi. Questo fu il periodo più prolifico della sua vita dal punto di vista letterario, infatti, scrisse molte delle sue opere più importanti come la trilogia di romanzi che include Molloy (1951), Malone Dies (Malone Muore, 1952) e The Unnamable (L’Innominabile, 1953) e le opere teatrali Waiting for Godot (Aspettando Godot, 1952), Endgame (Finale di Partita, 1957) e Krapp’s Last Tape (L’Ultimo Nastro di Krapp, 1958). Bisogna notare che Beckett scrisse queste opere prima in francese e le tradusse in inglese in un secondo momento.  

Lo scrittore suscitò grande interesse tra i critici francesi, ma fu soprattutto Aspettando Godot, rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1953 e nel 1955 a Londra, che attrasse l’attenzione non solo della critica specializzata ma anche della stampa popolare, poiché quest’opera rivoluzionò completamente il teatro dell’epoca contribuendo allo sviluppo di un nuovo genere, il teatro dell’assurdo, e influenzando drammaturghi come Harold Pinter.  

Samuel Beckett continuò a scrivere per il teatro, la radio e la televisione, lavorò anche come regista teatrale e nel 1969 ottenne il Premio Nobel per la Letteratura, che non andò a ritirare di persona per evitare di tenere un discorso pubblico alla cerimonia della premiazione. Morì a Parigi nel 1989.   

2Samuel Beckett e il teatro dell’assurdo

Dopo la seconda guerra mondiale, le nuove generazioni di scrittori criticarono duramente le generazioni precedenti che consideravano responsabili della difficile situazione in cui il mondo si trovava. In questo periodo molti artisti espressero insoddisfazione e rabbia attraverso le loro opere e anche il teatro diventò il veicolo attraverso cui esprimere un atteggiamento di critica e di protesta verso la società del tempo. 

Il teatro dell’assurdo ebbe un grande sviluppo negli anni del dopoguerra e raggiunse il culmine proprio negli anni ’60 del XX secolo. Il termine teatro dell’assurdo fu coniato negli anni ’50 dallo scrittore e drammaturgo ungherese Martin Esslin (1918- 2002) per fare riferimento a un gruppo di autori teatrali europei e americani tra cui Samuel Beckett, Harold Pinter ed Eugène Ionesco, che condividevano l’idea di Albert Camus che la vita è assurda e priva di significato. 

Gli autori di questo genere usarono tecniche stilistiche e letterarie per esprimere la mancanza di significato e comunicazione della vita moderna, per esempio abbandonarono ogni costruzione logica e razionale, il linguaggio usato era frammentato, ricco di pause e silenzi, le trame, prive di logica e senza una conclusione, erano molto lontane da quelle del teatro tradizionale, i personaggi erano spesso uomini solitari incapaci di comunicare e stabilire relazioni col prossimo. 

3Aspettando Godot di Samuel Beckett: trama

Roger Blin, attore e regista, e Jean Martin in "Aspettando Godot" di Samuel Beckett. Parigi, teatro di Babilonia, gennaio 1953
Roger Blin, attore e regista, e Jean Martin in "Aspettando Godot" di Samuel Beckett. Parigi, teatro di Babilonia, gennaio 1953 — Fonte: getty-images

Aspettando Godot è una tragicommedia in due atti, composta nel 1952 in francese col titolo En Attendant Godot, e rappresentata in Francia per la prima volta nel 1953, fu tradotta in inglese da Beckett nel 1954 col titolo Waiting for Godot

Due vagabondi, Vladimir (Didi) ed Estragon (Gogo), aspettano un personaggio misterioso che chiamano Godot. I due si trovano su una solitaria strada di campagna accanto a un albero spoglio. I due discutono e litigano sul tempo e il luogo, dove hanno appuntamento con Godot, che sembra essere la loro unica speranza per fuggire dalla situazione in cui vivono, ma non sanno a che ora o in che giorno verrà, non sono neanche sicuri che quello sia il posto giusto. All’inizio passano il tempo discutendo della loro condizione e delle loro possibilità di salvezza, contemplano anche il suicidio e spesso la loro conversazione è frammentata da silenzi perché i due si perdono nei loro pensieri e nei loro ricordi. 

A un certo punto arrivano altri due personaggi, Pozzo e il suo servo Lucky. Pozzo sostiene di essere il proprietario del terreno dove Vladimir ed Estragon stanno aspettando, tratta Lucky in modo crudele e lo tiene al guinzaglio con una corda

Dopo la partenza di Pozzo e Lucky, arriva un ragazzo con un messaggio che dice che Godot arriverà il giorno successivo. Vladimir ed Estragon restano di nuovo soli. 

Il secondo atto ripete la stessa struttura del primo atto, Pozzo e Lucky fanno una rapida apparizione, ma questa volta Pozzo è cieco e non ricorda nulla del loro precedente incontro. Ritorna anche il ragazzo con il solito messaggio che Godot verrà il giorno successivo, ma anche lui dice di non conoscere Vladimir ed Estragon, i quali, ancora una volta, contemplano il suicidio. Infine decidono di andar via, ma non si muovono e restano sulla strada di campagna, dove li abbiamo incontrati per la prima volta. 

3.1Aspettando Godot di Samuel Beckett: personaggi, temi e caratteristiche

Aaron Monaghan e Marty Rea in "Aspettando Godot" al Lyceum Theatre, 3 agosto 2018 a Edimburgo, Scozia
Aaron Monaghan e Marty Rea in "Aspettando Godot" al Lyceum Theatre, 3 agosto 2018 a Edimburgo, Scozia — Fonte: getty-images

Aspettando Godot ha rivoluzionato il mondo del teatro e ha reso Samuel Beckett un autore famoso a livello mondiale. Lo stesso Beckett sottotitola l’opera “una tragicommedia in due atti”, infatti, è una tragicommedia perché comprende sia elementi comici sia tragici.  

È una tragedia perché è pervasa dall’idea che la vita non è altro che un’attesa vana e infinita, in cui tutte le azioni non hanno significato e non conducono a nulla di concreto. Ciò che invece rende l’opera una commedia sono le gag e le conversazioni tra i personaggi e il modo in cui cercano di passare il tempo nell’attesa.  

Il tempo è uno dei temi principali di Aspettando Godot, sembra che i protagonisti siano intrappolati nel presente e che non ci sia né passato né futuro. La loro esistenza si svolge in un presente infinito, caratterizzato dalla continua e ossessiva ripetizione delle loro azioni che risultano essere prive di significato. Piuttosto che seguire una trama lineare nel senso tradizionale del termine, Beckett si basa sulla ripetizione di azioni, parole e cliché.  

Il romanziere, drammaturgo, poeta e sceneggiatore Samuel Beckett sul set di "Film" del 1964, un film interpretato da Buster Keaton a New York City
Il romanziere, drammaturgo, poeta e sceneggiatore Samuel Beckett sul set di "Film" del 1964, un film interpretato da Buster Keaton a New York City — Fonte: getty-images

La struttura del secondo atto è simmetrica a quella del primo atto, infatti, ritornano Pozzo e Lucky e anche il ragazzo che reca lo stesso messaggio di Godot ancora una volta. Il pubblico quindi assiste a degli eventi che sono già accaduti e che forse accadranno ancora ripetutamente, anche l’arrivo di Godot sarà rinviato all’infinito.  

A tutto ciò si aggiunge che, fatta eccezione per Vladimir ed Estragon, gli altri personaggi non ricordano di aver mai incontrato i due vagabondi. Non c’è quindi una vera trama e anche i due protagonisti non hanno una personalità definita o memoria del loro passato, hanno bisogno l’uno dell’altro per essere consapevoli di esistere, ciò è evidente dalla loro paura che il compagno possa morire o andare via.   

Un’altra caratteristica importante è l’uso di un linguaggio apparentemente semplice, in cui però le parole spesso hanno un doppio senso, mantengono il loro significato letterale, ma allo stesso tempo fanno riferimento a concetti filosofici e metafisici. I protagonisti usano termini semplici e complessi, frasi note, ripetizioni e silenzi nel tentativo di comunicare ed esprimere idee, ma l’impressione che si riceve è di ascoltare una lingua frammentata completamente priva di significato.  

3.2Chi è Godot?

Una delle domande che i critici si sono sempre posti è chi è veramente Godot. Quando un critico ha posto questa domanda a Samuel Beckett, lo scrittore ha risposto: “Non chiedetemi chi sia Godot, se lo sapessi ve l'avrei detto”. Ciò che importa non è l’identità di questa figura misteriosa, ma l’attesa dei due protagonisti nel corso dell’opera. 

Qualcuno ha suggerito che Godot si riferisca a Dio, che l’uomo aspetta perché venga a salvarlo e a dare significato alla sua vita, ma lo stesso Beckett rifiutò questa interpretazione

Godot può essere una persona oppure un evento, qualcosa che aspettiamo e che speriamo possa cambiare la nostra vita e che invece non arriverà mai. Vladimir ed Estragon lo aspettano e a volte si lamentano perché si sentono abbandonati, desiderano il suo arrivo ma lo temono allo stesso tempo, perché l’arrivo di Godot potrebbe coincidere con la “fine” di qualcosa.