Prima prova Maturità 2015: la riflessione per una traccia su riforme, ecoreati, reato di tortura e responsabilità delle toghe

Di Elisa Chiarlitti.

Per la prima prova, il Miur potrebbe scegliere una traccia su importanti riforme in corso sulle quali far riflettere i maturandi. Ecco qui di seguito elencate e spiegate in un approfondimento dell’Adnkronos, le riforme nell’agenda di governo e Parlamento

SPECIALE MATURITA' 2018

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PRIMA PROVA MATURITA' 2015: TUTTO SUGLI ECOREATI, RESPONSABILITA' TOGHE E TORTURA - Non solo scuola, Pubblica amministrazione e istituzioni nell'agenda riformatrice di governo e Parlamento. Anche nel campo della giustizia si registrano modifiche legislative di rilievo, come dimostrano l'introduzione dei reati di tortura e quelli ambientali, insieme alla responsabilità civile dei magistrati, approvata in via definitiva. Vediamo quali sono i punti-chiave di queste tre importanti riforme.

 

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REATI CONTRO L’AMBIENTE - Il provvedimento approvato dalla Camera, che ora tornerà al Senato, introduce cinque reati: dal disastro ambientale (da 5 a 15 anni di carcere) all'inquinamento ambientale (da 2 a 6 anni e una multa da 10mila e 100mila euro). Stessa pena detentiva per chi incorre nel reato di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività.

 

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RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MAGISTRATI -  Resta fermo il principio per cui è lo Stato che risarcisce direttamente i danni della 'malagiustizia' potendo solo in seconda battuta rifarsi sul magistrato. Il cittadino che ha patito un danno ingiusto, in altri termini, potrà esercitare l'azione risarcitoria esclusivamente nei confronti dello Stato. L'azione di rivalsa dello Stato diventa obbligatoria. Il risarcimento al magistrato dovrà essere chiesto entro due anni dalla sentenza di condanna. Quanto all'entità, cresce la soglia attualmente fissata a un terzo: il magistrato risponderà ora con lo stipendio netto annuo fino alla metà. Se vi è dolo, l'azione risarcitoria è però totale.

 

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REATO DI TORTURA - Il nuovo reato introdotto nel codice penale punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenza o minacce, o violando gli obblighi di protezione cura o assistenza, procuri intenzionalmente sofferenze fisiche o psichiche per ottenere dichiarazioni o informazioni o infliggere una punizione o vincere una resistenza o per motivi di appartenenza etnica, orientamento sessuale, opinioni politiche e religiose. La sofferenza dovrà però essere "acuta" e comunque "ulteriore rispetto a quella che deriva dalla semplice detenzione o altre legittime misure limitative dei diritti". Specifiche aggravanti scattano in caso di lesioni o morte. Se a torturare è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, con abuso dei poteri o in violazione dei suoi doveri, la pena è aggravata da 5 a 15 anni. Salgono a 20 anni i termini di prescrizione.

 

L'infografica dell'Adnkronos su cosa prevedono le nuove riforme sugli ecoreati, responsabilità toghe e tortura: