Saggio breve artistico letterario prima prova 2018 svolto sui volti della solitudine

Di Maria Carola Pisano.

Saggio breve d'ambito artistico letterario prima prova maturità 2018 svolto: traccia sui volti della solitudine

SAGGIO BREVE SVOLTO PRIMA PROVA 2018

Saggio breve artistico letterario prima prova maturità 2018 svolto: i volti della solitudine
Saggio breve artistico letterario prima prova maturità 2018 svolto: i volti della solitudine — Fonte: istock

Una delle tracce della prima prova maturità 2018 che gli studenti hanno affrontato mercoledì 20 giugno, c'è la tipologia B (saggio breve o artistico di giornale) d'ambito artistico letterario. La traccia chiedeva agli studenti di affrontare il tema dei volti della solitudine e tra i documenti proprosti dal Miur si trovano opere del pittore americano Edward Hopper, di Giorgio Fattori e di Edvard Munch.

TEMA AMBITO ARTISTICO LETTERARIO MATURITA' 2018

Tra gli altri documenti proposti troviamo uno stralcio di La vita solitaria di Francesco Petrarca, uno stralcio di Uno, nessuno e centomila e la poesia di Salvatore Quasimodo Ed è subito sera. Ecco uno svolgimento possibile del saggio breve artistico letterario prima prova 2018 sui volti della solitudine. 

Il tema della solitudine è indubbiamente una delle questioni maggiormente affrontate da artisti e letterati. Presente in letteratura fin dal Medioevo e in arte soprattutto a partire dall'Ottocento diventando poi una delle tematiche centrali della pittura del XX secolo, la solitudine è descritta ed analizzata da autori ed artisti in maniera diversificata. Essi ne narrano, difatti, i suoi differenti volti raccontandone di fatto le sue multiformi recezioni. Invero, non sempre la solitudine è caratterizzata da un'accezione negativa anzi spesso si configura, specialmente in letteratura, come una prerogativa dell'autore o dell'artista grazie alla quale egli è ispirato nell'atto della creazione stessa.

Francesco Petrarca nel suo trattato filosofico De vita solitaria suppone come condizione ideale per la vita del letterato proprio la presenza della solitudine. Quest'ultima, difatti, è capace di donare all'autore una pace profonda ed un'immensa tranquillità tali che, alla fine, la sua presenza viene definita come una conditio sine qua non per l'esercizio letterario. L'autore elogia il piacere della libertà dato dalla solitudine e inteso come : <<vivere come vuoi, andare dove vuoi, stare dove vuoi [...] in ogni stagione essere padrone di te, e, dovunque ti trovi, vivere con te stesso, lontano dai mali, lontano dall'esempio dei cattivi>>; di contro però, secondo Petrarca, solamente chi ha sperimentato tale condizione equivalente a stare in un posto di vedetta, osservando ai tuoi piedi le vicende e gli affanni degli uomini, ne comprenderà la straordinaria forza.

L'uomo alienato dalla solitudine, estraneo e distaccato da un mondo ove sembra regnare un assordante silenzio, è invece quello descritto dal pittore realista americano Edward Hopper. I suoi scorci urbani, le sue autostrade con le stazioni di benzina, le sue tavole calde sono descritti come luoghi solitari e deserti dei quali l'uomo è solo una presenza spettrale. Nell'opera Automat (1927), ad esempio, è possibile osservare una donna, probabilmente appartenente alla più distinta borghesia americana, mentre, solitaria, sorseggia una tazza di caffé. La donna è alienata, persa nei suoi pensieri all'interno di un bar o una tavola calda dove sembra esserci solo lei. Sullo sfondo, un vetro nel quale si riflettono le luci dell'interno del locale ma non la sagoma della donna. Il senso di solitudine che emerge è dunque drammatico, tanto che il soggetto non sembra più un essere umano ma solamente una tragica presenza estraniata e alienata dal mondo circostante.

Sull'onda della tendenza Romantica sembra invece situarsi la solitudine dipinta dal macchiaiolo Giovanni Fattori in Tramonto sul mare (1894-1900), un'opera dai contorni fortemente evocativi di una pittura in relazione al rapporto uomo-natura. Un impasto cromatico di gialli, rossi e bianchi va a definire un suggestivo tramonto che accompagna la visione del mare.  La solitudine dell'uomo, rappresentato  di spalle mentre osserva il mare durante il crepuscolo, è di tipo contemplativo-riflessivo e sembra in realtà essere solo apparente: è la natura, infatti, la più straordinaria compagnia dell'animo umano.

Alla luce di queste considerazioni, è possibile dunque affermare che la solitudine è stata narrata e definita nelle sue più svariate sfaccettature. Da una parte, come indispensabile per l'artista o il letterato, dall'altra - e questo accade in particolar modo nel Novecento- come una condizione desolante dalla quale non è possibile uscire.

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