Ricerca sulla Lombardia

Di Redazione Studenti.

Ricerca sulla Lombardia: riassunto di geografia sulla regione dell'Italia Settentrionale. Territorio e clima, fiumi, laghi e catene montuose, economia e industria

Ricerca sulla Lombardia

Ricerca sulla Lombardia
Ricerca sulla Lombardia — Fonte: getty-images

La Lombardia è una regione amministrativa dell'Italia settentrionale. Confina con la Svizzera a nord ed è delimitata dal Piemonte a ovest, dal Trentino-Alto Adige e dal Veneto a est e dall'Emilia-Romagna a sud. È ripartita nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese; il capoluogo regionale è Milano. Deriva il suo nome dal popolo germanico dei longobardi, che la occuparono nel VI secolo d. C.

Confini

La Lombardia, che si estende per 23.872 km2 e conta 8.911.750 abitanti (1995), è la più popolata regione italiana. I suoi confini si appoggiano per lunghi tratti a elementi fisici: a settentrione corrispondono ampiamente allo spartiacque delle Alpi; a sud al fiume Po, fatta eccezione per la parte sudoccidentale della regione, l'Oltrepò pavese, che si estende a sud del fiume, e per la parte sudorientale, che corrisponde alla zona più meridionale della provincia di Mantova, anche questa a sud del Po; a ovest i confini sono rappresentati dal lago Maggiore (in parte anche compreso nel Piemonte e nella Svizzera) e dal fiume Ticino; a est dal lago di Garda (che divide con il Trentino-Alto Adige e il Veneto) e dal fiume Mincio.

Territorio

La parte settentrionale della Lombardia è essenzialmente montuosa (più del 40% del territorio regionale è occupato da montagne) e comprende la sezione centrale delle Alpi (Alpi Lepontine e Retiche), culminante nel massiccio del Bernina (4050 m), ma con molti altri imponenti massicci, tra cui il Disgrazia (3678 m), al limite con la Svizzera, l'Adamello (3554 m) e l'Ortles-Cevedale (3899 m), al confine con il Trentino-Alto Adige. Alle Alpi fanno seguito a sud la fascia centrale delle Prealpi e, più ancora a sud, quella delle colline (Brianza, Varesotto ecc. ). La restante metà meridionale della regione è pianeggiante (oltre il 47% del territorio regionale è occupato dalla pianura), e si estende nel tratto centrale della pianura Padana, a eccezione della parte sudoccidentale, cioè l'Oltrepò Pavese, dove si spingono i rilievi dell'Appennino emiliano (vedi Appennini), che in territorio lombardo toccano i 1724 m con la vetta del monte Lesima.

Le Alpi

Le Alpi lombarde, meno aspre di quelle del Piemonte e della Valle d'Aosta, sono solcate da ampie valli (a cominciare dalla Valtellina – che è la più lunga e importante valle longitudinale di tutto il sistema alpino italiano – e dalla Valcamonica); quasi tutte queste valli sono percorse da alcuni affluenti di sinistra del Po e conducono a valichi nel complesso abbastanza agevoli, malgrado si trovino a quote elevate. Uno dei passi internazionali più importanti è quello dello Spluga (2118 m), al confine con la Svizzera; si ricordano poi i non lontani passi del Maloja (1815 m) e del Bernina (2323 m), che si trovano invece in territorio svizzero. Tra i valichi nazionali, i principali sono quelli dello Stelvio (2759 m) e del Tonale (1883 m), che collegano la Lombardia con il Trentino-Alto Adige. Questi valichi hanno sempre avuto grande importanza nello sviluppo della regione, poiché ne hanno facilitato le comunicazioni, sia regionali sia internazionali.

Le Prealpi

Le Prealpi lombarde si estendono ininterrottamente dal lago Maggiore al lago di Garda. Le loro cime sono meno elevate di quelle alpine e si presentano in genere con vette rupestri e con pendici rivestite da pascoli e boschi; tuttavia non mancano erti massicci calcarei, quali le Grigne (che raggiungono i 2410 m), il monte Resegone (1875 m), entrambi in prossimità del lago di Como e, più a est, il Pizzo della Presolana (2521 m).

I fiumi

La Lombardia è probabilmente la regione italiana più ricca di acque di superficie. Dalle Alpi e dalle Prealpi scendono a solcare il territorio numerosi fiumi, affluenti e subaffluenti del Po. Tra i principali, oltre ai già ricordati Ticino (è il settimo fiume d'Italia per sviluppo, 248 km di lunghezza, e per superficie del bacino, 7228 km2) e Mincio (194 km), si annoverano l'Adda (il quarto fiume d'Italia per lunghezza: 313 km), arricchito dal Brembo e dal Serio, e l'Oglio (quinto fiume d'Italia: 280 km), cui tributano il Mella e il Chiese.

Alimentati dalle precipitazioni nevose e piovose, i fiumi lombardi hanno portate consistenti e regimi relativamente costanti. L'abbondanza di acque è sempre stata un fattore determinante nell'economia regionale, grazie anche alla fitta rete di canali, alcuni dei quali navigabili, realizzati soprattutto per regolamentare le acque fluviali e irrigare le coltivazioni. Tra i principali si ricordano il Naviglio Grande e il Naviglio della Martesana, che collegano rispettivamente il Ticino e l'Adda con Milano, e il Canale Villoresi, che raccorda i due fiumi.

I laghi

Lago di Como
Lago di Como — Fonte: ansa

La nota più caratteristica del sistema idrografico lombardo è rappresentata peraltro dai laghi prealpini, dalla tipica forma allungata in direzione nord-sud: furono infatti scavati dalle fiumane di ghiaccio, che al loro ritiro, circa 15.000 anni fa, lasciarono i solchi che furono poi occupati dalle acque. I principali laghi lombardi sono, da ovest a est, il lago Maggiore o Verbano (è il secondo lago d'Italia: 212 km2 di superficie), il lago di Lugano o Ceresio (50,5 km2, in parte in territorio svizzero), collegato al lago Maggiore dal breve fiume Tresa, il lago di Como o Lario (terzo lago d'Italia: 145,9 km2), il lago d'Iseo o Sebino (65,3 km2) e il lago di Garda o Benaco, il più esteso d'Italia (370 km2). Solo i laghi di Como e d'Iseo sono però interamente in territorio lombardo.  

Il clima

Il clima della regione è per lo più di tipo semicontinentale, con inverni rigidi, spesso nebbiosi (assai grave, specie a Milano, è l'inquinamento atmosferico determinato dallo smog, la nebbia mista a gas tossici) ed estati calde e afose; naturalmente un ruolo determinante nelle temperature ha l'altitudine, via via che si passa dalle zone padane a quelle alpine.   

Flora e fauna

La Lombardia, soprattutto nella bassa pianura, è una delle regioni italiane che più ha trasformato l'ambiente naturale e sostituito ormai da secoli l'originaria foresta di latifoglie (querce, tigli, olmi) con specie coltivate; nell'alta pianura invece vaste aree sono tuttora ricoperte da brughiere, con robinie, pini silvestri e varie specie erbacee ed arbustive.

Meglio conservata è la fascia alpina, che è coperta da bei boschi di pini e abeti. Infine la mitezza climatica delle sponde dei grandi laghi prealpini consente la crescita di specie arboree addirittura mediterranee, come l'olivo e i limoni, nonché splendide fioriture di camelie, oleandri, lecci.

Ormai poverissima è la fauna, anche se occorre fare una distinzione tra zona di pianura, dove la fauna naturale si può dire assente, e zona di montagna, meno impoverita (marmotte, scoiattoli, rare colonie di stambecchi, lepri e galli cedroni). Nelle zone protette, come il Parco del Ticino, vi sono numerose specie di uccelli, anche rari.

Economia

La Lombardia è la più ricca regione d'Italia, non solo perché è la più industrializzata ma perché ha una prospera agricoltura e primeggia anche in tutti i vari rami del settore terziario – o settore dei servizi: commercio, trasporti, assicurazioni, banche. Il reddito prodotto dalla regione rappresenta quasi il 20% di quello nazionale; il reddito annuo per abitante è di 33 milioni di lire. Si sale poi a oltre il 25% se si considera la produzione industriale.

Agricoltura

L'agricoltura ha valori altissimi di produttività; fornisce infatti il 10% della produzione italiana, anche se rappresenta solo il 2% del reddito della regione. È un settore che ha varie specializzazioni, tra le quali spiccano l'uva da vino nell'Oltrepò Pavese e in Valtellina, e il riso nella Lomellina, cioè l'area della bassa pianura attorno a Pavia. Si ricordano inoltre la produzione di barbabietole da zucchero, per la quale la Lombardia è al terzo posto della scala nazionale, e infine la cerealicoltura, che comprende orzo, segale e soprattutto mais, di cui la regione vanta la seconda produzione nazionale. Gran parte del mais è destinato all'allevamento, al cui servizio opera una larga parte dell'agricoltura. Significativamente la Lombardia detiene il primato per bovini e suini (rispettivamente un quarto e oltre un terzo del totale nazionale), cui si collega una fiorentissima industria di macellazione del bestiame e di trasformazione.

Industria

Nel settore industriale la Lombardia è nettamente al primo posto tra le regioni italiane, in tutti i principali comparti (tranne quello automobilistico, che spetta al Piemonte); fornisce più del 25% dei prodotti industriali italiani e – dato non meno rilevante – gestisce il 40% degli investimenti nazionali per la ricerca industriale. Mentre la grande industria lombarda continua a ridurre in modo drastico il proprio numero di addetti, si accresce il ruolo della piccola industria e di un artigianato moderno e ben attrezzato.  

Terziario

La collocazione geografica e il ruolo di Milano, come sede pressoché ininterrotta di fiere specializzate in ogni genere di produzione, fanno della Lombardia il nucleo commerciale d'Italia; la regione raggruppa il 25% dei centri commerciali, e quanto a supermercati e ipermercati (con una concentrazione di spazi di vendita di quasi 200 m2 ogni 1000 abitanti) la posizione è ai massimi livelli mondiali. Ma ancor più conta il fatto che nella regione si concentrino i servizi altamente specializzati o "terziario superiore": banche e altri istituti di credito, agenzie di pubblicità e di relazioni pubbliche, centri di studi informatici e tecnologici, reti televisive private e altro.

Popolazione e città

Il Duomo di Milano
Il Duomo di Milano — Fonte: getty-images

Anche se preceduta dalla Campania quanto a densità di popolazione (373 abitanti per km2 contro 410), con i suoi 10,4 milioni di abitanti la Lombardia è nettamente la prima regione d'Italia: ospita più di un sesto dell'intera popolazione italiana, con una densità doppia rispetto a quella nazionale. Fortissimo è stato l'incremento demografico nel periodo 1951-1971, grazie soprattutto all'immigrazione dalle regioni meridionali; oggi si assiste, come in tutto il paese, a una diminuzione della natalità.

Milano non ha un numero particolarmente alto di abitanti (1.310.681 abitanti), ma ha creato con i vicini centri provinciali e regionali, grandi e piccoli, una strettissima rete di rapporti, in particolare economici, dando origine così a quella che viene definita una "conurbazione", nella quale città e paesi si susseguono quasi senza interruzione.

Favorita dal fitto sistema di vie di comunicazione, buona parte della popolazione si sposta ogni giorno (per lavoro innanzi tutto, ma anche per motivi di studio) attraverso l'intera area, che supera i 7 milioni di abitanti, soprattutto in direzione di Milano: ciò determina gravi problemi di traffico, fino a ora irrisolti.

Dopo Milano, le altre principali città lombarde sono Bergamo e Brescia, quest'ultima con circa 200.000 abitanti (le loro province unite si aggirano sui 2 milioni di abitanti). Nessun altro capoluogo di provincia tocca i 100.000 abitanti (Sondrio ne ha addirittura poco più di 20.000), ma nell'area attorno a Milano, per il già ricordato "processo di slittamento", alcune città hanno enormemente aumentato la loro popolazione e la loro importanza economica, come Monza (120.000 abitanti), Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, entrambe sugli 80.000 abitanti.

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