Riconoscimento dei titoli italiani all’estero e viceversa: tempi e modi

Una serie di informazioni utili per chi ha bisogno di fare il riconoscimento dei titoli italiani all’estero, o viceversa: tutto quello che bisogna sapere

Riconoscimento dei titoli italiani all’estero e viceversa: tempi e modi
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Riconoscimento dei titoli italiani all’estero e viceversa

Come fare riconoscere i titoli italiani all'estero o viceversa
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Se nel corso della propria vita si sceglie di andare a lavorare all’estero, ma anche nell’eventualità in cui si sia fatta una scuola in paese straniero e si voglia tornare a lavorare in Italia, in molti casi c’è bisogno di fare il riconoscimento dei titoli che si sono ottenuti durante il proprio percorso. Ma come si può fare? Quali scadenze e adempimenti burocratici bisogna seguire?

Come far riconoscere i titoli italiani all'estero

Iniziamo questo particolare viaggio concentrandoci sul riconoscimento dei titoli italiani all'estero. In questo caso c’è da fare subito una premessa: norme e procedure che regolano il riconoscimento dei titoli accademici italiani all’estero cambiano da paese a paese.

Questo vuol dire che, purtroppo, la propria laurea non può essere riconosciuta automaticamente in un paese straniero. In qualsiasi circostanza è quindi necessario sottoporre una richiesta di riconoscimento o passare tramite una procedura valutativa che riguarda prettamente lo specifico sistema estero.

Ma le cose essenziali da fare per far sì che il proprio titolo venga riconosciuto, si possono sintetizzare nelle seguenti azioni:

  • capire a quale ufficio porre la domanda;
  • preparare i documenti richiesti;
  • valutare la procedura di riconoscimento più adeguata alle proprie esigenze.

Per fare quanto è appena detto è opportuno - visti i tanti paesi e le numerose e differenti norme esistenti - rivolgersi agli appositi centri di informazione che si occupano proprio del riconoscimento dei titoli accademici conseguiti all’estero. Tali centri nazionali si trovano praticamente quasi ovunque, e sono coordinati nelle reti europee denominate NARIC-ENIC.

Nell'eventualità in cui si abbia bisogno di far riconoscere un titolo accademico, bisogna rivolgersi direttamente al centro nazionale (NARIC- ENIC) del paese di interesse al fine di apprendere le varie forme e procedure di riconoscimento. I paesi che ne fanno parte sono 55 e si possono leggere sul sito ufficiale dove sono riportati anche gli indirizzi utili.

I titoli italiani che si possono far riconoscere all'estero

Possiamo tranquillamente affermare che sono molti i titoli italiani che si possono far riconoscere all’estero. Ciò che bisogna fare assolutamente, però, è fare una distinzione tra professioni regolamentate nello stato di provenienza e non.

Se il titolo riguarda una professione non regolamentata, basta il riconoscimento del titolo di laurea che vi abbiamo descritto sopra e anzi, per molti mestieri spesso non è nemmeno richiesto. Nel caso in cui si voglia esercitare una professione regolamentata, come quella del medico, ingegnere, avvocato, etc., le norme da seguire sono differenti.

In queste circostanze molti paesi europei prevedono specifiche direttive che vengono riassunte nel Sistema Generale che a sua volta stabilisce tre principi fondamentali:

  • reciproca fiducia tra gli stati: un paese membro non può rifiutare il riconoscimento del titolo di un cittadino europeo;
  • riconoscimento accordato: un professionista che ha ricevuto l’abilitazione nel proprio paese di provenienza non deve farlo nel paese straniero;
  • nell'eventualità di differenze sostanziali nelle materie di formazione: possono essere previste prove attitudinali, periodi di tirocinio o esperienze professionali complementari. Un esempio pratico? Le normative fiscali di due paesi possono essere completamente diverse le une dalle altre. Ciò vuol dire che un commercialista potrebbe dover integrare la sua formazione.

Come far riconoscere i titoli esteri in Italia

Nell’eventualità in cui ci sia bisogno di un riconoscimento dei titoli ricevuti all'estero qui in Italia, ci sono diverse direttive da seguire.

Innanzitutto è bene sapere che si possono far riconoscere dei cicli e dei periodi di studio svolti all'estero e dei titoli di studio stranieri per:

  • avere accesso alla formazione superiore;
  • proseguire gli studi universitari;
  • conseguire dei titoli universitari italiani (equipollenza, ovvero quella procedura che permette di valutare i titoli finali esteri di primo, secondo e terzo ciclo per l'ottenimento di un corrispondente titolo finale italiano di primo, secondo e terzo ciclo).

Le procedure di riconoscimento sono svolte dalle istituzioni di istruzione superiore, e per questo è essenziale rivolgersi agli istituti di interesse.

Se invece c’è bisogno del riconoscimento dei titoli professionali regolamentati, e quindi di quei mestieri per cui la legge italiana stabilisce sia il titolo di studio che i successivi requisiti indispensabili per lavorare, è importante riferirsi alle autorità competenti, oppure al centro di assistenza per il riconoscimento delle qualifiche professionali.

Si possono far riconoscere anche i titoli di dottorato di ricerca (PhD) attraverso una domanda che va presentata al Ministero dell’Università e della Ricerca.

I titoli esteri che si possono riconoscere in Italia

Il riconoscimento dei titoli di studio esteri, che in italiano è chiamato equipollenza, fa sì che i singoli atenei attribuiscano a un titolo di studio ottenuto in un paese diverso dal proprio lo stesso valore legale che ha un titolo di studio italiano.

La questione principale è che viene effettuata a specifiche condizioni dagli atenei del nostro paese, ed è per questo motivo che la domanda deve essere inoltrata a loro. Per venirvi in aiuto sappiate che attraverso questo sito è possibile cercare tutte le strutture a cui rivolgersi, come gli istituti superiori e le facoltà esistenti nel nostro paese.

L'Italia riconosce le qualifiche professionali estere di provenienza UE ed anche di alcuni paesi non-comunitari. I titoli di questi ultimi, però, necessitano quasi sempre di misure compensative.

Quanto tempo ci vuole per far riconoscere un titolo?


Per il riconoscimento dei titoli stranieri in Italia i tempi previsti per concludere la maggior parte delle procedure di valutazione sono di novanta giorni dalla presentazione dell’istanza.

Diversa la situazione per coloro, per esempio, che hanno bisogno di un riconoscimento dei titoli di abilitazione/idoneità alla professione docente e di specializzazione per il sostegno.

Secondo la procedura stabilita dal Decreto legislativo 206/07 (per i paesi comunitari) e dal DPR 394/99 (per i paesi non comunitari) e le successive modifiche, ci vogliono 4 mesi in quanto occorre verificare la corrispondenza dei percorsi formativi.

A livello generale il processo rispetta il seguente calendario: nel momento in cui la domanda di equipollenza con relativa documentazione viene ricevuta dalle università, queste avviano un processo di verifica. Tale procedura si può concludere in 3 modi:

  • riconoscimento diretto: senza la necessità di sostenere esami integrativi;
  • abbreviazione di corso: prevede un'integrazione che può esser effettuata svolgendo gli esami mancanti o presentando elaborati finali (tesi) per l’ottenimento dell’equipollenza;
  • con il mancato riconoscimento.

Per quanto riguarda le tempistiche di riconoscimento dei titoli italiani all'estero, ogni paese segue le sue regole. Pertanto è consigliato visionare la Sezione Culturale dell’ambasciata in Italia del paese presso cui si intende avviare il riconoscimento dei titoli.

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