Romanzo di formazione: caratteristiche, autori e titoli

Romanzo di formazione: caratteristiche, autori e titoli A cura di Antonello Ruberto.

Cos'è il romanzo di formazione? Scopri quali sono i libri che appartengono a questo genere e gli autori che hanno scritto questa tipologia di opere

1Cos’è il romanzo di formazione? Definizione

I personaggi Mr Micawber e Young Copperfield  in un'illustrazione del romanzo di Charles Dickens: David Copperfield
I personaggi Mr Micawber e Young Copperfield in un'illustrazione del romanzo di Charles Dickens: David Copperfield — Fonte: getty-images

In letteratura per Romanzo di formazione s’intende un genere narrativo che descrive l’evoluzione, i cambiamenti e le esperienze del protagonista nel suo passaggio dall’età infantile e adolescenziale a quella adulta: una definizione semplice che cela la complessità di questo genere di storie.  

Il Romanzo di formazione nasce in Germania alla fine del Settecento, e da lì diventa soggetto ad una diffusione ed un’evoluzione continua in cui temi e contesti cambiano continuamente: in alcuni casi queste storie vengono usate per raccontare gli stati d’animo e psicologici dei protagonisti, o sono usati per descrivere uno specifico ambiente sociale, oppure per raccontare esperienze autobiografiche dei loro autori; il Romanzo di formazione, inoltre, per forme ed argomenti può essere associato ad altre categorie letterarie, come il romanzo epistolare o quello storico.  

Questo particolare genere narrativo ha una storia che dura tuttora, e dai suoi esordi può contare innumerevoli titoli importanti, basti pensare al Norwegian Wood (1987) di Haruki per citare un best seller di anni recenti; una storia di due secoli in cui il Romanzo di formazione ha mutato funzioni e finalità, riuscendo sempre a rendersi voce dei tempi e dei mutamenti che li attraversano, passando dal raccontare le miserie e le speranze della società ottocentesca, fino a farsi specchio dei drammi del Novecento.  

1.1L’Ottocento tedesco

È la letteratura tedesca ad aggiudicarsi la maternità del Romanzo di formazione, il primo dei quali è pubblicato nel 1796 con il titolo di Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister, e racconta le vicende di un giovane, Meister appunto, che si realizza dirigendo un teatro dove vengono inscenati spettacoli di burattini.  

L’autore è Goethe, a cui si deve la prima definizione di Romanzo di formazione. Secondo il letterato tedesco l’essenza stessa di questo genere letterario è l’indagine ed il racconto dell’individuo e delle sue trasformazioni, la sua costruzione umana ed il suo rapporto con la società che l'autore descrive dall'esterno. Il Meister di Goethe, però, è anche una riflessione sulla vita e sull’arte e sui modi in cui queste vengono intese e conciliate.  

Su questo tema arriva la risposta di un altro tedesco, Novalis, che nel 1801 pubblica Enrico di Ofterdingen, Romanzo di formazione ambientato nel Medioevo, in cui il protagonista va alla ricerca del fiore azzurro, simbolo della poesia pura.  

2La diffusione del romanzo di formazione in Europa

2.1Il romanzo di formazione in Francia

Nel 1830 Stendhal pubblica Il rosso e il nero, storia di Julien Sorel, un giovane arrampicatore sociale che usa il suo fascino ed i suoi intrighi per guadagnare una posizione nella società borghese. In questo modo Stendhal illumina le tensioni sociali della Francia post-rivoluzionaria, in cui, spente le pulsioni di cambiamento, le politiche reazionarie dividono la società emarginando i meno abbienti: il romanzo assume così una funzione di critica sociale e descrizione storica.  

L'educazione sentimentale di Flaubert. Copertina di un'edizione del 1922
L'educazione sentimentale di Flaubert. Copertina di un'edizione del 1922 — Fonte: ansa

Un discorso simile si ha con L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert, il cui argomento sembra ricalcare quello già visto in Stendhal. Il protagonista, Frédéric Moreau, è un giovane dalle grandi ambizioni ma dai pochissimi mezzi che studia faticosamente a Parigi. Qui s’invaghisce di Marie Arnoux, moglie di un ricco editore. Ma nella capitale conosce anche la signora Dambreuse, ricca vedova con il quale intrattiene una relazione amorosa per interesse. Questo intreccio complesso finisce con il rovinare il protagonista lasciandolo senza amore, povero e privo di qualsiasi speranza di ascesa sociale: una trama che descrive la società parigina, avida, feroce ed essenzialmente amorale.  

2.2Il romanzo di formazione in Inghilterra

Nel 1847 Charlotte Brontë pubblica Jane Eyre, e nel 1850 Charles Dickens dà alle stampe David Copperfield. I protagonisti di entrambi i romanzi cominciano la loro storia come bambini infelici ed emarginati e finiscono con l'essere adulti affermati e felicemente sposati. Queste storie danno anche modo di aprire delle finestre su altri panorami: Jane Eyre fa emergere le contraddizioni dell'Inghilterra rurale e scandalizza i lettori con il racconto della sua passione amorosa; David Copperfield si sofferma sulla realtà degli slums londinesi di metà Ottocento, raccontando il loro squallore umano pur senza abbandonarsi a considerazioni di tipo moralistico.   

2.3Il romanzo di formazione in Italia

Disegno di Geppetto e Pinocchio
Disegno di Geppetto e Pinocchio — Fonte: istock

Un romanzo di formazione di particolare significato è Confessioni di un italiano, di Ippolito Nievo, pubblicato nel 1867 dopo la morte dell'autore. La storia si svolge, e viene scritta, negli anni turbolenti dell'Unità d'Italia, e sotto l'autobiografia fittizia del protagonista, Carlo Altoviti, si cela quella reale dell'autore e del suo processo di maturazione che lo porta dal sentirsi veneziano al sentirsi italiano.  

Nel 1883 Carlo Collodi pubblica le Avventure di Pinocchio: la storia del burattino bugiardo che diventa una persona reale nel momento in cui si responsabilizza, evidentemente metaforica, rende questo Romanzo di formazione un capolavoro della letteratura mondiale.  

Nel novero dei romanzi di formazione rientra anche Storia di una capinera (1871) di Giovanni Verga, caposcuola della corrente verista, in cui la storia della giovane Maria viene narrata con il consueto pessimismo del verismo siciliano.  

3Il romanzo di formazione nel Novecento

Nel XX secolo il Romanzo di formazione si trasforma e incontra, in un certo senso, periodo di crisi. L'indagine sugli aspetti psicologici dei protagonisti si fa più complessa, mentre gli eventi politici e sociali impongono riflessioni più profonde sui rapporti tra il singolo e la società. 

Se il romanzo ottocentesco assume un ruolo pedagogico, dipingendo il ruolo dell'individuo nella nuova società borghese e massificata, quello novecentesco rifiuta questa funzione, preferendo dare una descrizione della realtà, delle sue contraddizioni, dell'Uomo e delle sue complessità compiendo una narrazione intima dei personaggi

Da qui la maggiore attenzione per gli aspetti psicologici che si riscontra in opere come Martin Eden (1909) di London o I turbamenti del giovane Törless (1906) di Musil, entrambi romanzi che gettano una luce sinistra sui percorsi di crescita dei protagonisti e sul loro ingresso nella società.   

In Ritratto dell'artista da giovane (1917) di Joyce l'attenzione per la descrizione psicologica si fa più marcata al punto che l'autore sceglie per il suo protagonista un nome allusivo, Stephen Dedalus, con un chiaro riferimento al Dedalo della mitologia greca, costruttore del labirinto di Creta.   

In Italia Alberto Moravia con il suo primo romanzo, Gli indifferenti (1929), descrive la crisi e l'apatìa della borghesia italiana durante il fascismo attraverso la storia di Carla e Michele Ardengo.   

Gli anni della Resistenza producono romanzi ancorati a quell'esperienza storica: ne sono esempio Il sentiero dei nidi di ragno (1947) di Calvino, che racconta la Resistenza come fosse un'avventura attraverso gli occhi del giovanissimo Pin, ed Il partigiano Johnny di Fenoglio in cui, in maniera molto più classica, il racconto della crescita e della maturazione personale del protagonista sono anche un modo per illuminare episodi e situazioni della guerra partigiana.   

Le trasformazioni dell'Italia post-bellica, con le sue crisi e le sue contraddizioni, si rintracciano in diverse opere tra cui L'età del malessere di Dacia Maraini, storia della giovane studentessa Enrica, incapace di realizzarsi nell'Italia degli anni '50, bigotta ed economicamente povera e arida.   

Negli anni ’50 sono ambientati Ragazzi di vita e Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini: romanzi i cui vengono raccontate le vite dei ragazzi delle borgate romane povere e degradate. Protagonisti di storie disperate, non sono mai oggetto di un’evoluzione in senso positivo, ma a sono condannati nei ruoli loro imposti dal contesto sociale, o vi si ribellano andando incontro ad una fine tragica. La spinta presente nei grandi romanzi ottocenteschi, narranti storie edificanti di rivalsa sociale, si è definitivamente esaurita lasciando spazio alla cupezza.