Richard Wagner: composizioni, dramma musicale e innovazioni del compositore, poeta e librettista tedesco tra i più importanti di tutti i tempi

RICHARD WAGNER

Richard Wagner
Richard Wagner — Fonte: ansa

Richard Wagner nacque il 22 maggio del 1813 a Lipsia, in Germania, ed è stato un compositore, poeta e librettista appartenente al romanticismo tedesco. E’ considerato il musicista più importante di tutti i tempi ed è famoso per la riforma del teatro musicale.

RICHARD WAGNER: OPERE E COMPOSIZIONI

Gli scritti principali di Richard Wagner sono: Arte e rivoluzione, Opera e dramma e Opera d’arte dell’avvenire. Wagner ha sempre scritto i libretti delle proprie composizioni e sceneggiature in totale autonomia. Esse sono: Il divieto d'amare o La novizia di Palermo (1834-1836), Rienzi, l'ultimo dei tribuni (portata in scena per la prima volta nel 1842), l’Olandese volante (nota anche con il titolo Il vascello fantasma, 1843), Le Fate (1888, postuma). Le composizioni che interessano particolarmente la riforma del teatro musicale sono: Tannhäuser (1845), Lohengrin (1850), Tristano e Isotta (1865), I maestri cantori di Norimberga (1868), la Tetralogia (1876) e l’ultimo dramma musicale di Wagner è Parsifal, andato in scena nel 1882.

IL DRAMMA MUSICALE DI RICHARD WAGNER

Secondo il compositore tedesco la perfezione del dramma sta nell’unione delle tre arti temporali: musica, poesia e danza, intesa come libero movimento. In passato, tale perfezione era stata raggiunta dal teatro classico greco, ma con la decadenza greca ognuna delle tre arti si sviluppò vivendo di vita propria ed esprimendosi con mezzi sempre più diversi da quelli delle arti sorelle. Wagner vide nel dramma musicale la fusione di tutte le arti ritmiche che, un tempo congiunte poi separate, erano capaci di raggiungere pienamente il loro ideale, poiché v’è sempre in esse una continua tendenza ad aiutarsi a vicenda. Questo è lo stato di unione a cui voleva tornare Wagner con le sue composizioni.

L’ideale fusione tra le arti, nata da un unico creatore, meglio si può realizzare nel mondo puramente fantastico del Mito, libero da qualsiasi precisazione di tempo e di luogo. Il Mito, per Wagner, è storia elaborata e stilizzata dall’immaginazione del popolo e ridotta appunto in uno stato puramente umano: così sarà più facile per il drammaturgo far emergere lo stato d’animo di ogni personaggio, da lui ideato, in ogni situazione.

Il concetto fondamentale per lo studio del dramma di Richard Wagner è quello che la musica, di per sé, non ha un’autonomia estetica ed espressiva e dev’essere fecondata dalla poesia e viceversa. Quindi, le esigenze fondamentali della composizione e della struttura sono quelle espressive del dramma poetico: ad esso la musica deve adeguarsi, rinunciando a delle forme prestabilite; l'abolizione di ogni forma chiusa (aria, cavatina, finale, ecc.) e l’invenzione di una melodia continua che fluisca interrottamente dall’orchestra al palcoscenico o viceversa, senza soluzioni di continuità.

LE INNOVAZIONI WAGNERIANE

Cromatismo - Wagner è considerato un precursore della musica del XX secolo. Il suo cromatismo, infatti, è indicato come anticipatore della dodecafonia: una tecnica di composizione musicale ideata da Schönberg. Il cromatismo è un procedimento compositivo che consiste nell’uso frequente di suoni estranei alla scala diatonica. L’intervallo cromatico, ossia di semitono, si ottiene attraverso alterazioni.

Temi e motivi di base - Nella musica di Wagner si fa distinzione tra Leitmotiv e Grundthema, cioè temi e motivi di base: figure che nascono come netta conseguenza della musica continua wagneriana. Prima di Wagner ogni opera si divideva in numeri chiusi, ben delimitati dall’azione scenica, e che potevano essere recitativi, arie, duetti o concertati. Quando la musica assunse una continuità che durava per un intero atto, Wagner sentì la necessità di individualizzare i suoi personaggi sulla scena, così come i sentimenti espressi dalla musica (per esempio il motivo della fede in Parsifal). I temi di base hanno il ruolo di enfatizzare i momenti fondamentali dell’azione, mentre i motivi accompagnano l’entrata in scena di un determinato personaggio e, combinandosi tra di loro, danno vita ad un discorso (come nel Lohengrin). I motivi segnalano il personaggio anche quando questo si “camuffa” e permettono così al pubblico di seguire meglio la storia.

Voci - Le voci secondo Wagner sono come degli strumenti che richiedono uno sforzo eccezionale, ai limiti delle possibilità fisiche e artistiche e dell’espressività della voce umana.
Non tutti i cantanti possono essere wagneriani.  Wagner più che richiedere il fraseggio o il virtuosismo, predilige la potenza e l’intensità. Anche per quanto riguardano le scene più brevi e meno impegnative hanno bisogno per Wagner di uno stile particolarmente declamatorio, per poter sfruttare al massimo la fonetica della lingua tedesca.

La strumentazione wagneriana – Tra le innovazioni apportate da Wagner ci sono anche quelle che riguardano il campo della strumentazione. Il compositore tedesco, oltre ad inserire nuovi strumenti musicali come la tromba, il contrabbasso o la tuba wagneriana, arricchì la vecchia tavolozza orchestrale: raddoppiò i fiati ed aumentò notevolmente le corde, inserendo anche le percussioni. Con una tale orchestra, dal suono imponente, Wagner voleva esprimere il senso della trascendenza, aprendo la strada ad infinite combinazioni timbriche.

Il teatro – Wagner si occupò anche di rinnovare il teatro inteso come edificio. Non concepiva la divisione dei posti secondo l’importanza sociale ma il suo pubblico ideale doveva essere un mélange indistinto, capace di esprimere tutta la varietà della vita.