Rientro a scuola, l'ipotesi didattica a distanza

Di Redazione Studenti.

Il ruolo della didattica a distanza non sembra essere esaurito con il rientro a scuola. Ecco cosa accadrà nelle classi a partire da settembre

RIENTRO A SCUOLA

Didattica a distanza a partire da settembre: una soluzione? Ecco quando e perché
Didattica a distanza a partire da settembre: una soluzione? Ecco quando e perché — Fonte: istock

L'ipotesi didattica a distanza, con l'aumento dei contagi, si fa sempre più plausibile. La situazione a poche settimane dal Back to school ufficiale annunciato dal Ministero (il primo giorno di scuola è il 14 settembre, ma ogni regione ha scelto la propria data di inizio) è la seguente: con l'aumentare dei numeri dei contagiati da Covid, non c'è ancora certezza sulla riapertura delle scuole.

Solo pochi giorni fa la ministra Azzolina su Facebook aveva rivolto a studenti e famiglie le sue rassicurazioni. Ma lo scetticismo resta, e comunque, anche se la scuola riaprisse come da copione, per molto tempo non si potrà abbandonare del tutto l'idea della didattica a distanza, soprattutto in alcuni casi, anche se il CTS fa sapere che la riapertura è una priorità.

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Inizialmente si era pensato alla didattica a distanza come a una soluzione estrema, limitata esclusivamente alle scuole superiori, ma con la possibile quarantena in caso di sintomatologia di un alunno al Covid (leggi qui per sapere cosa succede in caso di contagio), tutto è cambiato. Come riporta il Corriere della sera, il ministero ha stabilito che le scuole dovranno garantire ai propri alunni un orario minimo settimanale di lezioni via pc pari a 15 ore per elementari e medie(10 per i bimbi i 6 anni) e 20 ore per le scuole superiori in caso di quarantena per la classe. Un problema che tocca da vicino anche gli insegnanti, perché teoricamente un lavoratore in quarantena dovrebbe usufruire della malattia.

Ma non solo: per qualcuno la didattica a distanza è una soluzione alla necessità di mantenere le distanze laddove non sia possibile farlo in presenza. E così c'è anche chi, fra le scuole, ha scelto di fare, a rotazione fra le classi, cicli di didattica in presenza e a distanza, garantendo in questo modo una presenza numerica ridotta in istituto. Una decisione che per ora è lasciata alle scuole, ma che con il risalire dei positivi potrebbe prima o poi essere applicata anche a livello nazionale.

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