Rustico e Alibech, novella del Decameron | Video

Di Maria Carola Pisano.

Rustico e Alibech, novella del Decameron: guarda il video a cura di Chiara Famooss su una delle novelle più piccanti di tutta l'opera

RUSTICO E ALIBECH

Rustico e Alibech, la novella del Decameron spiegata da Chiara Famooss
Rustico e Alibech, la novella del Decameron spiegata da Chiara Famooss — Fonte: redazione

Sesso e castità sono gli argomenti di Rustico e Alibech, novella del Decameron di Boccaccio che ha per protagonista la bella e ingenua Alibech e il “romito”, cioè l’eremita, che si mette alla prova appunto tra sesso e castità. Neifile è la regina della Terza giornata e propone come tema della giornata l’industria, cioè il genio e l’intelligenza, necessaria per raggiungere i propri scopi. Quasi tutte le novelle di questa giornata ruotano intorno al tema del sesso in contrapposizione quindi ai principi morali della Chiesa.

La protagonista della novella è Alibech, bellissima figlia di un mercante. Presa da un impeto mistico, chiede quale sia il modo migliore per servire Dio seguendo la fede cristiana. Le viene risposto che gli eremiti del deserto della Tebaide rappresentano, da questo punto di vista, l’esempio da imitare. Alibech viene rifiutata dagli eremiti ma alla fine è accolta dal monaco Rustico, che vuole mettere alla prova le sue convinzioni.

Ma Rustico non riesce a resistere e finisce per sedurre la giovane, usando uno stratagemma linguistico: le dice che non c’è miglior modo di servire Dio che rimettere il diavolo in Inferno (fai bene attenzione a queste parole perché ci torneremo!) alludendo esplicitamente all’atto sessuale, approfittando della totale ingenuità della ragazza. La ragazza però comincia a pretendere sempre di più dal monaco che non può soddisfare le richieste poiché è ormai anziano.

A questo punto alcuni avvenimenti imprevisti modificano la vicenda di Alibech. L’intera famiglia di Alibech perisce in un incendio così che Alibech diventa erede universale dei beni familiari. Il giovane Neerbale, un suo concittadino ormai caduto in rovina, cerca Alibech per sposarla per interesse, la trova, la rapisce e la riporta in città. Tornata in città, la ragazza si confida con un gruppo di donne che la consolano, dicendo che anche lì c’è modo di servire Dio.

Questa è la decima novella della terza giornata ed è narrata da Dioneo, il più sboccato e dissacrante dei narratori del Decameron. In questa novella l’erotismo, messo in relazione con il sacro, è considerato come una sorta di rito religioso, necessario al vivere bene.

I TEMI DI RUSTICO E ALIBECH

Il sesso è rappresentato sotto diverse forme: c’è l’eros libero di Alibech, mentre il sesso appesantito dal moralismo, vissuto come senso di colpa, del Frate Rustico. C’è poi il sesso sottomesso ad altri interessi di Neerbale, che rappresenta un’ulteriore repressione alla libertà di questo atto.

La stessa metafora del rimettere il diavolo in Inferno è, a questo proposito, molto eloquente: deve trasformare un atto impuro – come a suo modo di vedere l’atto sessuale – in atto puro – cioè scacciare via il diavolo. Se per Alibech la fisicità è il piacere più grande per lo spirito, per Rustico è un peccato. Ma Neerbale vive la sessualità ancora diversamente, poiché la utilizza per interesse.

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