Rientro a scuola e DAD: cosa succede. Nuove norme e proteste

Di Redazione Studenti.

Cosa succede con il rientro in classe, fra didattica a distanza e scuola in presenza. Le dichiarazioni di Bianchi e le proteste per il mancato screening

RIENTRO A SCUOLA

Rientro a scuola e didattica a distanza
Rientro a scuola e didattica a distanza — Fonte: getty-images

Tra mille polemiche il 10 gennaio 2022 si è tornati sui banchi, con modalità assai diverse rispetto non solo tra le varie regioni, ma anche tra le singole scuole. Le ordinanze regionali si sono infatti spesso scontrate con la volontà dei presidi di prendere misure diverse rispetto a quanto stabilito dalle istituzioni. La causa? Una situazione epidemiologica molto compromessa all'interno delle singole scuole. Studenti, docenti e personale scolastico sono risultati in buona parte positivi al Covid, di fatto impedendo l'inizio in presenza delle lezioni. Il risultato è che ad oggi l'Italia è divisa fra chi è regolarmente rientrato a scuola in presenza e chi invece si trova di nuovo in didattica a distanza per volontà del proprio Dirigente Scolastico.

Ma il ministro Bianchi insiste: la scuola è pronta. Nella giornata del 9 gennaio ha infatti dichiarato:

Sicuramente siamo preoccupati, come tutti, ma abbiamo approvato come Governo, all’unanimità, regole chiare precise e puntuali anche per quelle situazioni che richiedono la didattica a distanza ma il principio base è che si torna a scuola domani.

DIDATTICA A DISTANZA O IN PRESENZA?

Ma mentre vengono stabilite nuove regole per la quarantena in caso di alunni positivi e il Governo stabilisce la necessità del green pass rafforzato anche per attività per cui poche settimane fa era necessario unicamente il green pass base, le proteste montano. Non solo i docenti parlano delle difficoltà di rientrare con classi decimate - rendendo di fatto impossibile la didattica, specie se mista - ma gli studenti si rifiutano di fare lezione in presenza, chiedendo uno screening che, al momento, sembra non arrivare.

Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi sembra non voler cedere sulla didattica a distanza: in un'intervista a Rai Radio 1 ha dichiarato che il nuovo protocollo messo in atto dal governo contiene importanti misure in materia epidemiologica: non solo la possibilità di fare i tamponi gratis - provvedimento, questo, chiesto a gran voce anche dagli studenti prima delle vacanze natalizie - ma anche calmierare il prezzo delle mascherine a 0,75 centesimi .

Punto fondamentale resta comunque la vaccinazione. Per i ragazzi delle scuole superiori il Ministro ha citato i dati: siamo all’85% prima dose e 75% seconda, ha detto, ma ha anche chiesto alle famiglie di rendere esplicito, in un atto di responsabilità collettiva, se i ragazzi siano o meno vaccinati, per poter tornare in classe in presenza:

Le famiglie devono precisare, se vogliono che i ragazzi tornino in presenza, che sono in condizione di poterlo fare quindi che sono vaccinati. Ancora una volta stiamo lavorando su una partecipazione collettiva. Usciamo dalla logica “c’è il controllore”, c’è un Paese che assieme si assume l’incarico di far tornare a scuola i nostri ragazzi.

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