Robinson Crusoe: commento al libro di Daniel Defoe

Di Redazione Studenti.

Analisi, trama, commento di Robinson Crusoe, il libro di Daniel Defoe, scrittore britannico vissuto a cavallo tra XVII e XVIII secolo

ROBINSON CRUSOE

Robinson Crusoe: commento
Robinson Crusoe: commento — Fonte: getty-images

L'intero libro narra la storia di un uomo, Robinson Crusoe, naufragato, dopo una terribile tempesta, su un'isola che pare deserta. All'inizio è in preda alla disperazione, ma poi convive con la natura in maniera eccellente. In un primo momento si ritrova solo ma, in seguito, è accompagnato da un selvaggio di nome Venerdì. L'uomo vive su quest'isola, denominata da lui l'Isola della Disperazione, ventotto anni, fino a quando una nave lo riporta in patria.

In una parte del testo, Robinson narra i suoi primi giorni sull'isola e di come ha fatto a sopravvivere, diventando da uomo borghese a un vero e proprio artigiano, costruendo, con le sue mani, con pochi strumenti di fortuna e un po' di ingegno, quasi tutto ciò che gli occorreva.

Il racconto è formulato a diario, di conseguenza, gli eventi sono presentati con un ordine cronologico progressivo lineare.

La struttura della narrazione è un diario in cui, giorno per giorno (a volte saltandoli), racconta tutto ciò che faceva.

La vicenda si svolga nel 1659 e si può rilevare dalla prima data del diario. Il brano che anlizzeremo ora invece racconta cinquanta giorni della vita di Robinson Crusoe, dal 30 settembre al 17 novembre.

Rispetto ai luoghi in cui avviene la vicenda, dal brano in questione, non riusciamo a capire in che parte del globo sia, capiamo solo che è su un'isola che, forse potrebbe essere tropicale, in quanto, Crusoe dice di vedere uccelli sconosciuti. Questi pochi elementi fanno capire che non descriveva dettagliatamente il luogo che lo circondava (ma parliamo solo del brano in questione).

ROBINSON CRUSOE, COMMENTO

La narrazione sembra realistica perché il racconto è stato tratto da una storia veramente accaduta, quindi si potrebbe dire che la narrazione sia anche verosimile.

Dal brano preso in considerazione possiamo individuare solo un personaggio principale, ovvero Robinson Crusoe, ma non vengono descritte le sue caratteristiche principali, però, prendendo in considerazione la reazione avuta in seguito al naufragio, possiamo dettagliare in lui un carattere in un primo momento debole, in quanto era molto scoraggiato, ma successivamente molto più forte e pieno di iniziative.

Il narratore di questa storia è colui che la vive e quindi direttamente Robinson Crusoe.

Non penso che traspaiano il pensiero e la valutazione dell'autore.

Penso che parole e pensieri del personaggio non siano citazioni famose, ma solo ciò che realmente provava in quel momento.

Il linguaggio usato è, secondo me, un linguaggio comune, in quanto descrive la sua giornata senza rifarsi a frasi di altri autori, e spiegandosi in maniera molto semplice.

Secondo me l'autore ha scritto questo testo un po' per informare, ma un po' anche perché era affascinato dalla vita selvaggia, che ha appunto descritto. Penso che Defoe voglia far riflettere il lettore sulla vita e gli aneddoti trovati da Crusoe per sopravvivere.

Il messaggio penso che sia semplice e molto chiaro e vale a dire: "non perdersi mai davanti alle difficoltà, anche se sono molto grandi, e che con un po' di cervello si può arrivare alla soluzione". Mi ha incuriosito il modo in cui Robinson Crusoe si è adattato a ogni situazione critica.

Leggi anche: