Medicina 2017, ecco perchè il test di quest'anno potrebbe essere illegittimo

Di Marta Ferrucci.

Ricorso test medicina 2017: una nuova teoria degli avvocati Santi Delia e Bonetti potrebbe mettere in discussione il test di settembre. Ecco su quali ipotesi

RICORSO TEST MEDICINA 2017: ECCO PERCHE'

Una nuova tempesta si sta per abbattere sul recente test di accesso alla facoltà di Medicina 2017-2018: una nuova teoria degli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti mette in evidenza le contraddizioni tra quello che il legislatore volle fare con l'introduzione del test di ingresso e quello che di fatto il Miur mette in atto ogni anno attraverso i quiz di Medicina.

Test Medicina 2017: è tutto da rifare? Ecco le ragioni del nuovo ricorso e cosa c'entrano le domande di logica

Avvocato Santi Delia
Avvocato Santi Delia — Fonte: redazione

In sintesi, il legislatore ha previsto che il test sia composto per metà da domande di cultura generale sulla base dei programmi della scuola superiore mentre, per l'altra metà, da materie "tipiche", ovvero specifiche dell'indirizzo di studi a cui si vuole accedere e che, nel caso di Medicina, sono materie scientifiche come Bilogia, Matematica, ecc... Il legislatore, insomma, non ha mai previsto i quesiti di Logica che non fanno parte di nessun programma scolastico ma che, nonostante questo, sono 20 e pesano moltissimo sull'intero test mentre le domande di cultura generale sono solamente 2 su 60.
Abbiamo chiesto all'Avv. Santi Delia - che con l’Avvocato Michele Bonetti da oltre un decennio si occupa di numero chiuso e test di ammissione - di spiegarci meglio questa nuova teoria sulla base della quale prevede di promuovere nuovi ricorsi soprattutto tra chi ha ottenuto punteggi bassi proprio in questa tipologia di domande.

E' in arrivo un nuovo ricorso: ci spiega meglio sulla base di cosa?

Chi va al mare mangia il gelato. Tutti i bambini mangiano il gelato. Francesco va al mare”. Se le precedenti affermazioni sono vere, quale delle seguenti è necessariamente vera?
E' con domande come queste che, in Italia, da ormai quasi un trentennio, vengono selezionati gli studenti che possono studiare Medicina.
In tanti, praticamente tutti, si sono spesso chiesti se sia legittimo che i futuri medici vengano scelti sulla base di domande di questo tipo. E’ dal 2013, difatti, che il peso di tali domande di logica all’interno dell’economia del test è esponenzialmente aumentato rendondo, di fatto, tale sezione, come la più importante del test. Se riesci a risolvere la logica (che oggi pesa ben 30 punti sui 60 che sono utili per accedere) hai di fatto l’ammissione a Medicina in tasca. Ma non era affatto quello che il Legislatore del 1999 aveva in mente.

Come dovrebbe essere il test di accesso a Medicina secondo le indicazioni che diede il Legislatore nel 1999?

Il nostro legislatore seguendo le indicazioni della Corte Costituzionale, aveva immaginato una prova di ammissione (che oggi sappiamo tutti essere un test a crocette) basata su “prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi”. Tale norma, in un decisivo documento che il MIUR ha reso accessibile solo dopo una serie infinita di nostri ricorsi sull’accesso agli atti, è letta dallo stesso Ministero come utile ad imporre che il test sia formato da metà domande di cultura generale sulla base dei programmi della scuola superiore e l’ulteriore metà basata sulle materie tipiche (che, per capirci, sono per Medicina quelle di Biologia, Matematica, Fisica, Chimica etc.. e per Architettura ad esempio Storia). Il problema è che oggi la cultura generale  basata sui programmi pesa soltanto 2 domande su 60 nell’attuale test e ben 20, invece, sono i test di logica che nessuno degli studenti studia nei programmi delle scuole superiori. In nessun programma ministeriale, difatti, compare questo tipo di logica che ci aiuta a capire se Francesco può andare al mare mangiando o men o il gelato.
Il test di ammissione, dunque, si è trasformato nella prova dei migliori studenti nella preparazione in corsi ad hoc che studiano questa logica (diversa a seconda che sia quella di Cambridge del 2015 o la più semplice degli eserciziari del 2016 e 2017 e da qui che i punteggi minimi di ammissione sono passati da 29 a 61) e ciò, a nostro modo di vedere, in maniera illegittima.

Quale sarà la vostra prossima mossa?

Stiamo predisponendo, indicativamente per soggetti con punteggi superiore a 45/50 ricorsi individuali ad hoc proprio per censurare tale scelta del Ministero.

Ricorso test Medicina 2017: la video intervista all'Avv. Santi Delia