Riforma tecnici e professionali, no ai voti in pagella. Ecco dove

Di Redazione Studenti.

No ai voti in pagella grazie alla riforma dei tecnici e dei professionali. Ecco dove accade e come si valutano gli studenti

RIFORMA TECNICI E PROFESSIONALI

Ecco dove il voto in pagella è sostituito dall'autovalutazione
Ecco dove il voto in pagella è sostituito dall'autovalutazione — Fonte: getty-images

La riforma degli istituti tecnici e professionali è realtà: con il PNRR è stata attivata anche una riforma che prevede che gli studenti iscritti in questo tipo di scuole possano avere un più forte legame con le aziende e col territorio, dando continuità all'istruzione anche con la riforma delle ITS Academy.

Gli istituti tecnici diventano quindi fortemente orientati al lavoro, per dare ai ragazzi la possibilità di orientarsi in modo efficace nei vari settori e conseguire già durante la scuola delle certificazioni utili per la futura professione.

NO AI VOTI IN PAGELLA

Per dare seguito a questo nuovo tipo di impostazione, un istituto tecnico agrario di Pesaro ha deciso di cambiare del tutto la tipologia di valutazione. No ai voti in pagella, ha spiegato il Preside, ma autovalutazioni periodiche per venificare la comprensione delle nozioni fondamentali. La motivazione? Lavorare concretamente sul fenomeno della dispersione scolastica, per evitare che i ragazzi perdano la motivazione di fronte a un voto basso: Collezionare voti bassi non cambia la musica, anzi la peggiora perché i ragazzi si sentono fuori luogo, si impegnano sempre meno, sono irrequieti…, spiega il Preside.

Accanto alle autovalutazioni, il preside sceglie anche di posizionare nei primi anni materie il più possibile pratiche, per una ragione: Da noi lo studente si iscrive perché è convinto di poter imparare un mestiere. Si aspetta di fare molta pratica e poca teoria. Invece l’impatto è diverso: tra i banchi trova gli stessi scogli che avrebbe voluto evitare altrove (matematica, italiano, storia…). Se le discipline teoriche non gli piacciono comincia il supplizio, costretto a studiare cose lontane dal suo interesse.

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