Rosa Parks: storia, biografia e pensiero

Rosa Parks: storia, biografia e pensiero A cura di Federico Goddi.

Biografia, storia e pensiero di Rosa Parks, simbolo del movimento per i diritti civili in U.S.A.

1Rosa Parks e la forza di un gesto

Rosa Parks, 17 gennaio 1994
Rosa Parks, 17 gennaio 1994 — Fonte: getty-images

Rosa Parks era una donna afroamericana di Montgomery, capitale dell’Alabama. Lo scenario della nostra storia è quindi il profondo sud degli Stati Uniti d’America, dove le leggi imponevano la segregazione razziale nei luoghi pubblici, compresi gli autobus.  

Il primo dicembre del 1955, Rosa Parks salì su un mezzo pubblico che l’avrebbe riportata a casa dopo una giornata di lavoro presso il grande magazzino della Montgomery Fair. Dopo aver pagato il biglietto, Rosa prese posto di fronte alla zona riservata ai neri, a metà del bus, affiancata da altri tre passeggeri di colore. Alla fermata successiva, alcuni passeggeri bianchi occuparono i posti di fronte, ma uno dei bianchi rimase in piedi; fu a quel punto che l’autista intimò ai neri di cedere il posto: tutti obbedirono tranne Rosa. A quel punto, il guidatore del mezzo chiamò la polizia che arrestò la donna che, a differenza di quanto è scritto con molta imprecisione in alcuni libri di testo, non era un’anziana donna, ma aveva solo 42 anni e proveniva da una famiglia con una grande tradizione di attivismo per i diritti civili.  

Rosa Parks in autobus a Montgomery
Rosa Parks in autobus a Montgomery — Fonte: getty-images

È evidente che il suo gesto non fosse estemporaneo, ma frutto di una militanza politica convinta, che spesso l’aveva portata a denunciare la segregazione nei bus. Quel gesto ebbe ricadute politiche enormi, forse impreviste dalla stessa Parks. Era stata accesa la miccia del boicottaggio ad opera della comunità nera di Montgomery. Non da ultimo, la Parks ebbe la trovata geniale di normalizzare l’accaduto con lo scopo – riuscito perfettamente – di amplificare gli effetti dell’evento: “Non sono salita – disse Rosa – su un bus per essere arrestata. Sono salita sull’autobus per andare a casa”.  

2L’attivismo di Rosa Parks

Nata nel piccolo centro di Tuskegee in Alabama nel 1913, Rosa Parks era simpatizzante dell’Associazione Universale per il Miglioramento dei Neri di Marcus Garvey, e la sua famiglia d’origine era parte attiva della Chiesa Metodista Episcopale Africana. Quest’ultima istituzione era un’organizzazione che spesso si era esposta per protestare contro la segregazione: nel 1900, ad esempio, i pastori neri avevano sollecitato le loro assemblee a boicottare il sistema tramviario della città per protestare contro la segregazione a bordo dei mezzi pubblici. 

La sensibilizzazione di Rosa ai temi legati al razzismo avvenne sin dalla tenera età, come ella stessa ricorda: “parlavamo del fatto che se gli uomini del Klan avessero minacciato di fare irruzione in casa nostra, saremmo andati a letto vestiti per essere pronti a scappare fuori in caso di pericolo”. 

Dal 1931 Rosa visse con Raymond Parks, suo marito, che era un uomo di carnagione bianca. Anche l’uomo era un militante per i diritti civili, più precisamente della sezione di Montgomery dell’Associazione nazionale per il Progresso della Gente di Colore (NAACP), la più vecchia e prestigiosa organizzazione dei neri d’America. 

Martin Luther King e Rosa Parks
Martin Luther King e Rosa Parks — Fonte: getty-images

Nel 1941 avvenne una delle svolte della vita di Rosa, visto che fu assunta alla base militare di Maxwell Field, grazie ai provvedimenti d’integrazione all’interno delle basi militari, voluti dal presidente Franklin D. Roosevelt. La stessa Rosa ricordò: “Si potrebbe dire che Maxwell mi abbia aperto gli occhi. […] Potevo salire su un tram integrato all’interno della base, ma quando ne uscivo dovevo tornare a casa su autobus in cui vigeva la segregazione”. 

Sempre in quei mesi, la Parks divenne segretario della NACCP di Montgomery, spendendosi, nell’agosto del 1955, nell’organizzazione dell’incontro con Martin Luther King in cui il leader parlò della sentenza Brown emanata nel 1954 dalla Suprema Corte contro la segregazione nelle scuole. Era presente anche la Parks che commentò: “Non si può immaginare la felicità senza un accordo tra i neri e i bianchi. È un momento di grandi speranze”. 

Tra 1954 e 1955, la Parks lavorò per la coppia bianca Clifford e Virginia Durr che presentò Rosa alla Highlander Folk School, che divenne in quel biennio un vero e proprio centro studi per i diritti dei neri. 

Marce da Selma a Montgomery. I manifestanti arrivano a Montgomery. In avanti a destra: Martin Luther King e Bernard Lee
Marce da Selma a Montgomery. I manifestanti arrivano a Montgomery. In avanti a destra: Martin Luther King e Bernard Lee — Fonte: getty-images

Nel 1955 la tensione a Montgomery era altissima a causa di un omicidio di un nero che aveva disobbedito ad alcuni autisti di un bus e nell’ottobre dello stesso anno un diciottenne era stato imprigionato per non aver ceduto il posto a sedere ad una donna bianca. Si aspettava quindi un pretesto in un’atmosfera già carica di tensioni sociali. In particolare, le associazioni per i diritti civili speravano in un massiccio supporto delle donne nere di Montgomery, che chiaramente non possedevano un’automobile, rappresentando l’utenza principale dei mezzi pubblici. 

La comunità nera era pronta ad un’azione collettiva, ed è certo erroneo parlare di un’azione spontanea di Rosa, che certamente aveva da tempo pianificato il boicottaggio. Un’attivista con la sua formazione non poteva certo alzarsi davanti alla richiesta di un’autista esplicitamente razzista. Quanto alla Parks, ella fu giudicata colpevole per aver infranto le leggi segregazioniste e condannata da un tribunale: la comunità nera rispose col boicottaggio ad oltranza, sino a quando le autorità non avessero mutato le disposizioni

3Rosa Parks, dalla storia al mito

Quel boicottaggio durerà un anno, fino a quando le pressioni economiche ad opera della municipalità ristabilirono i trasporti garantiti dagli autobus. Per quanto riguarda la posizione della Parks, quel boicottaggio le costò il posto di lavoro presso la Montgomery Fair, mentre Raymond, il compagno, preferì mollare l’impiego nell’aeronautica a causa delle minacce di licenziamento divenute costanti. I Parks subirono un accerchiamento sotto molteplici punti di vista: il padrone di casa aumentò l’affitto ed i coniugi ricevettero continue minacce di morte. 

L'arresto di Rosa Parks
L'arresto di Rosa Parks — Fonte: getty-images

Vista l’impossibilità di trovare un impiego, i Parks si trasferirono a Detroit, ma Rosa continuò a seguire l’attivismo dei luoghi d’origine, continuando a partecipare ai raduni. La popolarità della Parks non accennava a diminuire e la sua condizione d’icona è testimoniata dall’incontro con Nelson Mandela avvenuto a Detroit nel 1975, suggellato da un lungo e silenzioso abbraccio tra i due. 

La storia dell’attivismo non sarebbe la stessa senza il celebre arresto della Parks, unito a qualche combinazione fortuita: l’arresto della signora Parks ben si legò al successivo boicottaggio promosso da Martin Luther King. L’attività delle chiese nere aveva inoltre una lunga attività di boicottaggio a Baton Rouge, e Rosa Parks era stata molto sensibile ai sermoni sui diritti civili.   

Da tempo, la NAACP aveva sensibilizzato l’opinione pubblica sulla condizione dei neri, contando numerose vittorie a difesa di molti neri accusati di finanziare la causa del boicottaggio dei bus di Montgomery. Senza dimenticare che esistevano molte associazioni, come l’Higlander Folk School che furono stimolate dall’azione di Rosa Parks.   

In sostanza, è evidente che il boicottaggio affondava in pratiche ben radicate di conflittualità sociale, come più volte ricordato da Rosa: “Trovo che se sto pensando troppo ai miei problemi, e al fatto che a volte le cose non sono come desidero che siano, non faccio alcun progresso. Ma se mi guardo attorno e vedo cosa posso fare, e lo faccio, io progredisco”. 

Ella Baker, rappresentante della NAACP, 18 settembre 1941
Ella Baker, rappresentante della NAACP, 18 settembre 1941 — Fonte: getty-images

In un profilo su Rosa Parks è doveroso citare l’esperienza di due donne che lottarono per i diritti civili: Ella Baker (1903-1986) e Fannie Lou Hamer (1917-1977). La prima fu un’organizzatrice sempre attiva in grandi eventi, con una carriera che ha attraversato cinquant’anni. Lottò al fianco di molti tra i più famosi leader per i diritti civili del Novecento, tra cui W.E.B. Du Bois, Thurgood Marshall, A. Philip Randolph e Martin Luther King. Fu anche una guida per molti attivisti in erba come Diane Nash, Stokely Carmichael, Bob Moses e la stessa Parks. La Baker lottava per una democrazia radicale e per la sua militanza è stata definita “una dei più importanti leader afroamericani del XX secolo e la donna più influente nel movimento per i diritti civili”. 

Lou Hamer era una attivista per i diritti delle donne, un’anima per la comunità nera oltreché leader nel movimento per i diritti civili. Fu cofondatrice e vicepresidente del Partito democratico per la libertà, di cui rappresentò gli interesse alla Convenzione nazionale democratica del 1964. 

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