Ritorno a scuola, il CTS rassicura: la riapertura è una priorità

Di Redazione Studenti.

Il Comitato Tecnico Scientifico ieri ha ribadito che la riapertura delle scuole è una priorità. Ma bisognerà garantire sicurezza e distanziamento

RIENTRO A SCUOLA

Rientro a scuola: il CTS conferma che la priorità è la riapertura
Rientro a scuola: il CTS conferma che la priorità è la riapertura — Fonte: istock

Non sembra avere dubbi il Comitato Tecnico Scientifico che ieri si è riunito per discutere della riapertura delle scuole di ogni ordine e grado dal 14 settembre. La priorità, conferma il CTS, è il ritorno a scuola, insomma, per quanto proprio nella giornata di ieri si fosse ventilata l'ipotesi della didattica a distanza in alcuni casi specifici.

Proprio il distanziamento interpersonale, infatti, sembrerebbe essere il nodo centrale della questione. Tanto che laddove non possa essere garantito, il CTS ha insistito sull'uso della mascherina a partire dai sei anni.

Nel frattempo, le scuole aggiornano i Patti con le famiglie inserendo nuove norme anti-Covid.

RITORNO IN CLASSE A SETTEMBRE

Con il ritorno in classe a settembre, infatti, dovranno essere evitati il più possibile gli assembramenti, disciplinando i movimenti all'interno della scuola con dei flussi di entrata ed uscita. Il vero problema, però, sottolineano presidi e sindacati, è costituito dal fatto che le forniture dei banchi arriveranno nelle scuole a didattica iniziata: alcuni, addirittura, sono attesi per ottobre. Cosa accade se nel frattempo un ragazzo viene contagiato?

La questione della responsabilità dei presidi di fronte a un caso del genere è stata liquidata dal CTS: “Va chiarito che le preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità non hanno motivo di esistere in base a quanto previsto dalla Legge 40 del 5 giugno 2020”, hanno detto gli esperti. Ma la legge si riferisce a una responsabilità civile, non penale, cosa che non rassicura affatto l'Anp.

Supporto alle scuole in caso di contagi, secondo il CTS, arriverà dal personale sanitario: "Si è lavorato per un attivo coinvolgimento sia dei pediatri di libera scelta che dei medici di medicina generale" scrive il CTS in una nota, "i quali saranno chiamati assieme ai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali a garantire ottimale supporto alle scuole e gestione, secondo le normative vigenti, dei soggetti infettati da SARS-CoV-2 e dei loro contatti”.

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