Romanzo epistolare: significato e caratteristiche

Romanzo epistolare: significato e caratteristiche A cura di Antonello Ruberto.

Storia e caratteristiche del romanzo epistolare, una tipologia di romanzo tipica del Romanticismo che ha ne I dolori del giovane Werther di Goethe e nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo la sua massima espressione

1Cos'è il romanzo epistolare: definizione

Giulia, o la nuova Eloisa di Rousseau
Giulia, o la nuova Eloisa di Rousseau — Fonte: getty-images

La caratteristica principale del romanzo epistolare consiste nel fatto che in esso lo svolgimento della storia si rivela al lettore attraverso le lettere che i suoi protagonisti si scambiano. La lettera, come strumento, è personale e privato, ed il suo utilizzo in ambito romanzesco permette allo scrittore di soffermarsi nella descrizione dei vari particolari della narrazione, come l’ambientazione per fare un esempio, ma soprattutto gli consente di fare un ritratto accurato dei personaggi, del loro aspetto emotivo, dei diversi propositi che li animano o, attribuendo loro stili di scrittura differenti, del loro status sociale o del livello culturale. 

Spesso, nella sua forma definitiva, il romanzo epistolare presenta una forma narrativa ibrida: le lettere possono essere talvolta interrotte dall’autore che interviene direttamente per collegare tra di loro parti della narrazione che possono apparire distanti o poco chiari, oppure alle lettere si inframezzano pagine di diario scritte dagli stessi personaggi: una modalità narrativa diversa, ma che consente comunque, e forse in misura anche maggiore, di far emergere gli aspetti più nascosti del carattere dei personaggi. 

1.1Come nasce il romanzo epistolare

Heroides di Ovidio. Prima Epistola: Lettera da Penelope a Ulisse
Heroides di Ovidio. Prima Epistola: Lettera da Penelope a Ulisse — Fonte: getty-images

Fin dall’antichità la lettera è stata uno strumento letterario versatile che si prestava ad essere impiegata per i fini più diversi. Esempi sono le Heroides di Ovidio, una serie di lettere immaginarie a tema amoroso che donne protagoniste di miti greci e latini scrivono ai loro innamorati. Alla Francia duecentesca risalgono le Lettere di Abelardo ed Eloisa, uno scambio epistolare tra il teologo Pietro Abelardo e la badessa Eloisa, protagonisti di un amore contrastato e costretti a vivere in convento, che nelle lettere dibattono di teologia, trasformando così il loro amore terreno in amore per Dio.  

Il romanzo epistolare vero e proprio nasce nella Francia del Seicento per poi esplodere, come fenomeno, nel secolo successivo

Nel 1669 vengono stampate le Lettere portoghesi di Guilleragues, una raccolta di cinque lettere che un’immaginaria sovrana di Portogallo scrive all’amato che l’ha abbandonata. Nel romanzo ci sono evidenti richiami all’opera di Ovidio e alle Lettere di Abelardo ed Eloisa, inoltre le cinque lettere richiamano la struttura del dramma teatrale in cinque atti. 

Al 1721 risalgono le Lettere persiane di Montesquieu, un’opera dalla lunghissima gestazione e che sfrutta l’esotismo in voga nella Francia dell’epoca per delineare una critica durissima alla società francese e alle sue istituzioni politiche del periodo, alla monarchia di Luigi XIV in particolare. 

A livello letterario quest’opera si distingue da quella di Guilleragues per la molteplicità di personaggi cui dà voce: Montesquieu finge di aver conosciuto due nobili persiani, Usbek e Rica, che, costretti alla fuga dal despota del loro paese, hanno scelto di rifugiarsi in Francia curiosi di apprendere gli usi di quel Paese; egli, diventato amico dei due, ne traduce le lettere che ricevono ed inviano dal paese natale. Dalla curiosità iniziale si arriva alla consapevolezza che gli uomini sono accecati dai pregiudizi religiosi e sociali, e che i vari despoti, tanto quello persiano quanto il monarca francese, sono un impedimento alla libertà da cui è necessario ribellarsi. Quest’opera è ritenuta una delle più importanti del pensiero illuminista

Pamela di Samuel Richardson
Pamela di Samuel Richardson — Fonte: getty-images

La seconda metà del XVIII secolo vede l’affermazione definitiva del romanzo letterario anche fuori dai confini del regno francese. Nel 1740 Samuel Richardson pubblica Pamela, o la virtù premiata, un romanzo che, alternando lettere e pagine di diario, si concentra sul ritratto psicologico dei due protagonisti: la giovane e bella Pamela ed il suo corteggiatore, Mr B, dando vita ad un romanzo che ottiene un successo di pubblico enorme. 

Nel 1761 lo svizzero Rousseau pubblica Giulia, o la nuova Eloisa, una storia che già dal titolo rievoca esplicitamente quella di Eloisa e Pietro Abelardo: il racconto si svolge nell’arco di dodici anni, e narra del tormentato amore tra la nobile Giulia ed il suo precettore Saint-Preux, giovane e colto, ma di modeste origini. 

2Il Werther e l'Ortis: due manifesti del romanticismo

L'affermarsi della corrente romantica favorisce la due pubblicazione di due romanzi epistolari che hanno un'importanza enorme. Il primo è scritto da Johann Wolfgang von Goethe e s'intitola I dolori del giovane Werther. Protagonista del romanzo è Werther, innamorato della giovane e bella Lotte che però finirà con lo sposare Albert. Ciò che rende questo romanzo una pietra miliare della storia della letteratura mondiale è lo spazio che viene dato alla descrizione dei personaggi e, in modo particolare, al protagonista. 

Illustrazione per l'edizione del 1774 de "I dolori del giovane Werther", scritto da Goethe
Illustrazione per l'edizione del 1774 de "I dolori del giovane Werther", scritto da Goethe — Fonte: ansa

Werther è un ragazzo colto ma assolutamente individualista ed insofferente delle convenzioni sociali ed allergico alla sua abitudinarietà, ma soprattutto è preda di sentimenti fortissimi come, appunto, il disperato amore per Lotte. Questa, pur essendo promessa ad Albert, è oggetto di un amore impossibile non tanto perché non corrisposto o contrastato, quanto per la personalità stessa del protagonista: Werther, per indole, rifugge ai canoni della buona società borghese ed anela ad una realizzazione di sé in senso trascendentale, cosa che può avvenire soltanto attraverso la realizzazione amorosa; allo stesso tempo, egli sa che il suo comportamento è sintomo di un’inconciliabilità profonda, di una ribellione esistenziale nel quale Lotte non può seguirlo, e che non può avere altro esito che il suicidio: simbolo estremo di questa inconciliabilità. Questo il motivo per cui egli non cerca mai di attrarre per davvero l’amata, né si oppone al suo matrimonio con Albert, borghese equilibrato e posato, in grado di dare a Lotte la tranquillità di cui lei ha bisogno e verso cui Werther prova ammirazione. Questo romanzo è stato definito come uno delle espressioni più felici del preromanticismo e l’espressione migliore del movimento dello Sturm und Drang.  

Le Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo viene pubblicato nel 1802. Esso s’ispira all’opera di Alfieri, e risente della lezione del Werther. La storia, infatti, ricalca quella del romanzo tedesco, ma con in più la novità del tema politico. La prima lettera si apre infatti, lapidaria, con la frase: «Il sacrificio della Patria è consumato», riferimento esplicito al Trattato di Campoformio con cui Napoleone cede agli austriaci al Repubblica di Venezia, fino ad allora libera ed indipendente.

Il giovane Jacopo, un veneto che aveva combattuto per i francesi e si sentiva da essi tradito, si rifugia sui colli euganei per sfuggire agli austriaci. Qui s’innamora di Teresa, giovane e bella ragazza promessa in sposa ad Odoardo. Come per il Werther, il protagonista tratteggiato dal Foscolo è sconvolto dalle sue passioni e, vittima della delusione amorosa, si uccide.    

La risonanza dell’opera in Italia sono enormi, soprattutto perché la forte presenza dell’argomento politico lo allontana dal libro di Goethe, arricchendolo di un discorso che ha un ruolo fondamentale nel dibattito romantico italiano.    

3Il romanzo epistolare come strumento di innovazione

Nell’Ottocento il romanzo epistolare è stato scelto come modalità espressiva per romanzi che hanno avuto largo successo e che, in qualche modo, sono risultati innovativi. Basti pensare ai due romanzi gotici per definizione: Frankenestein di Mary Shelley e Dracula di Bram Stoker, pubblicati rispettivamente nel 1818 e nel 1897; entrambi i romanzi in cui continua a pesare l’eredità della Pamela settecentesca, ma la loro carica innovativa è fortissima, sia per i temi trattati che per lo stile, al punto da essere tutt’oggi opere letterarie estremamente popolari. 

In Frankenstein si possono leggere i dubbi ed i timori causati da un progresso scientifico che sembra essere onnipotente; in Dracula, invece, si scorge la pungente satira contro l’antica nobiltà che “succhia il sangue” alla laboriosa borghesia.  

Nel 1871 Giovanni Verga, principale esponente della corrente verista, pubblica Storia di una capinera in cui narra, attraverso le epistole della protagonista Maria, il suo sfortunato amore per Nino e la sua tragica fine

In tempi più recenti il collettivo di scrittori Luther Blissett ha usato le lettere per far esprimere il misterioso Qoèlet, antagonista dell’anonimo protagonista del romanzo Q. Pubblicato per la prima volta nel 1996, anche questo romanzo, diventato presto un best-seller, ha influenzato pesantemente il dibattito letterario degli ultimi vent’anni. Ancora oggi, quindi, la versatilità delle epistole in ambito letterario le rende utili negli ambiti più disparati per raggiungere effetti comunicativi particolari