Rimborsi concessi a domanda dell’interessato: cosa sono, come funzionano, regolamento, moduli

Che si intende per rimborsi concessi a domanda dell’interessato e come ottenere la restituzione delle tasse universitarie

Rimborsi concessi a domanda dell’interessato: cosa sono, come funzionano, regolamento, moduli
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Rimborsi concessi a domanda dell’interessato: cosa sono, come funzionano, regolamento, moduli

Rimborsi concessi a domanda dell’interessato
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Quando si parla di rimborsi concessi a domanda dell’interessato, si fa riferimento a svariate eventualità. È possibile richiedere o ottenere automaticamente un rimborso, a patto di rientrare in determinate categorie. Di seguito spieghiamo nel dettaglio tutte le possibilità che possono realizzarsi e quali i regolamenti in merito.

Rimborsi concessi a domanda dell’interessato: quando richiederli

Come detto, sono svariate le situazioni nelle quali è consentito procedere con una domanda di rimborso delle tasse universitarie. Per comodità, proponiamo un elenco, al fine di individuare facilmente un esempio che possa rappresentare in maniera specifica la propria condizione:

  • Immatricolazione respinta - È possibile che la propria immatricolazione universitaria venga respinta, in assenza dei necessari requisiti di accesso. In casi del genere ci si ritrova ad aver già effettuato i pagamenti previsti per legge, salvo poi non risultare effettivamente iscritto. È possibile tentare di risolvere il tutto con l’amministrazione del proprio Ateneo di riferimento o, volendo, optare per un rimborso e seguire una strada differente;
  • Cambio Ateneo – Un’eventualità molto comune, soprattutto nei primi due anni di iscrizione, riguarda il trasferimento da un Ateneo all’altro. Nel caso in cui questo avvenga in seguito al pagamento delle tasse, qualsiasi Università italiana garantirà il pieno rimborso;
  • Decadenza dagli studi – Non è possibile restare fuori corso “in eterno”, pur pagando le tasse. Esistono infatti dei limiti temporali. Con ciò si fa riferimento a un certo numero di anni che possono trascorrere dall’ultimo esame, superato o fallito. Nel caso in cui si venga dichiarati decaduti dopo aver pagato le tasse per l’anno accademico successivo, si potrà fare domanda di rimborso;
  • Laurea in tempo - I rimborsi concessi a domanda dell’interessato riguardano anche i soggetti che hanno conseguito la laurea entro i termini legali;
  • Esame di Laurea – L’Ateneo consente il rimborso per i soggetti che hanno terminato tutte le attività didattiche, il che comprende esami, attività, tirocini ed eventuali altre, in un anno accademico. Ciò nel caso in cui abbiano continuato a pagare le tasse per gli anni successivi, pur vantando un solo debito, quello dell’Esame di Laurea;
  • Fascia errata – Gli errori sono all’ordine del giorno, soprattutto quando si è al primo anno. Può capitare, dunque, di procedere al pagamento delle tasse con riferimento a una fascia di appartenenza differente dalla propria. Qualora il versamento sia superiore al dovuto, si potrà procedere alla richiesta di rimborso per quanto concerne l’eccedenza. Ciò vale per chi abbia pagato prima e seconda rata di importo superiore, così come soltanto una delle due o, magari, soltanto la prima ma con importo superiore ad entrambe;
  • Versamento non dovuto – Attraverso il sito del proprio Ateneo è possibile procedere al pagamento digitale delle tasse dovute. Uno scenario che per alcuni può risultare complesso, date le tante voci presenti. Ciò spinge soggetti meno avvezzi alla tecnologia a pagare contributi non dovuti, come ad esempio la tassa di iscrizione per l’Esame di Laurea, non necessaria fino al momento in cui non si debba discutere la propria tesi.

Rimborsi concessi a domanda dell’interessato: quando non sono consentiti

Come visto, gli scenari in cui è possibile ottenere i propri soldi sono svariati.

Ciò non vuol dire, però, che ogni richiesta venga accolta dall’Ateneo. Riportiamo di seguito tre situazioni per le quali la somma versata è da considerarsi perduta:

  • In caso di rinuncia agli studi effettuata dopo aver pagato le tasse per l’iscrizione all’Anno Accademico;
  • In seguito all’immatricolazione a un dato corso di laurea, viene meno l’intenzione di frequentare l’Università;
  • In caso di passaggio da un corso di laurea a un altro (Test orientamento universitario: scopri per quale facoltà sei più portato!), non è possibile richiedere il rimborso delle tasse in relazione a un’eventuale eccedenza, qualora il primo abbia richiesto un contributo maggiore del secondo, a parità di fascia di contribuzione.

Rimborsi concessi a domanda dell’interessato: moduli e regolamento

La prima cosa da precisare, in merito al regolamento vigente relativo ai rimborsi universitari, è che esistono due procedure differenti per i contributi versati all’Ateneo e la tassa regionale. Nel primo caso è infatti possibile rivolgersi alla propria segretaria, mentre nel secondo occorre recarsi presso gli uffici della Regione. Vediamo nel dettaglio tutto ciò che occorre sapere in merito.

Il modulo per la domanda è presente sul sito del proprio Ateneo. Basti cercare nell’area modulistica la dicitura “modulo per il rimborso di tasse e contributi”, o qualcosa di simile. Si richiede un’istanza in carta legale, ovvero con marca da bollo del valore vigente, che supera di poco i 14 euro di spesa. Il tutto andrà presentato presso la segreteria dell’Ateneo. Non è previsto un periodo specifico entro il quale farlo, anche se si consiglia di procedere da gennaio a ottobre, per puri motivi organizzativi interni al sistema universitario.

Si richiede inoltre di allegare i bollettini dei versamenti effettuati, eccezion fatta per la tassa regionale, come detto, così come una fotocopia del proprio Codice Fiscale. I tempi per l’ottenimento del rimborso non sono purtroppo brevi. Una volta effettuata la richiesta, infatti, al netto di controlli risultanti positivi, dunque di nessun errore da parte del richiedente, la pratica verrà sbrigata in 3-4 mesi.

Per questo motivo si consiglia sempre caldamente di verificare tutto il necessario prima di procedere al pagamento delle tasse. In questo modo si eviteranno saldi di tasse non dovute o l’inserimento della fascia di contribuzione errata. Questa somma, per quanto tornerà al legittimo proprietario, impiegherà come minimo 90 giorni per farlo.

A questo punto si presentano due differenti modi per ottenere il denaro. Il primo prevede l’invio di un avviso di ritiro presso il domicilio indicato in fase di iscrizione all’Ateneo. Ci si potrà così recare, con i documenti indicati nella lettera, presso l’istituto bancario riportato. In alternativa è ovviamente possibile richiedere un accredito automatico sul proprio conto corrente (pratica necessaria in caso di importi pari o superiori a 1000 euro, ndr).

Passiamo infine alla tassa regionale, il cui rimborso non viene sbrigato dagli addetti alla segreteria dell’Ateneo.

Si tratta di una somma non indirizzata all’università, che non è dunque responsabile. Per risolvere la questione occorre recarsi presso gli Uffici della Regione, individuando ubicazione e ufficio a seconda dell’area nella quale si risiede.

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