Robinson Crusoe: analisi del libro

Di Redazione Studenti.

Robinson Crusoe: analisi del libro di Daniel Defoe: scheda libro con riassunto del romanzo e della vita dell'autore. Commento allo stile

ROBINSON CRUSOE

Robinson Crusoe: analisi del libro
Robinson Crusoe: analisi del libro — Fonte: getty-images

Robinson Crusoe di Daniel Defoe, pubblicato il 25 aprile 1719, è considerato il capostipite del romanzo d'avventura, e da alcuni anche il capostipite del romanzo moderno.

Vediamo nel dettaglio di cosa parla il libro attraverso una breve analisi.

I dati generali:

  • Autore: Daniel Defoe
  • Titolo: La vita e le straordinarie, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe
  • Edizione: I grandi libri - Garzanti
  • Città: Brezzo di Bedero - Varese
  • Anno: Febbraio 2008

DANIEL DEFOE, BIOGRAFIA BREVE

Daniel Defoe è considerato il padre del romanzo Inglese: nacque nell'aprile del 1660 e morì nell'aprile del 1731.

Di famiglia Presbiteriano dissenziente, si dedicò allo studio di Geografia, Economia e lingue straniere. Rifiutò di diventare pastore Presbiteriano e si dedicò alla “vita economica”.

Convinto sostenitore della causa liberale, si schierò con il duca di Monmouth.

Finì in bancarotta e dovette pagare i problemi economici da lui provocati perfino con il carcere. Scrisse Robinson Crusoe, forse il suo romanzo più famoso, nel 1718.

ROBINSON CRUSOE, TRAMA

Il romanzo Robinson Crusoe racconta la vita di Robinson Kreutznaer, da tutti chiamato Crusoe, che, ignorando i consigli del padre, s'imbarca su una nave a causa della sua forte passione per il mare.

Durante il suo primo viaggio una forte tempesta colpisce la zone in cui naviga e Robinson naufraga. Durante un altro viaggio viene ridotto in schiavitù dai pirati di Salè, ma riesce a scappare dopo due anni con l'amico-schiavo Xury che vende a un Capitano che diventa un suo ottimo amico.

Robinson si stabilisce in Brasile e apre una piantagione di tabacco. Proprio quando gli affari iniziano ad andare discretamente, Robinson decide di partire per un viaggio alla ricerca di schiavi da impiegare nella sua piantagione.

Anche questo viaggio finisce con un naufragio, ma, diversamente dalle altre volte, Robinson naufraga su un'isola completamente deserta ed è l'unico superstite della spedizione. Crusoe gestisce la vita da naufrago in modo perfetto: recupera quanti più oggetti utili possibili dalla nave non era ancora colata a picco e inizia a costruirsi oggetti utili alla sopravvivenza.

Robinson si costruisce due abitazioni:

  • Il castello 
  • La casa di campagna

Inizia poi ad addomesticare un pappagallo con il quale parlerà spesso, fonda un allevamento di bestiame e inizia anche un'attività agricola: colonizza cioè l'intera isola.

Fondamentale per il cambiamento interiore del protagonista è il ritrovamento, sull'imbarcazione, di una Bibbia che sarà capace di aiutarlo nei difficili momenti di solitudine, amplierà il suo modo di vedere le cose e gli farà capire che la sua condizione è diretta conseguenza della sua vita imprudente.

Durante il naufragio il protagonista redige un diario, interrotto solo nel momento in cui l'inchiostro finisce, in cui racconta tutto ciò che avviene sull'isola.

Durante un viaggio di perlustrazione dell'isola scopre la presenza di un gruppo di cannibali e salva un indigeno che stava per essere condannato a morte. Lo chiama Venerdì: diventa servitore di Robinson, che gli insegna l'Inglese e lo converte alla religione Cristiana attraverso la lettura della Bibbia.

Robinson Crusoe dopo ventotto anni trascorsi sull'isola riesce a tornare in patria, dove scopre che le rendite della piantagione lo hanno reso ricco.

ROBINSON CRUSOE, STILE

Il romanzo scritto da Daniel Defoe è completamente narrato dal protagonista principale, quindi si utilizza il discorso diretto.

Troviamo anche una porzione di testo scritta sotto forma di Diario, lasciando al lettore anche una sequenza cronologica della narrazione dei fatti accaduti.

Il ritmo della narrazione è interessante e il testo non è né troppo lento né troppo veloce. Questo si deve anche all'utilizzo di una sintassi lineare e semplice nella costruzione e all'utilizzo di vocaboli appartenenti ad un registro medio, quindi molto comprensibili anche se risalenti al '700.